Il T.A.R. si sofferma sui presupposti giuridici che devono ricorrere per revocare un bando e sui presupposti che devono ricorrere per ottenere l’indennizzo ex art. 21 quinques della L. n. 241/1990.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. ricorda che i sub-criteri devono essere predeterminati nel bando di gara: pertanto la Commissione non può integrare e/o modificare a posteriori questi valori.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Sul BUR n. 51 del 25 maggio 2018 è stata pubblicata la Deliberazione della Giunta regionale del Veneto n. 668 del 15 maggio 2018, recante: "Individuazione della quantità massima di consumo di suolo ammesso nel territorio regionale ai sensi dell'articolo 4, comma 2, lettera a) della legge regionale 6 giugno 2017, n. 14. Deliberazione n. 125/CR del 19 dicembre 2017".
Sul B.U.R. n. 51 del 25 maggio 2018 è stata pubblicata la deliberazione della Giunta regionale del Veneto n. 669 del 15 maggio 2018, recante: "Linee guida e suggerimenti operativi rivolti ai Comuni per l'adeguamento al Regolamento Edilizio-Tipo (RET), di cui all'Intesa sancita in sede di Conferenza Governo-Regioni e Comuni il 20 ottobre 2016, recepito con DGR 22 novembre 2017, n. 1896".
Il Tar Lazio – Roma afferma che il divieto di mutamento di destinazione d’uso (nella specie per l’apertura di un ristorante) di parte di un immobile dotato di pregio artistico, architettonico e storico è legittimo solo se, in base ad elementi concreti, tale mutamento sia incompatibile con la tutela del bene o comporti un pericolo per la sua conservazione.
Inoltre, nella medesima sentenza viene stabilito che, al fine di salvaguardare i beni culturali, possono essere poste limitazioni all’esercizio di attività commerciali, ma tali limiti devono essere introdotti in via generale negli atti di programmazione comunali e devono essere valutati in termini di proporzionalità ed adeguatezza rispetto alla tutela del bene, in relazione al bilanciamento tra interessi di rilevanza costituzionale.
Post di Erica Cunico – dottoressa in giurisprudenza
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Il T.A.R. Veneto ricorda quando è applicabile il rito super accelerato in materia di appalti e quando quello ordinario. Nella medesima sentenza ricorda che la proposta di aggiudicazione (ovvero la “vecchia” aggiudicazione provvisoria) non è un provvedimento immediatamente imugnabile.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Veneto conferma che nel processo amministrativo telematico (pat) sono tardivi gli atti e/o i documenti depositati dopo le ore 12.00 del giorno di scadenza. Questa inammissibilità, per di più, può essere rilevata d’ufficio dal Giudice come accaduto nel caso di specie.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Veneto ricorda che, solo in casi eccezionali, il Collegio può accettare un deposito tardivo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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A pena di inammissibilità del ricorso, vi è l’onere di impugnare anche l’atto presupposto.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Esiste un contrasto in giurisprudenza circa gli effetti della presentazione di una domanda di sanatoria edilizia su una precedente ordinanza di demolizione dell'opera abusiva: per alcuni tribunali diventa inefficace, per altri no.
Il TAR Piemonte, che sembra orientato nel primo senso, tuttavia in un proprio obiter dictum, ha sostenuto che l’istanza di sanatoria non interrompe il termine per l’adempimento all’ordine di demolizione, privandolo di efficacia, qualora il contenuto della stessa sia sostanzialmente identico a quello di una precedente istanza di sanatoria già rigettata. Questo in quanto tale comportamento costituisce un abuso del procedimento amministrativo, volto a paralizzare la doverosa attività della P.A. di ripristino della legalità.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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