L’autorizzazione sismica ex art. 94 d.P.R. 380/2001

10 Mar 2026
10 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che il rilascio dell’autorizzazione sismica prevista dall’art. 94 d.P.R. 380/2001 rappresenta un adempimento necessario “per l’inizio dei lavori” (così già la rubrica dell’articolo in questione) e non presenta, pertanto, alcun rilievo ai fini della legittimità del relativo titolo edilizio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La cura dell’interesse viabilistico in capo ai Comuni

10 Mar 2026
10 Marzo 2026

Nel caso di specie il responsabile dell’Area Vigilanza di un Comune esprimeva un parere viabilistico negativo, che poi conduceva ad un diniego di variante al titolo edilizio.

Il TAR Veneto ha affermato che tale parere costituisce legittima espressione delle competenze demandate al Comune il quale, ai fini del rilascio del titolo edilizio, è tenuto ex art. 12 d.P.R. 380/2001, a valutare l’adeguatezza delle opere di urbanizzazione primaria esistenti.

Quanto alle nuove immissioni o diramazioni dalle strade esistenti, si veda anche l’art. 22, co. 1 e 4 d.lgs. 285/1992, cd. codice della strada.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Inadempimento dell’obbligo di cessione delle aree al Comune assunto in sede di convenzione di lottizzazione

10 Mar 2026
10 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che il Comune conserva l’interesse all’accertamento in sede giudiziale dell’inadempimento del privato riferito al trasferimento gratuito della proprietà delle aree individuate nella convenzione urbanistica anche in seguito all’avvio del procedimento di esproprio delle stesse per la realizzazione di un’opera di pubblica utilità, posto che si declina in relazione al percepimento della relativa indennità di esproprio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Prodotti da forno e CAM

10 Mar 2026
10 Marzo 2026

Il TRGA Bolzano ha affermato che, per ottenere il punteggio premiale per il sub criterio “filiera corta” e per il sub criterio “chilometro zero”, valgono solo i prodotti presenti nel “paniere”, laddove mere varianti di gusto di uno stesso prodotto non possono essere considerate singolarmente.

Nella logica della filiera non può dirsi prodotto da “filiera corta” quello realizzato con una materia agricola primaria proveniente da una filiera lunga, dettando i criteri ambientali minimi (CAM) una regola di approvvigionamento. Secondo i CAM, per i prodotti con più ingredienti, si guarda all’ingrediente, vale a dire la materia agricola primaria più rappresentativa in termini di peso.

L’alimento da forno prodotto può dirsi a “filiera corta” solo se prodotto in ambito locale con materia primaria proveniente a sua volta da “filiera corta”.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La differenza giuridica tra il cartomante e il ciarlatano

10 Mar 2026
10 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la cartomanzia, da ritenersi attività lecita ex se, va distinta da quella che trasmoda in illiceità perché caratterizzata da note modali truffaldine e approfittatrici dell’altrui credulità, cd. ciarlataneria. Lo sconfinamento nell’area della ciarlataneria si verifica quando il messaggio commerciale che accompagna l’offerta del servizio tende a rappresentare la prestazione divinatoria non nella sua impalpabile valenza predittiva, ma come strumento realmente efficace ed infallibile per la preveggenza del futuro, con la connessa richiesta di una contropartita commisurata al maggior valore che la prestazione, per come artatamente rappresentata, assumerebbe, ovvero quando, per le modalità e/o le circostanze in cui si svolge la relazione tra cartomante e cliente, essa denota l’approfittamento da parte del primo della eventuale situazione di particolare debolezza psicologica del secondo.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Dichiarato il carattere eccezionale di alcune alluvioni in Veneto nel 2025

09 Mar 2026
9 Marzo 2026

Con il decreto del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste del 26.02.2026 (pubblicato in G.U., Serie Generale n. 54 del 06.03.2026), è stato dichiarato il carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi verificatisi nei territori della Regione Veneto il 20-21 agosto 2025, il 9-10 settembre 2025 e il 23-24 settembre 2025.
Il decreto è consultabile al seguente link:
https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-03-06&atto.codiceRedazionale=26A01030&elenco30giorni=true.

Post di Alberto Antico – avvocato

Legittimazione a richiedere un titolo edilizio e dicatio ad patriam

09 Mar 2026
9 Marzo 2026

Il TAR Brescia ha affermato che per ottenere un titolo edilizio, è necessario essere legittimati a richiederlo ex art. 11 d.P.R. 380/2001: a tal fine è necessario che il richiedente dimostri, non soltanto di avere la disponibilità giuridica del bene sul quale esercitare il proprio ius aedificandi in base ad un titolo idoneo (di natura reale o anche solo obbligatoria), ma anche di averne la disponibilità materiale, giacché soltanto la compresenza di entrambi gli elementi fa sì che il richiedente possa vantare quella “relazione qualificata con il bene”, in presenza della quale l’ordinamento e la giurisprudenza consentono l’esercizio dell’attività edificatoria.

Non sussiste, in capo al richiedente un titolo edilizio, la disponibilità giuridica e materiale del bene sul quale edificare, e quindi la legittimazione a richiedere il titolo edilizio, nel caso in cui il bene sia attualmente occupato dalla P.A. e destinato ad un uso pubblico, in forza di un comportamento inequivoco del proprietario del bene qualificabile come dicatio ad patriam.

La dicatio ad patriam costituisce un autonomo modo di acquisto dei diritti di uso pubblico (e delle servitù di uso pubblico ad essi assimilabili), e si perfeziona allorché il proprietario del bene, oggettivamente idoneo a soddisfare un’esigenza comune di una collettività indeterminata di cittadini, lo metta volontariamente, con carattere di continuità e non di mera tolleranza o precarietà, a disposizione della collettività stessa, mediante un comportamento attivo o omissivo univocamente interpretabile come destinazione del bene all’uso pubblico, seguito dall’effettivo esercizio di tale uso, senza che sia necessario il decorso del termine ventennale proprio dell’usucapione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Destinazione d’uso a edificio di culto

09 Mar 2026
9 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in tema di destinazione d’uso di un immobile ad edificio di culto, è irrilevante, ai fini dell’accertamento della sua legittimità sul piano urbanistico (anche nella prospettiva di verificare il rispetto di un eventuale ordine di rimessione in pristino emesso dalla P.A. e il prodursi del connesso effetto acquisitivo al patrimonio comunale), la circostanza che l’associazione proprietaria dello stesso sia iscritta nel registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS), in quanto lo speciale regime previsto dall’art. 71 d.lgs. 117/2017 trova applicazione con riguardo alle sole attività elencate al precedente art. 5, tra cui non rientra l’esercizio del culto.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Sospensione cautelare o annullamento di un’ordinanza di demolizione: quid iuris rispetto al termine di 90 per demolire?

09 Mar 2026
9 Marzo 2026

La Sezione II del Consiglio di Stato ha deferito all’Adunanza plenaria la seguente questione di diritto: se l’emissione di un provvedimento giurisdizionale che sospenda in via cautelare gli effetti, ovvero disponga l’annullamento, di un’ingiunzione di ripristino di un abuso edilizio, comporti la mera sospensione del termine di novanta giorni per l’adempimento, decorso il quale il bene abusivo è acquistato di diritto al patrimonio del Comune, ovvero comporti l’interruzione di tale termine, che riprende a decorrere per intero solo a seguito della definizione del giudizio con rigetto del ricorso del privato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Ampliamento con Piano casa

09 Mar 2026
9 Marzo 2026

Nel caso di specie, il privato otteneva un titolo edilizio per un ampliamento con Piano casa contiguo all’edificio generante.

A seguire, chiedeva una variante al titolo per realizzare invece un ampliamento staccato.

Il Comune denegava la variante, essendosi accorto che l’edificio generante era stato abusivamente ristrutturato.

Il privato si difendeva dicendo che, in fondo, l’ampliamento staccato sarà materialmente separato dall’edificio-madre e, quindi, andrebbe considerato del tutto autonomo da quest’ultimo e dai suoi vizi.

Il TAR Veneto ha rigettato una simile tesi.

È evidente la stretta connessione tra i due edifici: è l’immobile già esistente che genera il bonus volumetrico di cui il privato intende fruire per la realizzazione dell’ampliamento con corpo separato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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