Termine per impugnare davanti alla Corte di Appello un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. 08.06.2001 n.327

31 Mag 2018
31 Maggio 2018

Una ordinanza della Corte di Appello di Venezia afferma che per impugnare (davanti alla Corte di Appello in grado unico) un provvedimento di acquisizione sanante, ex art. 42 bis D.P.R. 08.06.2001 n.327, si applica, a pena di inammissibilità, il termine di 30 giorni previsto dal comma 3 dell'articolo 29 del decreto legislativo 1 settembre 2011, n. 150 (recante "Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69"). 

Ricordiamo che l'art. 42-bis del DPR 327 del 2001 (che disciplina le espropriazioni per pubblica utilità) riguarda la "Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico" e prevede la c.d. acquisizione sanante, ma non disciplina gli aspetti processuali delle eventuali controversie  in materia.

L'articolo 53 del DPR 327/2001, che disciplina la tutela giurisdizionale, stabilisce che: 1. La tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo è disciplinata dal codice del processo amministrativo; 2. resta ferma la giurisdizione del giudice ordinario per le controversie riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità in conseguenza dell'adozione di atti di natura espropriativa o ablativa.

Il successivo articolo 54 disciplina la opposizione alla stima per la espropriazione, rinviando all'articolo 29 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150, il quale stabilisce quanto segue:

"Art. 29 Delle controversie in materia di opposizione alla stima nelle espropriazioni per pubblica utilita'

1. Le controversie aventi ad oggetto l'opposizione alla stima di cui all'articolo 54 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 327, sono regolate dal rito sommario di cognizione, ove non diversamente disposto dal presente articolo.

2. E' competente la corte di appello nel cui distretto si trova il bene espropriato.

3. L'opposizione va proposta, a pena di inammissibilita', entro il termine di trenta giorni dalla notifica del decreto di esproprio o dalla notifica della stima peritale, se quest'ultima sia successiva al decreto di esproprio. Il termine e' di sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero.

4. Il ricorso e' notificato all'autorita' espropriante, al promotore dell'espropriazione e, se del caso, al beneficiario dell'espropriazione, se attore e' il proprietario del bene, ovvero all'autorita' espropriante e al proprietario del bene, se attore e' il promotore dell'espropriazione. Il ricorso e' notificato anche al concessionario dell'opera pubblica, se a questi sia stato affidato il pagamento dell'indennita'".

Dal punto di vista letterale l'articolo 29 de quo non si applicherebbe alle controversie in materia di indennità di acquisizione sanante, ma la Corte d'Appello lo ha ugualmente applicato, in forza di una pronunzia della Corte di Cassazione a sezioni unite, anche per quanto riguarda il termine di 30 giorni per la opposizione a pena di inammissibilità.

Ringraziamo l'avv. Piera Toso di Padova per averci segnalato la pronunzia. 

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

Richiesta di indennizzo ex art. 2041 c.c. avanzata nei confronti del Comune e art. 191 TUEL

31 Mag 2018
31 Maggio 2018

Può un professionista domandare al Comune l'indennizzo ex art. 2041 c.c. con riguardo ad attività effettuate in forza di una deliberazione di incarico, ma senza il contratto?

Una sentenza della Corte di Cassazione, qui allegata, conferma la sentenza di secondo grado, con la quale la Corte d'Appello aveva rigettato la domanda del professionista, precisando però i contorni giuridici della questione.

Post di Diego Giraldo – avvocato

Spetta al Giudice ordinario conoscere le procedure di assunzione di personale dipendente da parte delle società cd. in house providing

31 Mag 2018
31 Maggio 2018

Lo ha affermato il TAR Catania, alla luce dell’agire iure privatorum di dette società. Per i riferimenti normativi, si veda l’art. 19, co. 2 d.lgs. 175/2016 (che ha sostituito il precedente art. 18 d.lgs. 112/2008).

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Anche pavimentare una piccola porzione di strada può creare i suoi problemi

30 Mag 2018
30 Maggio 2018

Il TAR Veneto si è occupato di una vicenda nella quale un privato è stato diffidato dal comune a rimuovere la pavimentazione di una piccola porzione di strada comunale.

In particolare il comune contestava la modalità esecutiva dell'opera, realizzata con la stabile infissione al suolo delle lastre, invece che con la loro semplice posa, ma il TAR non ha concordato col comune sul fatto che questo sia un problema.

Il TAR ha altresì escluso che l'intervento fosse assoggettabile a una autorizzazione paesaggistica.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato       

Sui presupposti del c.d. accesso difensivo

30 Mag 2018
30 Maggio 2018

Il T.A.R. ricorda i presupposti dell’accesso agli atti c.d. difensivo, ex art. 24, c. 7 della L. n. 241/1990.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

Accertamento tecnico preventivo e processo amministrativo

30 Mag 2018
30 Maggio 2018

Il T.A.R. conferma che l’istituto dell’accertamento tecnico preventivo ai fini della composizione della lite, ex art. 696 bis c.p.c., si applica anche al processo amministrativo.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

Una fattispecie di rito cd. super abbreviato in materia di appalti pubblici

30 Mag 2018
30 Maggio 2018

Il TAR Catania ha affermato che segue il rito cd. super abbreviato, ex art. 120, co. 2-bis c.p.a., il ricorso ove si contesta la difformità delle modalità di confezionamento e spedizione del plico contenente la documentazione di gara dell’aggiudicatario, nonché l’omessa apposizione del timbro di ricevimento da parte dell’ufficio protocollo.

Infatti, la valutazione di questi profili si pone in un momento logicamente e cronologicamente precedente a quella dei “requisiti soggettivi, economico-finanziari e tecnico-professionali”, di cui alla disposizione citata, perciò deve essere sottoposta allo stesso rito.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Il dies a quo per l’impugnazione del provvedimento di ammissione alla gara d’appalto pubblico nel rito cd. super abbreviato

30 Mag 2018
30 Maggio 2018

Il TAR Catania chiarisce che il dies a quo per impugnare il provvedimento di ammissione alla gara d’appalto pubblico, nel contesto del rito cd. super abbreviato ex art. 120, co. 2-bis c.p.a., è quello della pubblicazione di tale atto sul profilo telematico della stazione appaltante, ai sensi della norma citata.

Tuttavia, qualora tale adempimento manchi o sia successivo, si fa riferimento al giorno di avvenuta conoscenza (della lesività) dell’atto, ai sensi del principio generale di cui agli artt. 41, co. 2 e 120, co. 5, I periodo, ultima parte c.p.a.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

No alla sanatoria in presenza del vincolo idraulico

29 Mag 2018
29 Maggio 2018

Il T.A.R. Milano afferma che non è possibile ottenere la sanatoria edilizia se l’opera abusiva ricade all’interno della fascia di rispetto idraulica imposta ex lege dall'art. 96, lett. f), del Regio Decreto 25.7.1904 n. 523.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

Le mansioni superiori nel pubblico impiego comunale

29 Mag 2018
29 Maggio 2018

Un ricorrente esponeva di aver prestato servizio presso un comune veneto fino al 1 gennaio 1994, data di collocamento a riposo e che, nonostante fosse inquadrato con la qualifica di commesso di III livello, ha svolto le mansioni superiori di autista corrispondenti a quelle di operaio specializzato di IV livello ai sensi del DPR 25 giugno 1983, n. 347 in un posto vacante in organico.

Solo dal 1991, in applicazione della specifica disciplina prevista dal regolamento organico del comune, gli è stata riconosciuta la qualifica superiore e il diritto alla relativa retribuzione senza tuttavia alcun riconoscimento per il periodo pregresso.

Per tale periodo ha chiesto l’accertamento del diritto di inquadramento alla IV qualifica anziché alla III, con conseguente condanna al pagamento delle differenze retributive, ma il TAR Veneto ha respinto il ricorso.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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