Principi utili in materia di comunicazione degli atti di gara

04 Nov 2020
4 Novembre 2020

Nel caso di specie, una società era esclusa dalla procedura di gara, perché non riscontrava la richiesta di soccorso istruttorio formulata dalla Stazione appaltante con termine perentorio di 10 giorni assegnato a pena di esclusione ex art. 83, co. 9 d.lgs. 50/2016.

La richiesta di integrazioni non era inviata alla PEC del concorrente, bensì era “caricata” nella c.d. “Area Comunicazioni” della piattaforma telematica della gara; la Stazione appaltante inviava poi una mail ordinaria per avvisare della richiesta l’operatore economico, ma la mail finiva automaticamente nello Spam.

Il TAR del Lazio, Sede di Roma, ha accolto parzialmente il ricorso della società esclusa, ponendo importanti principi sulle corrette modalità di comunicazione degli atti di gara.

Si ringrazia sentitamente il dott. Marco Plechero per la segnalazione.

Irricevibilità del ricorso

04 Nov 2020
4 Novembre 2020

Il TAR Veneto si sofferma sulle ragioni che possono portare alla pronuncia di irricevibilità del ricorso. In particolare, ricorda che i soggetti colpiti in via mediata dalle delibere di adozione e approvazione degli strumenti urbanistici devono impugnarle nei 60 giorni dal termine della pubblicazione di tali atti sull’albo pretorio comunale: solo coloro che sono colpiti in modo diretto dal provvedimento hanno come termine per impugnare il momento di piena conoscenza dell’atto.

Inoltre, il Giudice rileva che, nei casi di recepimento di accordi pubblico-privato nello strumento urbanistico, questi diventano parte integrante della disciplina urbanistica, necessitando quindi di venire impugnati immediatamente.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Piano triennale del fabbisogno di personale: vi è l’onere di impugnazione?

03 Nov 2020
3 Novembre 2020

Il Consiglio di Stato ha riformato una sentenza del TAR Veneto che aveva dichiarato l’inammissibilità del ricorso per mancata impugnazione del piano triennale del fabbisogno di personale.

Tale atto amministrativo, infatti, ha natura programmatica, vincolante per gli uffici ma senza alcuna rilevanza esterna all’Amministrazione; e non può comunque porsi in contrasto con la disciplina di legge (art. 30, co. 2-bis d.lgs. n. 165/2001), la quale è l’unica fonte idonea ad individuare le regole per il reclutamento del personale.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Mobilità volontaria e fabbisogno del personale

03 Nov 2020
3 Novembre 2020

Il Consiglio di Stato ribadisce che il preventivo esperimento della mobilità volontaria, previsto dalla disciplina statale, è prioritario e obbligatorio, al fine di supplire al fabbisogno del personale. La mobilità è infatti divenuta lo strumento privilegiato per l’assunzione dei dipendenti pubblici, ai fini del risparmio di spesa e della migliore allocazione del personale.

Peraltro il Consiglio di Stato non pare escludere, per principio, una discrezionalità della P.A. nelle modalità di scelta del personale in deroga alla disciplina statale, ma questa eventuale volontà di distaccarsi dal criterio preferenziale della mobilità dovrebbe essere adeguatamente motivata dall’Ente.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Sorte del contratto medio tempore stipulato dopo l’annullamento dell’aggiudicazione

03 Nov 2020
3 Novembre 2020

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha offerto utili principi in materia: tra le altre cose il Giudice, in caso di accoglimento del ricorso avverso l’aggiudicazione di un appalto, può regolare la decorrenza della inefficacia del contratto medio tempore stipulato coordinandola con l’esito della ripetizione della gara, quando gli interessi dedotti in giudizio lo richiedano (cfr. artt. 34 e 122 c.p.a.).

Si ringrazia sentitamente il dott. Marco Plechero per la segnalazione.

Eccezione di difetto di giurisdizione riproposta in appello

03 Nov 2020
3 Novembre 2020

Il Consiglio di Stato ribadisce il principio per cui, alla luce della disciplina del Codice del Processo Amministrativo (art. 9), l’eccezione di difetto di giurisdizione già sollevata ed espressamente decisa in primo grado non può essere semplicemente riproposta in sede di appello, ma deve essere impugnato il relativo capo della sentenza.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Il caso Breganze: l’eterna lotta tra la riconoscibilità dell’elettore ed il principio della conservazione del voto

02 Nov 2020
2 Novembre 2020

A Breganze (VI) l'elezione del sindaco ha originato due colpi di scena: in un primo momento il TAR ha annullato l'elezione del sindaco e promosso l'altro candidato e poi il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza del TAR e rimesso in carica il primo sindaco. 

Il Consiglio di Stato, in riforma del TAR Veneto, ha dichiarato che l’indicazione, nella scheda elettorale per le elezioni comunali, del nome dei futuri assessori esterni, non ne comporta l’annullamento in quanto espressione della volontà dell’elettore di essere riconosciuto, ma deve essere considerato come voto di lista valido.

Il Consiglio di Stato, dunque, ribadisce la necessità di una valutazione caso per caso delle fattispecie riguardanti le competizioni elettorali, e delle ipotesi che si possono presentare davanti al Giudice; e ricorda la necessità di contemperare il principio per cui è nullo il voto da cui sia desumibile l’identità dell’elettore sia con il caso concreto che si va ad affrontare, sia con il principio del favor voti.

E infatti nel caso di specie, il numero di voti che era stato assegnato – e poi annullato dal TAR – era decisamente rilevante, in confronto a un corpo elettorale ristretto (56 schede per una differenza di voti tra liste pari a 5); i voti annullati erano distribuiti in più sezioni elettorali; e infine i soggetti indicati non erano avulsi da un qualsiasi collegamento con le liste che avevano preso parte alla consultazione elettorale.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Le opere di urbanizzazione non eseguite si prescrivono?

02 Nov 2020
2 Novembre 2020

Secondo il Consiglio di Stato sì. Il Comune, infatti, ha dieci anni per agire giudizialmente al fini di ottenere l’esecuzione delle oo.uu. connesse ad una convenzione non completamente eseguita e, in caso di decorso del tempo, tali obbligazioni si prescrivono.

Si sottolinea, però, che altra parte della giurisprudenza amministrativa ritiene imprescrittibili tali obblighi di fare.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

Opere interne ed estensione del vincolo paesaggistico

02 Nov 2020
2 Novembre 2020

Il TAR Piemonte ribadisce che il vincolo paesaggistico deve essere inteso (nel caso di specie riguardava i viali alberati del centro storico di Torino) in senso logico, interpretando il decreto nel senso che risponde al meglio al suo scopo. È stato pertanto annullato il diniego di sanatoria relativo ad opere interne, non percepibili dall’esterno, fondato sull’incompatibilità con il vincolo paesaggistico, in quanto le stesse concretamente non andavano ad incidere sui beni tutelati.

Peraltro, precisa il TAR, il trattarsi di opere interne che non alteravano l’aspetto esteriore dell’edificio, ad oggi, avrebbe comunque comportato l’applicazione del d.P.R. n. 31/2017, che per le stesse ha escluso la necessità dell’autorizzazione paesaggistica.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Ordine di esame dei ricorsi in materia di pubblici appalti

02 Nov 2020
2 Novembre 2020

Il TAR Catanzaro ha osservato che, in caso di aggiudicazione controversa impugnata in via principale dal concorrente perdente e in via incidentale dall’aggiudicatario, il rigetto del ricorso principale comporta la sopravvenuta carenza di interesse del ricorso incidentale, perché l’aggiudicatario non potrebbe ottenere alcuna ulteriore utilità, una volta che la sua aggiudicazione sia riconosciuta come legittima.

Si ringrazia sentitamente il dott. Marco Plechero per la segnalazione.

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