Violazione integrità del plico ed esclusione dalla gara
Il T.A.R. ricorda in quali casi il difetto di confezionamento dell’offerta determina l’esclusione dalla gara.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda in quali casi il difetto di confezionamento dell’offerta determina l’esclusione dalla gara.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Piemonte ricorda che anche in materia amministrativa è ammessa la giurisdizione dell’arbitrato rituale.
Sulla scorta della lettera dell’art. 9 c.p.a. e di una recente sentenza delle Sezioni Unite, peraltro, il G.A. ha anche rilevato che tale giurisdizione arbitrale può essere rilevata d’ufficio dal Giudice, in quanto trattasi di questione di giurisdizione. Pertanto, non è possibile applicare la norma di cui all’art. 819-ter c.p.c., che pone limiti temporali all’eccezione di competenza arbitrale: la stessa è applicabile solo nei rapporti tra arbitrato e giudice ordinario, per i quali la stessa si qualifica appunto come questione di competenza.
Post di Alessandra Piola – avvocato
La risposta del TAR Piemonte è no: la dichiarazione di non necessità della V.Inc.A. comporta l’impossibilità, per la P.A., di imporre misure di compensazione al privato; queste ultime potranno essere valutate solo nel caso in cui, a seguito di una V.Inc.A. con esito negativo (ma effettuata), il relativo intervento sia ciononostante ritenuto necessario nelle modalità valutate.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha ritenuto legittimo il provvedimento di un Comune che, accertata l’inottemperanza del privato all’ordinanza di demolizione, disponeva l’acquisizione delle opere abusive, ma non dell’ulteriore area di sedime (se non quella esattamente sottostante all’opera abusiva). Ne ha concluso che l’omessa indicazione dell’area di sedime non era frutto di una illegittima omissione, ma di una scelta provvedimentale di acquisire solo l’opera abusiva.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. Trento si sofferma sulla differente natura giuridica dell’art. 36 e dell’art. 38 del d.P.R. n. 380/2001, rapportandola al contenuto delle rispettive leggi provinciali.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Piemonte ribadisce il principio dell’attività amministrativa tale per cui la P.A. ha solo l’obbligo di verificare le posizioni civilistiche direttamente incidenti sullo ius aedificandi da legittimare (e pertanto solamente distanze, luci e vedute).
Per le questioni inerenti il diritto di proprietà e gli eventuali diritti reali di godimento che potrebbero concretamente impedire l’edificazione, invece, l’Amministrazione può fare affidamento su quanto dichiarato dall’istante, trattandosi di questioni puramente privatistiche che eventualmente potranno essere fatte valere in sede civile. Nel caso di servitù, i controlli dovuti dalla P.A. sul rispetto dei limiti privatistici sono limitati a quelli immediatamente conoscibili e incontestati, di modo tale che il controllo costituisca di fatto una presa d’atto.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ha offerto utili principi in materia.
In particolare il TAR ha sancito che la variante ad un PUA può disporre un vincolo preordinato all’esproprio nei confronti della quota di comproprietà indivisa.
L’esproprio della quota indivisa di una comproprietà è in via generale ammessa dall’ordinamento, come si evince dagli artt. 599-601 c.p.c., dagli artt. 180-181 disp. att. c.p.c. e dall’art. art. 45 T.U. espropri.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Veneto ha ricordato che i giudizi della commissione di gara esprimono una discrezionalità che non può essere sindacata nel merito dal G.A., al di fuori delle ipotesi di manifesta irragionevolezza ovvero erroneità, dovendosi dimostrare la palese inattendibilità ed insostenibilità del giudizio tecnico.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
L’art. 10 della l.r. Veneto n. 14/2009 contiene una definizione di ristrutturazione la quale, secondo la Regione Veneto, sarebbe ancora vigente.
Gli art. 2 bis, c 1 ter; 3, c. 1, lett. d) e 10, c. 1, lett. c) del d.P.R. n. 380/2001, però, hanno notevolmente ampliato il concetto di ristrutturazione edilizia e si pone il problema se l'articolo 10 della legge regionale sia davvero sopravvissuto a queste novità.
Pubblichiamo una nota dell'avv. Matteo Acquasaliente che esamina la questione.
Il TAR Veneto ha giudicato legittima una CILA non asseverata del 2016 presentata da un condominio per la delimitazione con strisce di colore giallo di posti auto e stalli per la sosta di cicli e motocicli, di elementi fermaruota e di alcuni paletti dissuasori di sosta, poiché l’intervento era privo di impatto sul territorio, non aumentava il carico urbanistico né violava gli strumenti urbanistici comunali.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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