La storia maestra di vita: il Veneto è zona sismica


Il T.A.R. ricorda la distinzione tra vincoli di carattere espropriativi e quelli conformativi del territorio comunale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che le controversie aventi ad oggetto i canoni concessori sono attratti dalla giurisdizione ordinaria.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha offerto utili principi in materia: richiamando le parole della Corte costituzionale, è stato evidenziato che il potere di adottare un’informazione interdittiva nei confronti delle imprese private oggetto di tentativi di infiltrazione mafiosa, pur comportando un grave sacrificio della libertà di impresa, è giustificato dall’estrema pericolosità del fenomeno mafioso e dal rischio di una lesione della concorrenza e della stessa dignità e libertà umana.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
I dottori urbanisti Daniele Rallo e Luca Rampado di ASSURB - Associazione Nazionale Urbanisti, Pianificatori Territoriali e Ambientali, che sentitamente ringraziamo, ci inviano un articolo, che volentieri pubblichiamo, intitolato "Veneto 2050 Riqualificazione urbana vs nuovo zoning"
Con la nuova norma Veneto 2050 gli indici fissati dal piano comunale non hanno più alcun valore in quanto la stessa consente di derogare ai parametri urbanistico-edilizi di superficie, volume e altezza sia del Piano che dello stesso D.M. 1444/68 (Art. 11).
La base di partenza non è l’indice di edificabilità fissata dallo strumento urbanistico comunale ma l’edificio costruito (legittimo o legittimato) ed il suo corrispettivo volume.
Lo strumento urbanistico dovrà essere aggiornato parametrando le previsioni ai nuovi indici indotti da Veneto 2050, soprattutto per quanto concerne la dotazione di standard urbanistici ed opere di urbanizzazione in genere.
Queste ultime tra l’altro sono la pre-condizione all’applicazione della norma o in subordine il “loro adeguamento in ragione del maggiore carico urbanistico” (Art. 3).
L'articolo conclude dicendo che: "Sicuramente le possibilità offerte dalla legge Veneto 2050 combinate con la “chiusura” alle nuove espansioni dovute al blocco delle aree per il non-consumo di suolo, daranno il via ad un nuovo tipo di mercato edilizio. Al rinnovo del patrimonio edilizio esistente. A costruire sul costruito. A demolizioni con ricostruzioni e al ricambio generazionale dell’edificato obsoleto. Non sarà una operazione a breve termine. Del resto nessuna pianificazione lungimirante lo è. Sarà una operazione che modificherà il mercato per i prossimi decenni. Ma sarà una via necessarie ed obbligatoria".
VENETO 2050 RIQUALIFICAZIONE URBANA VS NUOVO ZONINIG di Daniele Rallo e Luca Rampado
Il T.A.R. Trento spiega che l’espressione contenuta nell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 secondo cui la l’opera deve essere conforme alla normativa vigente alla data di presentazione della domanda, in realtà, si riferisce alla data di rilascio del titolo. Infatti, solo in questo modo si permetterebbe al privato di demolire eventuali porzioni abusive prima del rilascio del titolo – non essendo ammessa, salvo rari caso, una sanatoria condizionata e/o con prescrizioni, ovvero di considerare la normativa sopravvenuta alla presentazione della domanda.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha ricordato che il concorrente escluso da una pubblica gara ha l’onere di immediata impugnazione dell’atto di esclusione, senza aspettare la successiva aggiudicazione, anche dopo l’abrogazione del cd. rito super-accelerato ex art. 120, co. 2-bis c.p.a.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Piemonte ricorda che per configurare il bis in idem tra due giudizi di cui almeno uno sia amministrativo (e, quindi, l’identità di petitum e di causa petendi), è necessario che siano identici tra loro il provvedimento impugnato, le argomentazioni svolte dalla parte ricorrente a sostegno delle proprie pretese, gli elementi oggettivi del contendere e le richieste rivolte al giudice.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Molise ha confermato che, nel valutare l’esistenza dei requisiti ex art. 36 T.U. Edilizia (accertamento della conformità urbanistico-edilizia di un immobile), la P.A. deve valutare positivamente anche l’avvenuto rispetto della normativa sismica vigente sia al momento di costruzione dell’immobile, sia al momento di presentazione della domanda di sanatoria.
Il Giudice Amministrativo ha così fatto propri l'insegnamento della Corte Costituzionale nella propria sent. n. 101/2013, la quale aveva statuito che “Se nel sistema dei principi delineati dalla normativa statale, sia gli interventi edilizi soggetti a permesso di costruire, sia quelli consentiti a seguito di denuncia, presuppongono sempre la previa verifica del rispetto delle norme sismiche, non pare possa dubitarsi che la verifica della doppia conformità, alla quale l’art. 36 del testo unico subordina il rilascio dell’accertamento di conformità in sanatoria, debba riferirsi anche al rispetto delle norme sismiche, da comprendersi nelle norme per l’edilizia, sia al momento della realizzazione dell’intervento che al momento di presentazione della domanda di sanatoria. (…) Deve pertanto ritenersi che l’accertamento del rispetto delle specifiche norme tecniche antisismiche è sempre un presupposto necessario per conseguire il titolo che consente di edificare, al quale si riferisce il criterio della doppia conformità”. Con tale sentenza la Consulta aveva infatti dichiarato l’illegittimità costituzionale di una norma regionale che ammetteva la possibilità di sanatoria per un fabbricato che rispettasse solamente la disciplina sismica vigente al momento di costruzione, e non anche quella vigente al momento di presentazione della relativa istanza.
Inoltre, il TAR ricorda che non è possibile una subordinazione della sanatoria a prescrizioni che comportino interventi di modifica dell’immobile, e che dunque il fatto che successivamente il fabbricato sia stato regolarizzato (alla disciplina vigente al momento della realizzazione e/o a quella vigente al momento di presentazione della domanda) non può comportare l’accoglimento dell’istanza di accertamento della conformità.
Ringraziamo sentitamente l’ing. Mauro Federici per la segnalazione della sentenza de qua.
Post di Alessandra Piola - avvocato
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, dando atto del proprio parziale revirement, ha affermato che il provvedimento di demolizione emesso nelle more del sequestro penale non è nullo, ma temporaneamente inefficace: cessato il sequestro, il Comune deve avvisare il privato che l’ordine di demolizione riprende efficacia e deve essere eseguito.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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