Il dott. Dott. Davide Guadagnino, dello Studio Legale Pavanini Zambardi Colaiocco & Baldin di Venezia, che sentitamente ringraziamo, ci invia la nota che volentieri pubblichiamo in materia di aiuti di Stato (artt. 107 e 108 TFEU - Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea)
Il T.A.R. Basilicata ci ricorda che il provvedimento di cui all'art. 42 bis, t.u. espropriazioni, costituisce l'extrema ratio a fronte dell'inesistenza di valide alternative per la P.A., rispetto a quella di acquisire la proprietà dei sedimi interessati dalla sua illegittima occupazione.
Nella fattispecie, una società titolare di impianto eolico (struttura considerata ex lege di pubblica utilità), aveva richiesto al Comune competente di provvedere all'apprensione coattiva di un'area non inclusa nell'originario piano parcellare di esproprio ma che, dopo la fine dei lavori di costruzione, era stata di fatto asservita al sorvolo delle pale, così regolarizzando la situazione illecita venutasi a creare; il Comune aveva negato quanto richiesto, sostenendo che la società non aveva considerato la sussistenza di altri rimedi previsti nell'ordinamento, quali la costituzione coattiva di servitù ai sensi del codice civile.
Il Giudice potentino ha, quindi, confermato la bontà del provvedimento di diniego assunto dal Comune rispetto all'istanza di adozione del provvedimento ex art. 42 bis d.P.R. n. 327 del 2001 che era stata richiesta dalla società proprietaria dell'impianto.
Post di Giorgio Nespoli - avvocato
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha ricordato che è illegittimo, a procedimento già avviato, modificare le norme del bando di gara sui presupposti di partecipazione alla procedura concorsuale e sulle condizioni per l’aggiudicazione dell’appalto – a meno che non intervenga una norma di legge rispettosa della Costituzione.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. ricorda che, ai fini del rilascio del condono edilizio, è onere del privato fornire la prova circa la data di ultimazione dei lavori, non essendo sufficienti le dichiarazioni sostitutive dell’atto notorio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. analizza gli effetti giuridici del silenzio-rigetto in caso di sanatoria edilizia ex art. 36 del d.P.R. n. 380/2001.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Molise ci ricorda che il decreto non opposto nei termini di legge ha oramai pacificamente valore di cosa giudicata, ai fini della proposizione del ricorso in ottemperanza.
Secondo il Giudice amministrativo molisano ciò risulta oggi confermato dal disposto di cui all’art. 112, comma 2, lett. c), del D.Lgs. n. 104/2010 che assimila alle sentenze passate in giudicato gli “altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario”.
Il T.A.R. ha ricordato, altresì, che la giurisprudenza amministrativa è unanime nel considerare il Commissario ad acta, eventualmente costretto a provvedere in caso di inerzia della P.A. ingiunta e in caso di insufficienza della provvista sul pertinente capitolo di bilancio, dotato di tutti i poteri necessari al fine di assicurare il materiale reperimento della somma dovuta nell’ambito delle risorse finanziarie del Comune, anche mediante apposite variazioni nei capitoli del bilancio, nonché di provvedere all'adozione dei provvedimenti conseguenti e necessari al materiale pagamento delle somme riconosciute dal decreto in favore dell'ingiungente.
Post di Giorgio Nespoli - avvocato
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha conosciuto di una domanda di annullamento delle operazioni di gara di un appalto pubblico, fondata sul fatto che la terza classificata è stata raggiunta da un’interdittiva antimafia dopo l’aggiudicazione provvisoria.
Il Consiglio ha negato tale ricostruzione, dal momento che i provvedimenti interdittivi non hanno di regola carattere retroattivo: perciò, in sede di aggiudicazione provvisoria, la partecipazione del destinatario dell’interdittiva antimafia era del tutto legittima; oltretutto, il suo ruolo di terzo classificato lo pone al di fuori dell’esecuzione dell’appalto.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. Veneto conferma che, nelle controversie relative alle procedure ad evidenza pubblica, non bisogna affatto ricorrere alla c.d. caccia all’errore: come insegnano i principi id matrice comunitaria, infatti, la sostanza dovrebbe prevalere sulla forma tutte le volte in cui l’errore commesso si configura come materiale, ovvero viene prontamente emendato dall’offerente in sede di soccorso istruttorio o nelle giustificazioni a corredo della procedura di anomalia. Nel caso in esame, la società aveva commesso un errore nell’indicazione dei costi della manodopera, prontamente emendato però in sede di giustificazioni.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Pubblichiamo la lettera con la quale la giunta regionale ha trasmesso al consiglio il disegno di legge n. 43/DDL del giorno 8 ottobre 2018: "Politiche per la riqualificazione urbana e l'incentivazione alla rinaturalizzazione del territorio veneto".
Il disegno di legge propone anche il futuro del piano casa.
Poi bisognerà vedere quale testo verrà in concreto approvato dal consiglio regionale.
Il TAR precisa che in alcuni casi la convenzione di lottizzazione può prevedere che gli standards urbanistici siano realizzati fuori ambito.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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