Il T.A.R. ricorda che la S.A. può legittimamente procedere alla revoca o all’annullamento in autotutela dell’aggiudicazione provvisoria (rectius: l’attuale proposta di aggiudicazione), perché non vi è alcun legittimo affidamento da tutelare in capo all’aggiudicatario provvisorio
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. si sofferma sulla portata applicativa dell’art. 31 del d.P.R. n. 380/2001 che, come noto, prevede la notifica dell’ordine demolitorio non ottemperato e del successivo provvedimento acquisitorio anche nei confronti del proprietario non responsabile dell’abuso edilizio, trattandosi di provvedimenti c.d. ambulatoriali, ovvero che seguono le vicende della res. Pertanto, anche il proprietario attuale non responsabile dell’abuso è un soggetto destinatario di questi provvedimenti. Egli, infatti, sono in casi eccezionali potrà essere estraneo al provvedimento acquisitorio: detto in altre parole, se questo soggetto riesce a dimostrare che, oltre a non aver commesso l’abuso, ha posto in esse tutte le condotte materiali e giuridiche atte a ripristinare la legalità violata, l’ente non potrà disporre, nei suoi confronti, l’acquisizione del bene abusivo e dell’area di sedime corrispondente.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Catania ha affermato che non c’è incompatibilità logica tra una iniziale ordinanza di demolizione e la successiva ordinanza di sospensione della lottizzazione abusiva: anzi, in questo modo la repressione dell’abuso risulta rafforzata.
Su questa linea, il TAR ha poi precisato come a nulla rilevi il fatto che le opere siano state completate da tempo, alla luce del carattere permanente dell’abuso edilizio e della finalità ripristinatoria dell’ordinanza di sospensione della lottizzazione abusiva.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. ricorda che i punteggi espressi dalla Commissione giudicatrice possono essere sindacati dal Giudice soltanto in presenza di vizi macroscopici, essendo frutto di discrezionalità tecnica.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Catania ha ricordato che il ricorrente che impugni gli atti di un concorso pubblico deve fornire al Giudice la cd. prova di resistenza, ovvero la dimostrazione che l’eventuale accoglimento del suo ricorso gli garantirebbe un qualche effetto utile: altrimenti, il ricorso diviene inammissibile per carenza d’interesse.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. ricorda gli approdi giurisprudenziali che confermano l’ampia discrezionalità amministrativa del Comune in materia di scelte pianificatorie.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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L'articolo 112 del codice del processo amministrativo contiene disposizioni generali sul giudizio di ottemperanza nel processo amministrativo e il comma 5 stabilisce quanto segue: "5. Il ricorso di cui al presente articolo può essere proposto anche al fine di ottenere chiarimenti in ordine alle modalità di ottemperanza".
Pubblichiamo una sentenza del TAR Veneto che dichiara inammissibile un ricorso ai sensi del citato comma 5, in quanto il comune aveva già dato esecuzione al giudicato, emanando un provvedimento di rigetto di una sanatoria, che l'interessato ha impugnato in un autonomo giudizio, e il ricorso ex comma 5, secondo il TAR, aveva lo scopo di ottenere un parere circa la legittimità del diniego di sanatoria già emanato e impugnato in altra sede.
Un secondo quesito proposto dal comune è stato giudicato inammissibile per un'altra ragione, vale a dire per la portata autoesecutiva della sentenza di annullamento passata in giudicato, che non richiedeva ulteriori attività esecutive da parte della P.A.
Dalla sentenza sembra evincersi, dunque, che il ricorso di cui al comma 5 si può esperire solo per ottenere delucidazioni su aspetti obiettivamente oscuri o lacunosi del giudicato.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha censurato il comportamento dell’Amministrazione che, nel contesto di un appalto pubblico, ha valutato con punteggio numerico un intero settore, senza dare alcuna contezza del proprio giudizio sui vari sub-settori.
Ciò permette di espandere il sindacato del Giudice amministrativo, anche nel cd. metodo del confronto a coppie, perché la P.A. non può esercitare la propria discrezionalità al fine di ignorare i criteri di calcolo e di giudizio posti dal bando di gara.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. ricorda quando vi è acquiescenza ad un provvedimento amministravo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Brescia ricorda che la P.A., prima di rilasciare un titolo edilizio, ha l’onere di attuare tutti i controlli necessari e/o opportuni per verificare se sussistono i presupposti per il suo rilascio, senza sostituirsi al Giudice.
Nel caso esaminato era contestata la proprietà dell'immobile oggetto dell'intervento.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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