Il TAR Veneto ha offerto principi utili in materia, a partire dall’art. 167, co. 4 d.lgs. 42/2004: in particolare, l’accertamento postumo della compatibilità paesaggistica può riguardare esclusivamente quei lavori che, seppur realizzati in assenza o difformità dalla relativa autorizzazione, non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ricorda che anche i Piani d’Area possono regolamentare l’attività estrattiva delle cave, non essendo quest’ultima disciplinata solamente dalle norme regionali di cui alla l. R.V. n. 44/1982. Dichiara infatti il TAR che, in assenza della disciplina espressamente prevista dalla legge regionale, non si può privare di qualsiasi valore gli strumenti urbanistici (Piani d’Area e/o PRG) che hanno comunque il fine di tutelare l’ambiente e il territorio
Post di Alessandra Piola – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il Consiglio di Stato ricorda in quali limiti è possibile intervenire sugli edifici esistenti all’interno della fascia di rispetto cimiteriale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
L'avv. Stefano Bigolaro, che sentitamente ringraziamo, ci invia un articolo, che volentieri pubblichiamo, che si occupa della necessità di coordinare meglio gli incentivi fiscali (bonus e superbonus) con la normativa edilizia e urbanistica.
“Bonus” e “superbonus” vanno coordinati con i cambiamenti delle norme edilizie ( tra modifiche della ristrutturazione e delle distanze, proposte sulla rigenerazione urbana, prospettive di un nuovo testo unico dell’edilizia).
Applicabilità dei “bonus” e conformità urbanistico- edilizia dei fabbricati: un punto delicato.
Per scrivere le nuove norme servono idee chiare, responsabilità e competenza tecnica.
La "delerezione" è un istituto poco noto, ma molto importante, che può venire in rilievo quando occorre bonificare un sito inquinato e la società responsabile è fallita.
In caso di derelezione ai sensi dell’art. 104 ter del R.D. n. 267/1942 (cd. legge fallimentare), ovvero di restituzione fisica e giuridica dei beni mobili e/o immobili alla società fallita, su proposta del comitato dei creditori ed autorizzazione del Giudice fallimentare, gli obblighi di bonifica non spettano più alla curatela fallimentare, ma direttamente alla società in persona dei rappresentanti legali e/o soci, a seconda della compagnie societaria.
Poi, come faccia una società fallita e senza risorse a bonificare un sito inquinato, lo sa solo il legislatore.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto dichiara che così non è: l’eventuale erronea determinazione del costo di costruzione non potrà infatti mai inficiare la legittimità del titolo, dando solamente luogo all’obbligazione di corrispondere la maggior somma dovuta.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Nel caso di specie, un privato otteneva l’autorizzazione monumentale e il conseguente Permesso di Costruire per la realizzazione di lavori di ristrutturazione e restauro del proprio edificio, dichiarato di interesse culturale. Il progetto approvato prevedeva la realizzazione di due posti auto nel cortile dell’edificio.
Successivamente il privato presentava tre diverse SCIA in variante al PdC, chiedendo ed ottenendo, per ciascuna di esse, l’autorizzazione monumentale preventiva (che nulla obiettava sui due parcheggi, per un totale di quattro valutazioni positive).
Vedendo arrivare la terza SCIA, il Comune non si accorgeva che l’autorizzazione monumentale era già stata ottenuta, così mandava alla Soprintendenza per le sue valutazioni.
L’Autorità paesaggistica non obiettava di essersi già pronunciata, bensì rilasciava una nuova autorizzazione monumentale, escludendo che l’area cortilizia potesse avere destinazione d’uso a parcheggio e contenere posti auto fissi.
Il TAR Veneto ha annullato quest’ultima autorizzazione che, in realtà, si qualificava come provvedimento di secondo grado.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il Comune di Spinea ha organizzato un seminario online per venerdì 19 febbraio 2021, ore 9-13.30, in materia di piani attuativi, per individuarne le criticità e le proposte per la loro soluzione.
Relatori: avv. Stefano Bigolaro, avv. Domenico Chinello e avv. Alessandro Veronese
Tutte le informazioni si trovano nella locandina allegata
Il TAR Veneto ribadisce che l’obbligo di presentare istanza di permesso di costruire riguarda solamente le ipotesi di ampliamento con ricomposizione volumetrica su un’area completamente diversa, non invece se i nuovi immobili sono collocati su un sedime parzialmente combaciante con quello dell’edificio demolito.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ha affermato che nell’assumere il provvedimento ex art. 10, co. 3, lett. a d.lgs. 42/2004, l’Amministrazione non applica scienze esatte che conducono ad un risultato certo ed univoco, ma formula un giudizio tecnico connotato da un fisiologico margine di opinabilità, per sconfessare il quale non è sufficiente evidenziare la mera non condivisibilità del giudizio, dovendosi piuttosto dimostrare la sua palese inattendibilità.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registr
Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.AccettoRead More
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
Commenti recenti