Il T.A.R. Bolzano aderisce alla giurisprudenza sempre più pressante, secondo cui la sanatoria edilizia non comporterebbe l’inefficacia, ma solo la sospensione degli effetti giuridici dell’ordine demolitorio già impartito.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha elencato i criteri di computo che la P.A. dovrà seguire per risarcire i privati del provvedimento illegittimo con cui ha ritardato l’esecuzione di lavori edili.
Il Consiglio ha chiarito che si tratta di un debito di valore, sul quale andrà applicata la rivalutazione monetaria e gli interessi.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Sabato 15 giugno 2019 si terrà a Padova, presso la sala polivalente di Via D. Valeri 17, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, un seminario sul seguente tema “Abusi edilizi, ordinanza di demolizione e acquisizione al patrimonio comunale: il punto alla luce della più recente giurisprudenza nazionale e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”.
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Il convegno vedrà come relatori gli avv.ti Marco Antoniol, Domenico Chinello, Andrea Faresin e Alessandro Pizzato e come moderatore l'avv. Dario Meneguzzo.
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La partecipazione è libera, non richiede prenotazione e attribuirà tre crediti formativi.
Con riferimento all’art. 131 d.lgs. 490/1999 (attualmente, art. 160 Codice dei beni culturali e del paesaggio), il TAR Veneto ha affermato che il destinatario dell’ordine di reintegrazione di un bene culturale, individuato dalla norma nel “responsabile”, è il soggetto che ha la materiale disponibilità del bene.
Dunque, può trattarsi anche del proprietario incolpevole, il quale se vorrà potrà rivalersi sull’autore della violazione delle norme di protezione e conservazione dei beni culturali (di cui alla Parte II, Titolo I, Capo III del Codice).
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Recentemente il TAR Veneto ha ribadito quali siano i limiti della c.d. vicinitas, che permettono a un soggetto terzo di impugnare un provvedimento amministrativo (nel caso di specie, il permesso di costruire relativo ad un allevamento di suini).
In particolare, il Giudice ha ricordato come sia necessaria non solo la vicinanza fisica, ma anche la prova del pregiudizio patito dal soggetto e derivante dall’adozione del permesso di costruire.
Nel caso di specie, stante l’avvenuto rispetto delle normative regionali in materia, non trattandosi di allevamento di tipo intensivo, e trovandosi il terzo a quasi un chilometro di distanza dal sito, le doglianze di questi non hanno potuto trovare accoglimento.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il T.A.R. si sofferma sui principi che devono reggere l’interpretazione degli atti di gara.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Lo ha affermato il TAR Veneto: di conseguenza, sebbene il Giudice possa acquisire d’ufficio alcuni atti per venire incontro all’asimmetria esistente tra P.A. e privati, questi ultimi devono almeno fornire un principio di prova che offra qualche elemento di riscontro alle loro affermazioni.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Lo ha affermato il TAR Veneto, arg. ex art. 24, co. 2 T.U. edilizia (d.P.R. 380/2001).
Si segnala che il TAR fa riferimento al dettato normativo previgente alle modifiche del d.lgs. 222/2016 (cd. SCIA 2), che ha introdotto la cd. SCIA agibilità.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto si è di recente espresso in merito alla possibilità che il Comune ammetta la sanatoria di un immobile (anche) per violazione delle distanze, sulla base dell’avvenuta usucapione del relativo diritto – e in assenza dell’assenso del vicino.
Dopo aver ribadito che la P.A. non ha il potere di dirimere, in sede di adozione del provvedimento amministrativo in sanatoria, eventuali controversie insorgenti tra privati, il Giudice ha sottolineato che il Comune deve solo controllare la conformità urbanistico-edilizia al momento della realizzazione dell’abuso e della presentazione dell’istanza di sanatoria. Quindi, ai fini della valutazione dell’operato della P.A. non rileva un’eventuale sentenza di accertamento dell’avvenuta usucapione emessa dal giudice ordinario nelle more del giudizio amministrativo
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il T.A.R. Brescia sembra confermare che le obbligazioni contenute in una convenzione urbanistica non decadono né nei confronti del Comune né verso il privato attuatore, per decorso del tempo, salvo diversa espressa pattuizione contraria.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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