Il TAR Palermo ha chiarito che, ai sensi dell’art. 10 l. 157/1992:
- in ogni Regione deve essere destinata a protezione della fauna selvatica una quota minima di superficie agro-silvo-pastorale compresa tra il 20 e il 30% (perciò la percentuale è modificabile solo in aumento);
- una quota massima del 15% può essere destinata a caccia riservata a gestione privata e a centri privati di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale (perciò la percentuale è modificabile solo in diminuzione);
- sul rimanente territorio agro-silvo-pastorale le Regioni promuovono forme di gestione programmata della caccia, ripartendolo in ambiti territoriali di caccia (A.T.C.) di dimensioni sub-provinciali.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R., dopo aver ricordato il principio di cd. immodificabilità delle offerte, ritiene che, in presenza di errore materiali, sia possibile alterare il contenuto delle stesse.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Nel caso di specie, un Comune emanava con riguardo allo stesso abuso edilizio di un privato tre atti: diniego dell’istanza di condono; ordinanza di demolizione; accertamento dell’inottemperanza all’ordinanza di demolizione con acquisizione al patrimonio comunale.
Il privato otteneva in un primo momento l’annullamento innanzi al G.A. del diniego di condono e dell’ordinanza demolitoria: agiva quindi in seguito per l’annullamento dell’ultimo atto.
Il TAR Palermo ha però rilevato che, decorso inutilmente il termine entro cui il privato deve ottemperare all’ordinanza di demolizione, l’effetto traslativo della proprietà avviene ipso iure, in automatico: altrettanto automaticamente si sprigiona l’effetto di legittimazione per il Comune alla trascrizione nei registri immobiliari e all’immissione nel possesso dell’area acquisita.
Perciò, l’atto con cui il Comune accerta l’inottemperanza alla demolizione e l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale non ha natura provvedimentale, bensì è un mero certificato, come tale non impugnabile innanzi al G.A. in sede di giurisdizione generale di legittimità.
Il TAR Palermo, però, ha invocato la giurisdizione esclusiva del G.A. in materia edilizia ex art. 133, co. 1, lett. f c.p.a. e, conseguentemente, ha riqualificato l’azione del privato come domanda di accertamento negativo dei presupposti per l’inottemperanza e, dunque, per l’acquisizione al patrimonio comunale e la trascrizione nei registri immobiliari.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha offerto una pregevole ricostruzione teorica di questi aspetti, concludendo che:
- la violazione del principio di affidamento degli atti si riverbera sulla legittimità del provvedimento amministrativo solo nei casi previsti dalla legge;
- in difetto di tale previsione di legge, si dà invalidità del provvedimento ed eventuale responsabilità per lesione dell’interesse legittimo solo in caso di violazione, da parte della P.A., delle norme di diritto pubblico che governano lo svolgimento dell’attività autoritativa;
- invece, la violazione delle norme generali dell’ordinamento civile che impongono di agire con lealtà e correttezza – tra cui il Consiglio annovera il legittimo affidamento del privato – incide non sull’interesse legittimo, ma sul diritto soggettivo di autodeterminarsi liberamente nei rapporti giuridici senza subire ingerenze illecite frutto dell’altrui scorrettezza.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. ricorda che l’omessa indicazione dei costi per la sicurezza comporta l’esclusione dalla gara.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Piemonte ricorda che, nel caso di finanziamenti per l’agricoltura, la giurisdizione appartiene al G.A. quando oggetto del giudizio è una fase procedimentale anteriore all’attribuzione del beneficio oppure quando, successivamente all’erogazione, il provvedimento di attribuzione venga annullato o revocato per vizi di legittimità.
Nelle ipotesi invece di inadempimento degli obblighi previsti a carico del beneficiario (con conseguente “revoca” o “annullamento” da parte della P.A. del provvedimento di concessione), la giurisdizione appartiene al G.O.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Piemonte ricorda che le ipotesi di stralcio di parte dello strumento urbanistico e quelle di modifiche d’ufficio (tutte provenienti dalla Regione), sono fondamentalmente diverse: mentre lo stralcio costituisce una parziale approvazione del piano, la modifica ex officio proveniente dall’Ente costituisce una sovrapposizione della volontà regionale a quella comunale. Ne consegue che, mentre nella prima ipotesi permane il potere del Comune di decidere in merito, nella seconda il potere si esaurisce con la decisione della Regione.
Il Giudice Amministrativo ricorda anche che, per poter qualificare come “stralcio” l’operazione compiuta dalla Regione, lo stesso deve essere riferito ad aree circoscritte, e deve essere congruamente motivato.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Piemonte si sofferma su quali siano i poteri della Regione relativamente alle modifiche introdotte d’ufficio negli strumenti urbanistici comunali, come previsti dall’art. 10 della l. n. 1150/1942.
In particolare rileva che, in presenza di superiori interessi pubblici, quale è quello finalizzato alla tutela del paesaggio, ben può la Regione modificare d’ufficio i piani comunali, purché tale scelta discrezionale venga motivata e sia frutto di un’istruttoria completa; e il Comune non è costretto a riattivare completamente il procedimento di approvazione del piano.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha offerto principi utili in materia di formazione di un cd. provvedimento implicito.
Il Consiglio ha poi precisato che non può formarsi implicitamente il provvedimento di concessione demaniale, poiché in detto ambito l’atto conclusivo del procedimento è il solo a costituire e regolare il rapporto concessorio e, in ogni caso, deve rivestire la forma scritta ad substantiam.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. si sofferma su alcuni principi ormai assodati in tema di valutazione delle offerte tecniche.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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