Pubblichiamo il link alle slides del 23 settembre 2020 della dott.sa Silvia Pararo, Responsabile Ufficio per la semplificazione e la sburocratizzazione del Dipartimento della Funzione Pubblica
L’ha ricordato il TAR Veneto in una propria sentenza: si tratta del principio per cui le scelte di pianificazione urbanistica sono frutto di ampia discrezionalità e possono quindi essere censurate solo per manifesta illogicità o irragionevolezza.
È dunque coerente con l’ordinato sviluppo del territorio la scelta del PAT di limitare i nuovi sviluppi edilizi ad aree già parzialmente trasformate, al fine di preservare la qualità ambientale del territorio agricolo comunale ancora esistente.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Catania ha ricordato che il credito del Comune per gli oneri di urbanizzazione e il costo di costruzione si prescrive in 10 anni dal rilascio del titolo edilizio o dalla formazione del silenzio-assenso, mentre l’applicazione della sanzione per il mancato pagamento di tali somme si prescrive in 5 anni dal giorno in cui la violazione è stata commessa.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha offerto principi utili in materia, a partire dall’art. 395, n. 4 c.p.c., a cui fa rinvio l’art. 106 c.p.a.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il Tribunale di Vicenza ha accertato la responsabilità ex art. 1669 c.c. del venditore-costruttore e del progettista-D.L. per aver venduto una casa che poi è franata per essere stata costruita su un terreno inadatto.
Oltre al danno patrimoniale, il Tribunale condannava detti soggetti a risarcire il danno non patrimoniale, sub specie di danno esistenziale, quantificato equitativamente in €50 al giorno per persona per gli anni che vanno dal tempo dell’allontanamento forzato dalla casa fino al tempo in cui la famiglia avrebbe potuto tornare nell’abitazione se avesse fatto riparare l’immobile.
Seppur con laconica motivazione, il Tribunale lascia intendere che il diritto di proprietà, ma ancor più il diritto all’abitazione, rientrano tra quei superiori valori costituzionalmente protetti che, se lesi, comportano il risarcimento del danno non patrimoniale ex art. 2059 c.c. anche in assenza di un reato, come stabilito dalla Corte di cassazione nelle cd. sentenze di San Martino del 2008.
La Suprema Corte – seppur in materia di immissioni intollerabili – ha precisato che quando non risulti integrato un danno biologico, la lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria casa di abitazione e del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane sono pregiudizi apprezzabili in termini di danno non patrimoniale.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Catania ha spiegato le differenze tra la richiesta di variante in senso proprio del PdC (art. 22, co. 2 T.U. edilizia), la variazione essenziale attuata in corso di esecuzione del PdC (art. 32 T.U. cit., come eventualmente recepito dalle Regioni) e la parziale difformità di quanto realizzato rispetto a quanto assentito dal PdC (art. 34 T.U. cit.).
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Catania ha spiegato la differenza tra questi due istituti, come disciplinati dall’art. 97 d.lgs. 50/2016. In particolare:
- la verifica di anomalia, di cui al comma 2 art. cit., introduce un vero e proprio procedimento obbligatorio di valutazione dell’anomalia, legato a criteri matematici;
- la verifica di congruità, di cui al comma 6 art. cit., lascia alla discrezionalità della Stazione appaltante la facoltà di aprire un procedimento di valutazione della congruità “di ogni altra offerta” che, in base ad elementi specifici, appaia anormalmente bassa.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto sottolinea che il principio di equivalenza, nelle gare ad evidenza pubblica, non può essere applicato tout court, ma è necessario che lo stesso venga combinato e commisurato ad altri due principi in materia di appalti, ovverosia quello di parità di trattamento tra i partecipanti, e quello di efficacia dell’azione amministrativa.
In particolare, in quest’ultima ipotesi, si richiede che le clausole immediatamente escludenti – che si vorrebbe aggirare con il principio di equivalenza – vengano immediatamente impugnate dall’operatore economico. Non farlo, e ammettere il soggetto attraverso il principio di equivalenza, comporterebbe una violazione del citato principio di parità di trattamento, finendo per penalizzare quegli operatori economici che partecipano rispettando le richieste del bando.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Catania ha affermato che il cambio di destinazione d’uso da cantina o garage a civile abitazione comporta il passaggio da una categoria urbanistica ad un’altra.
In caso di riduzione degli spazi destinati a parcheggio il progetto può essere comunque assentito, quando risulti che non si va ad incidere nella misura minima dei medesimi spazi imposta dalla legge.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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L’ha affermato il TAR Catania: in generale, le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione possono essere ubicate in qualsiasi parte del territorio comunale, essendo compatibili con tutte le destinazioni urbanistiche, salva diversa pianificazione del Comune.
L’Ente Locale, infatti, può prevedere con regolamento anche limiti di carattere generale all’installazione degli impianti (es. divieto in tutto il centro storico, oppure nei pressi di scuole e ospedali), purché sia comunque possibile una localizzazione alternativa degli stessi tale da garantire la copertura di rete del territorio nazionale.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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