Risarcimento del danno da occupazione “sine titulo” da parte della P.A.
Il TAR Sardegna ha offerto principi utili in materia, a partire dall’art. 42-bis T.U. espropri.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Sardegna ha offerto principi utili in materia, a partire dall’art. 42-bis T.U. espropri.
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Li ha offerti il TAR Catania, il quale ha particolarmente insistito sul fatto che l’ordinamento non accorda un diritto soggettivo alla detenzione delle armi, anzi la relativa licenza deve ritenersi un’eccezione al generale divieto di porto d’armi.
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha offerto principi utili sui vari mezzi di prova utilizzabili e, in particolare, sui rilievi aerofotogrammetrici.
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Il TAR Sardegna ha offerto principi utili in materia di rimedi avverso l’occupazione sine titulo da parte della P.A.: in estrema sintesi, la P.A. deve procedere alla restituzione del fondo al privato con risarcimento del danno da occupazione illegittima, salvo il potere di rilasciare la cd. acquisizione sanante ex art. 42-bis T.U. espropri.
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Il TAR Sardegna ha affermato che non si può eccepire la tardività del ricorso straordinario al Capo dello Stato una volta che vi sia stata la trasposizione innanzi al Giudice amministrativo, poiché tale eccezione in rito deve essere sollevata, se del caso, in sede di controricorso nella sede giustiziale.
La parte, quindi, è tenuta a valutare se le conseguenze giuridiche ricollegabili alla trasposizione siano convenienti per la tutela dei propri interessi.
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Lo ha affermato il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana: infatti, la sentenza di condanna del Giudice civile che non determini puntualmente la somma dovuta costituisce titolo esecutivo, soltanto se dall’insieme delle informazioni contenute nel dispositivo e nella motivazione possa procedersi alla quantificazione del corrispettivo con un’operazione meramente matematica.
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L’ha affermato il TAR Palermo: i privati, che non avevano richiesto alcun titolo abilitativo, obiettavano che i muri di contenimento di terrapieni sono contemplati dal n. 13 dell’Allegato A al d.P.R. 31/2017.
Il TAR ha rigettato l’eccezione, poiché le ipotesi di “liberalizzazione” del citato All. A comportano solo la dispensa dall’autorizzazione paesaggistica, non anche dagli altri e diversi titoli autorizzatori cui quegli interventi siano altrimenti sottoposti (cfr. art. 15 d.P.R. cit.).
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Nel caso di specie, un privato dava in locazione il piano cantinato di un condominio al terzo, il quale voleva ivi realizzarvi un parcheggio a pagamento.
Su tale piano cantinato, però, gravava un vincolo di destinazione a parcheggio del condominio, vincolo posto a suo tempo nel contesto del rilascio della concessione edilizia riferita al condominio.
Il Comune pertanto inibiva la SCIA presentata dal terzo per iniziare la propria attività.
Il TAR Palermo ha ritenuto legittimo il provvedimento del Comune: infatti, il vincolo di destinazione di una superficie condominiale a parcheggio è inderogabile e attribuisce la disponibilità della superficie all’intera comunità condominiale, a vantaggio della quale sorge un automatico diritto reale d’uso.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Palermo ha ricordato che, in linea generale, il privato non ha interesse ad impugnare direttamente un regolamento, poiché la diretta lesività sorge solo con il rilascio del provvedimento applicativo: a tale regola fa eccezione solo l’ipotesi in cui la disciplina regolamentare contenga disposizioni immediatamente precettive per il destinatario, che incidano sulla sua sfera giuridica indipendentemente da un atto applicativo.
Nel caso di specie, una società concessionaria del servizio di distribuzione elettrica aveva impugnato il regolamento adottato dal Comune per la disciplina del canone ricognitorio (Cosap) e di quello non ricognitorio.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Sardegna si è allineato ad un precedente delle Sezioni Unite della Corte di cassazione che ha offerto un’interpretazione dell’art. 133, co. 1 , lett. b c.p.a. estensiva nei confronti della giurisdizione ordinaria: più precisamente, in tema di concessione di costruzione e gestione di opera pubblica e di concessione di servizi pubblici, la giurisdizione del G.O. riguardante le indennità, i canoni e altri corrispettivi, nella fase esecutiva del contratto di concessione, si estende alle questioni inerenti ai profili di adempimento e inadempimento della concessione e alle conseguenze risarcitorie, vertendosi nell’ambito di un rapporto paritetico tra le parti, fermo restando la giurisdizione esclusiva del G.A. nei casi in cui l’Amministrazione eserciti poteri autoritativi tipizzati dalla legge.
Nel caso di specie, il TAR ha declinato la propria giurisdizione in favore del G.O. nella controversia con cui il privato chiedeva la risoluzione per inadempimento da parte della P.A. di una convenzione per la realizzazione e la successiva gestione degli impianti sportivi presso due Istituti scolastici.
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