Sull’interpretazione della convenzione urbanistica
Il T.A.R. ricorda alcuni approdi giurisprudenziali relativi all’interpretazione della convenzione urbanistica.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda alcuni approdi giurisprudenziali relativi all’interpretazione della convenzione urbanistica.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto dichiara il ricorso inammissibile poiché, in base anche all’orientamento maggioritario, se il diniego di permesso di costruire si sostanzia in un atto plurimotivato fondato su ragioni autonome, se una di esse non viene accolta, ciò comporta anche l’inammissibilità dell’altra.
Nel caso di specie mancava la prova del diritto di servitù e dell’incompatibilità urbanistica dell’opera.
Tuttavia, quest’ultimo motivo di diniego non è stato fatto oggetto di specifica censura da parte ricorrente e, in quanto autonomo rispetto al diritto di servitù, la mancata contestazione determina l’inammissibilità del ricorso per difetto di interesse.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
Il TAR Sardegna ha offerto un’applicazione dell’art. 36, co. 2, lett. b d.lgs. 50/2016: per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro per i lavori, o alle soglie comunitarie per le forniture e i servizi, la Stazione appaltante deve rivolgere la richiesta di offerta ad almeno cinque imprese, dopodiché la scelta di presentare o no l’offerta è rimessa all’arbitrio dell’impresa, senza che ciò infici l’affidamento.
Post di Alberto Antico – avvocato
Oggi pomeriggio [lunedì 14 marzo, inizio ore 14.45] ci sarà il secondo dei vari incontri territoriali di presentazione del PGRA (Piano Gestione Rischio Alluvioni) organizzato da Anci Veneto [Anci Sa], con la partecipazione della Regione Veneto e dell'Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali.
Vi allego le domande, raccolte a seguito confronto con vari comuni, che abbiamo indirizzato ai relatori del convegno. Le loro risposte potranno esserci di grande aiuto per applicare nel modo migliore le misure di salvaguardia in vigore dallo scorso 5 febbraio.
Arch. Fiorenza Dal Zotto
Il TAR Veneto ha ritenuto viziato da difetto di motivazione il provvedimento col quale la competente Soprintendenza ha negato l’autorizzazione paesaggistica ritenendo l’intervento contrastante con i valori tutelati in quanto:
- altera drasticamente l’assetto fondiario e la corretta percezione del paesaggio agrario;
- prevede la completa trasformazione dello sviluppo fondiario tramite la frammentazione della struttura agricola e l’inserimento di strutture tecnologiche avulse dal contesto agricolo di riferimento;
- le opere di mitigazione introducono un elemento fortemente intrusivo nel contesto paesaggistico che non è risolutivo rispetto all’impatto dell’impianto.
Post di Daniele Iselle
Il TAR Catania ha affermato che la concessione del passo carrabile, poiché determina una compressione dell’uso pubblico della sede stradale (veicolare o pedonale) ove essa insiste, è subordinata alla verifica di precise e tassative condizioni di carattere oggettivo.
Pertanto, ha carattere inderogabile la distanza minima tra passi carrabili su strade extraurbane ex art. 45, co. 3 d.P.R. 495/1992, cd. Regolamento al Codice della strada.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto dichiara che, stando a quanto previsto sia dall’art. 80 comma 5 D. Lgs. 50/2016 sia dall’art. 57, paragrafo 6 della direttiva 2014/24, la stazione appaltante ha amplia discrezionalità nel valutare possibili cause di espulsione dalla gara.
Tuttavia, è altrettanto fondamentale che al concorrente sia data la possibilità di dimostrare la sua affidabilità e serietà, dando conto, quindi, delle misure di self cleaning adottate con la possibilità di rimediare al motivo che, in astratto, causerebbe l’esclusione dalla procedura ad evidenza pubblica.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
IL TAR del Veneto respinge il ricorso poiché, stando alla normativa regionale, si può procedere ad un eventuale condono edilizio di una nuova costruzione solo nel caso di volumi, privi di autonomia, pertinenziali a fabbricati residenziali. Il Collegio precisa altresì che per ”ampliamento” s’intende una costruzione preesistente priva di autonoma funzionalità, dato che si devono considerare come tali le strutture esterne ed autonome, ancorché funzionalmente connesse con l’impianto nel suo insieme. Sul punto l’art. 3 della l. r. Veneto 5 novembre 2004, n. 21 è chiara laddove disponendo che; “le tipologie di opere di cui all'allegato 1 della legge sul condono sono suscettibili di sanatoria edilizia a condizione che: a) gli ampliamenti di costruzioni a destinazione industriale, artigianale e agricolo-produttiva non superino il 20 per cento della superficie coperta, fino ad un massimo di 450 metri quadrati di superficie lorda di pavimento; b) gli ampliamenti a destinazione diversa da quella di cui alla lettera a) non superino il 30 per cento della volumetria della costruzione originaria, fino ad un massimo di 450 metri cubi; c) le nuove costruzioni siano pertinenze di fabbricati residenziali prive di funzionalità autonoma, fino ad un massimo di 300 metri cubi”.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
Nel caso di specie, il Comune disponeva la ratifica e la convalida del sequestro amministrativo di un locale, a causa dell’apertura al pubblico di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande con intrattenimento e svago di Tipologia C, senza la prescritta SCIA, in violazione dell’art. 64 d.lgs. 59/2010.
Il TAR Palermo ha affermato che spetta al G.O. conoscere dell’impugnazione di un simile provvedimento, in quanto inerente al procedimento diretto alla irrogazione di una sanzione amministrativa.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Palermo ha affermato che, in caso di dubbio da parte della P.A. sul giudizio di affidabilità del soggetto, l’interesse pubblico alla sicurezza dei cittadini deve considerarsi prevalente rispetto al contrapposto interesse ludico-sportivo di cui è titolare colui che richiede la licenza di porto d’armi.
Ad esempio, è rilevante e sufficiente a emanare il provvedimento sfavorevole un’imputazione per minacce, anche se terminata con sentenza di non doversi procedere per remissione di querela.
Post di Alberto Antico – avvocato
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