Il TAR Veneto ha definito il pergolato come una struttura leggera, avente funzione di sostegno di piante rampicanti, aperto almeno su quattro lati e privo di copertura, generalmente rientrante nell’attività edilizia libera.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno statuito che nel giudizio amministrativo non possono configurarsi domande distinte per il solo fatto della deduzione di plurimi motivi di illegittimità a fondamento della domanda di annullamento di un unico provvedimento impugnato, rilevando il solo effetto cassatorio avuto di mira, che è unico se si dispiega nei confronti di singoli e ben individuati atti, ovvero plurimo se aggredisce distinti provvedimenti.
Nel caso di specie, i ricorrenti proponevano un’unica domanda di annullamento, pur fondata su quattro motivi di ricorso, perciò le ordinanze rese in corso di giudizio non lo definivano nemmeno in parte e come tali non rientrano tra gli atti processuali che sopravvivono all’estinzione ex art. 310, co. 2 c.p.c.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno statuito che se il giudice (ordinario o amministrativo) solleva questione di legittimità costituzionale, la pendenza del relativo giudizio incidentale innanzi alla Corte costituzionale non riverbera alcun effetto ai fini dell’interruzione o della sospensione del termine di prescrizione dei diritti soggettivi implicati nel giudizio.
Pertanto, se dopo la conclusione dell’incidente di costituzionalità il giudizio a quo viene dichiarato estinto (o anche perento), il termine di prescrizione inizierà a decorrere dalla data dell’atto introduttivo del giudizio.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno statuito che la perenzione del giudizio amministrativo è una fattispecie assimilabile all’estinzione civilistica, cosicché determina il venir meno dell’effetto sospensivo (o interruttivo permanente) della prescrizione dei diritti soggettivi, restando fermo il solo effetto interruttivo (istantaneo) determinato dalla proposizione della domanda (art. 2945, co. 3 c.c.).
Il presupposto logico di questo principio consiste nel riconoscere efficacia interruttiva della prescrizione del diritto soggettivo al ricorso innanzi al TAR volto alla tutela di un interesse legittimo, ove quest’ultimo sia strumentale alla successiva tutela del diritto soggettivo.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno statuito che, in materia di giudizio amministrativo, l’istanza di prelievo non è un atto idoneo a interrompere il termine di prescrizione dei diritti soggettivi implicati, difettando i requisiti previsti dall’art. 2943, co. 4 c.c.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto rileva che sussiste la competenza regionale nello stabilire prescrizioni restrittive in materia di fertilizzanti, facendo leva in primis sulla titolarità di redazione del Programma d’Azione Nitrati derivante dal T.U. Ambiente, e quindi sulle competenze residuali dell’Ente in materia di agricoltura.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Nel caso di specie, il privato impugnava un diniego di condono ex l. 326/2003, affermando che oggetto dell’istanza era il pergolato e non la sua copertura, per cui l’opera da sanare certamente esisteva alla data fissata dalla legge, posto che non occorrerebbe alcuna copertura per considerare ultimato un pergolato.
Il TAR Veneto ha affermato che, a seguire questa tesi, nella richiesta di condono avrebbe dovuto essere indicata la tipologia 6 (opere non valutabili in termini di superficie o di volume) e non, come invece avvenuto, la tipologia 2: l’intenzione era chiaramente condonare una struttura coperta.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 3 l.r. Veneto 21/2004 è applicabile solamente ad un intervento da sanare che “non sia precluso dalla disciplina di tutela del vincolo”.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Nel caso di specie, il privato eseguiva sul proprio terreno un intervento di stesura di uno strato di ghiaione per il ricavo di un parcheggio, in seguito oggetto di istanza di condono ex l. 326/2003 e l.r. Veneto 21/2004.
Il TAR Veneto, sulla base degli orientamenti dell’epoca, ha qualificato tale intervento come mutamento di destinazione d’uso con opere, sussumibile nella tipologia 3 della tabella C allegata alla legge sul terzo condono.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che, in materia di condono edilizio, deve essere acquisito il parere dell’Amministrazione preposta alla tutela del vincolo paesaggistico che sussista al momento della valutazione dell’istanza di condono, anche se successivo rispetto alle opere da sanare.
Post di Alberto Antico – avvocato
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