Il T.A.R. Veneto ricorda che, da un lato, spetta al privato dimostrare che l’immobile è stato realizzato prima del 1967 o del 1942 e, dall’altro lato, che il Comune ha comunque l’onere di confutare in maniera specifica gli elementi probanti forniti dall’istante e/o di fornire chiari ed inequivoci elementi di segno avverso.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ha ricordato che la destinazione d’uso e la destinazione di zona sono nozioni diverse, ancorché connesse: in una determinata Zona omogenea sono possibili anche più destinazioni d’uso, in conformità a quanto disposto dal piano urbanistico comunale in coerenza con le finalità di sviluppo per la stessa previste.
Tuttavia, una preclusione al cambio di destinazione d’uso può derivare anche dalle prescrizioni relative alla zonizzazione.
Nel caso di specie, poiché le N.T.O. del P.I. comunali disponevano che la sottozona fosse destinata alla sosta attrezzata, non poteva essere concesso il cambio d’uso per aprire un’attività di vendita di materiale isolante per l’edilizia.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Nei post del 24.03.2022 e del 29.03.2023 si dava atto che il Consiglio di Stato aveva sollevato una questione di legittimità costituzionale dell’art. 2-bis T.U. edilizia (nonché di una legge regionale della Lombardia), laddove interpretato nel senso di autorizzare le Regioni ad emanare una legislazione derogatoria rispetto al d.m. 1444/1968 in materia di dotazione delle aree a standard fino a poter arrivare ad annullarne la previsione.
La Corte costituzionale ha dichiarato la questione inammissibile, poiché le norme sindacate non trovavano in realtà applicazione nel giudizio a quo.
Ciò significa che, salve nuove rimessioni alla Consulta, per il momento l’art. 2-bis T.U. edilizia è vigente ed efficace.
Il TAR Marche ha affermato che le tettoie vere e proprie, ossia quelle “leggere” e non tamponate, non sviluppano né superficie né volumetria, per cui l’autorizzazione alla loro realizzazione è richiesta soprattutto a fini paesaggistici e/o in forza di previsioni del regolamento edilizio comunale.
Nel caso di specie, la tettoia era coperta e tamponata, ma la sua volumetria non era indicata nell’istanza di condono, perciò non poteva dirsi inclusa tra le opere sanate.
Post di Daniele Iselle
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Nel caso di specie, il Comune si accorgeva che nell’istanza di PdC erano indicati in modo erroneo alcuni dati del fabbricato di partenza. Procedeva così all’annullamento in autotutela del titolo.
Il privato si difendeva invocando la cd. tolleranza di cantiere ex art. 34-bis d.P.R. 380/2001.
Il TAR Marche ha respinto l’eccezione: tale norma si applica alle eventuali eccedenze volumetriche che si registrano a lavori ultimati e non anche ai casi in cui già il progetto iniziale si basa su dati superficiari e/o volumetrici errati.
Post di Daniele Iselle
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Le ha enumerate il TAR Marche: a) denunzia al Giudice penale dell’abuso edilizio e costituzione come parte civile; b) azione risarcitoria (per equivalente o in forma specifica, a seconda delle difformità lamentate) innanzi al G.O.; c) impugnazione del titolo edilizio innanzi al G.A.; d) istanza di autotutela alla P.A. che ha rilasciato il titolo.
Nel caso di specie, il fatto che il privato avesse agito innanzi al G.O. non impediva il contestuale annullamento d’ufficio da parte del Comune del PdC ritenuto illegittimo.
Post di Daniele Iselle
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Catania ha affermato che, in presenza di una controversia inerente il titolo edilizio, il Comune ha l’obbligo di accertare chi sia proprietario dell’immobile per cui è presentato il progetto, nei consueti limiti propri dell’attività diretta al riscontro della legittimazione a presentare l’istanza edilizia, consistenti nell’esame della sola esistenza ed idoneità del titolo a conferire al suo possessore il potere di disporre dell’immobile, senza necessità di approfondite istruttorie sulle eventuali contestazioni in ordine alla validità dello stesso che dovranno essere risolte nelle sedi a ciò deputate, quindi con salvezza dei diritti dei terzi.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. si sofferma sulla natura giuridica della proroga dei lavori di cui all’art. 15 del d.P.R. n. 380/2001, chiarendo la portata giuridica del provvedimento comunale che accerta la decadenza del titolo per mancato inizio dei lvaori.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ha dichiarato che l’art. 37, co. 2 T.U. Edilizia attribuisce la competenza ad adottare il provvedimento di soppressione dell’abuso all’Autorità preposta alla tutela del vincolo in ipotesi di opere di restauro e risanamento conservativo; in tutti gli altri casi, la competenza è del Comune.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il decreto del Ministero delle Finanze 14 aprile 2023 contiene la individuazione delle misure relative al costo della notifica degli atti degli enti locali correlata all’attivazione di procedure esecutive e cautelari a carico del debitore
Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.AccettoRead More
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
Commenti recenti