Abusi edilizi e comproprietà
Il TAR Veneto precisa che è legittima l’ordinanza di demolizione notificata anche solo a uno dei comproprietari del manufatto abusivo.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto precisa che è legittima l’ordinanza di demolizione notificata anche solo a uno dei comproprietari del manufatto abusivo.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ribadisce che in tema di abusi edilizi, si applica il regime sanzionatorio vigente al momento di irrogazione della sanzione, anche se successivamente a tale momento interviene una disciplina più favorevole.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ricorda che gli abusi edilizi devono essere valutati unitariamente, anche se realizzati in momenti diversi, poiché il pregiudizio recato al regolare assetto del territorio deriva non dal singolo intervento, ma dall'insieme delle opere realizzate nel loro contestuale impatto edilizio.
E pertanto interventi che da soli potrebbero essere oggetto di compatibilità paesaggistica, per tale ragione non potrebbero essere sanati.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto evidenzia che l’inerzia della P.A. non comporta la creazione di un legittimo affidamento in merito ad una situazione di abusività del privato, né permette di ignorare la necessità del parere dell’Autorità preposta alla tutela del vincolo, se questa non è rapida nel rispondere.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto sottolinea che la diffida prevista nell’art. 35 T.U. Edilizia ha il solo scopo di permettere l’adempimento spontaneo all’ordinanza di demolizione, potendo essere eventualmente surrogata dalla comunicazione di avvio del procedimento.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il T.A.R. Veneto ricorda che i Comuni non possono introdurre divieti generalizzati all’installazione di antenne radio nel proprio territorio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ha dichiarato improcedibile il ricorso avverso una variante parziale al P.I., poiché dopo il ricorso introduttivo erano intervenute plurime varianti urbanistiche, le quali, anche nella parte in cui erano confermative delle previsioni indicate nei precedenti strumenti urbanistici, avrebbero dovuto essere autonomamente impugnate.
Peraltro tali successive varianti, riclassificando l’area del privato come “idonea a condizione”, dal punto di vista geologico, erano innovative e favorevoli rispetto agli interessi della ricorrente, il che ulteriormente sfavoriva il residuo interesse alla decisione del giudizio.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ribadisce che la mancata impugnazione della strumentazione urbanistica successiva comporta l’improcedibilità sopravvenuta del ricorso presentato avverso il diniego di variante ad un piano di lottizzazione.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto sottolinea che la strumentazione urbanistica, preferibilmente, deve rispettare quanto previsto negli accordi e convenzioni stipulate dalla P.A. con i privati; questi, al contrario, non potrebbero lamentarsi di quelle previsioni urbanistiche che costituiscono attuazione di quanto stipulato con il Comune.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Nel caso di specie, in sede di approvazione di una variante al PRG di un Comune, i terreni di un privato erano inclusi nell’ambito di espansione residenziale da attuarsi con Piano Particolareggiato.
In sede di approvazione del PAT, si confermava la vocazione edificatoria dell’area, demandando al P.I. le previsioni per lo sviluppo delle relative previsioni.
Tale destinazione urbanistica non era mai attuata, nonostante la volontà in tal senso manifestata dal privato, in ragione dell’impossibilità di trovare un accordo con i diversi proprietari delle aree interessate dall’adozione del necessario PUA.
In sede di approvazione del P.I., i terreni erano esclusi dall’ambito di espansione edilizia, attribuendo alla stessa una zonizzazione di “LPS non attuabile”.
Il TAR Veneto ha ritenuto legittimo l’operato del Comune.
Post di Alberto Antico – avvocato
Commenti recenti