Il TAR Veneto ha ribadito che i provvedimenti amministrativi si presumono legittimi fino alla pronuncia di illegittimità da parte del Giudice: pertanto, in mancanza di almeno una sospensione cautelare del provvedimento, la mera impugnazione degli atti presupposti non impedisce all’Ente pubblico di proseguire con il proprio iter amministrativo.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ha spiegato i casi in cui un provvedimento amministrativo può dirsi illegittimo per eccesso di potere, nella figura sintomatica dello sviamento di potere (détournement de pouvoir).
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto si è soffermato sulle conseguenze del principio di alternatività tra ricorso avanti al giudice amministrativo e ricorso straordinario al Capo dello Stato, in particolare per quel che riguarda atti presupposti ed atti conseguenti, qualora, nell’ambito di un unico procedimento amministrativo, alcuni atti vengano impugnati avanti al TAR e altri con ricorso straordinario.
Relativamente agli atti presupposti, il Giudice ha dichiarato che gli stessi non sono soggetti al principio di alternatività, se vengono decisi prima dell’atto conseguente. Al contrario, gli atti conseguenti potranno essere decisi anche prima del loro atto presupposto, ma in tal caso oggetto del giudizio potranno essere solo i vizi propri del provvedimento, e non invece i motivi di illegittimità derivata, il cui fondamento sta nell’atto presupposto impugnato innanzi ad un organo diverso.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il T.A.R. ricorda che il PAT costituisce uno strumento sovraordinato rispetto al PI. Di conseguenza, il Comune non può disapplicare la norma cd. operativa del PI se la ritiene in contrasto con quella cd. programmatoria del PAT, dovendo agire in autotutela, espungendo dall’ordinamento giuridico la norma sottordinata viziata.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ha offerto una pregevole ricostruzione dei rapporti di pregiudizialità tra cause distinte: un processo può essere sospeso (ex art. 295 c.p.c., cui fa rinvio l’art. 79 c.p.a. per il processo amministrativo) al fine di attendere la definizione in un altro processo di una questione pregiudiziale in senso tecnico-giuridico (ovvero ove si debba fare applicazione di una norma su cui penda il giudizio di costituzionalità); invece, qualora venga in rilievo una questione pregiudiziale in senso (meramente) logico, non c’è bisogno della sospensione, poiché soccorre il cd. effetto espansivo esterno ex art. 336, co. 2 c.p.c.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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L’ente che dispone la revisione della patente di guida non può limitarsi a recepire le mere risultanze degli accertamenti compiuti dalle forze dell’Ordine, ma deve esaminare le stesse con senso critico e porre in essere un’autonoma istruttoria, esplicitando le ragioni che determinano la revisione suddetta.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ha offerto principi utili in materia: in particolare, poiché l’aggiudicazione provvisoria è un atto endoprocedimentale, la sua revoca comporta l’inapplicabilità delle tutele per il privato previste dagli artt. 21-quinquies e 21-nonies l. 241/1990.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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L'avvocato Antonio Ferretto, che sentitamente ringraziamo, ci invia un articolato commento alla legge regionale del Veneto n. 50/2019, che volentieri pubblichiamo.
La legge reca “Disposizioni per la regolarizzazione delle opere edilizie eseguite in parziale difformità prima della entrata in vigore della legge 28 Gennaio 1977 n.10 “Norme in materia di edificabilità dei suoli”, è stata pubblicata sul BUR il 27 dicembre 2019 e impugnata dal Governo davanti alla Corte Costituzionale.
Ricordiamo che, finchè la Corte non si pronunzierà, la legge è vigente ed efficace.
Il TAR Veneto, recentemente, in materia di procedimento amministrativo e di rapporti tra P.A. e privati, ha ribadito che la partecipazione di questi ultimi non può essere intesa come una garanzia meramente formale. Seppure infatti non venga richiesto all’Amministrazione di confutare puntualmente tutte le osservazioni eventualmente sollevate dai privati, è però necessario che dalla motivazione del provvedimento finale emerga che tali osservazioni sono state esaminate e, in ultima, ritenute non accoglibili.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Nel caso di specie, il Comune rigettava l’istanza dei privati volta ad esaudire questo desiderio, citando abbastanza genericamente il contrasto con gli obiettivi definiti nella pianificazione comunale.
Il TAR Veneto ha ritenuto sufficiente questa motivazione, in nome dell’amplissima discrezionalità delle scelte urbanistiche comunali.
Nel prosieguo, il TAR ha spiegato in che termini il Comune possa qualificare come edificabile un terreno ai fini impositivi.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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