Onere impugnatorio e pubblicazione sull’albo pretorio
Il T.A.R. chiarisce come devono essere computati i termini per impugnare le deliberazioni comunali che vengono pubblicate sull’albo pretorio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. chiarisce come devono essere computati i termini per impugnare le deliberazioni comunali che vengono pubblicate sull’albo pretorio.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ricorda che, nei procedimenti di espropriazione legati alla costruzione della Superstrada Pedemontana Veneta, i termini dimidiati previsti dall’ordinanza P.C.M. n. 3802/2009 si applicano solamente agli atti successivi alla dichiarazione di pubblica utilità e non invece a quest’ultima. Sarebbe infatti contrario alla ratio della dimidiazione dei termini, volta a promuovere i procedimenti di esproprio e a favorire l’operato dell’Amministrazione, una riduzione anche dei termini di durata della dichiarazione di pubblica utilità.
Si deve peraltro aggiungere che, trattandosi la Pedemontana di opera strategica di preminente interesse nazionale, la durata delle relative dichiarazioni di pubblica utilità volte agli espropri è di sette anni (invece che cinque), come previsto dall’art. 166 d.lgs. 163/2006.
Post di Alessandra Piola – avvocato
L’ha spiegata il TAR Sardegna, a partire dalle definizioni fornite dall’art. 3 d.lgs. 50/2016, rispettivamente alle lettere ttt e uuu: entrambe le procedure hanno struttura bifasica, ma la prima fase prende il nome di fase di prequalifica nella procedura ristretta e di indagine di mercato nella procedura negoziata.
All’esito, il TAR ha osservato che è ammissibile, nel caso di procedure negoziate, la costituzione di un raggruppamento temporaneo tra due o più imprese prequalificatesi separatamente nella fase di indagine di mercato, non vigendo alcun espresso divieto in tal senso.
Invece, nelle procedure ristrette, vale la regola per cui “a seguito della valutazione da parte delle amministrazioni aggiudicatrici delle informazioni fornite, soltanto gli operatori economici invitati possono presentare un’offerta” (art. 61, co. 3 d.lgs. 50/2016).
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Quale interpretazione si deve dare ai vincoli procedimentali previsti dall’art. 40 delle Norme Tecniche del PTRC (rubricato Aree afferenti ai caselli autostradali, agli accessi alle superstrade e alle stazioni della Rete ferroviaria regionale)?
Ricordiamo che il comma 1 dell'articolo 40 stabilisce quanto segue: "1. Sono da ritenersi aree strategiche di rilevante interesse pubblico ai fini della mobilità regionale le aree ricadenti in uno o più comuni, afferenti a: a) i caselli autostradali e gli accessi delle superstrade a pedaggio, esistenti e previsti dal progetto relativo all’infrastruttura, per un raggio di 2000 metri dal baricentro geometrico dell’area del casello; b) le stazioni della rete ferroviaria regionale coincidenti con i nodi AC/AV per un raggio di 1000 metri dal baricentro geometrico della stazione; c) le stazioni della rete ferroviaria regionale, esistenti e previste dal progetto relativo all’infrastruttura, per un raggio di 500 metri dal baricentro geometrico della stazione".
La Regione si sta riappropriando della pianificazione urbanistica in tali aree, a spese di Comuni e Province, con l’ulteriore conseguenza di allungare i tempi di attuazione di progetti strategici, che gli Enti Locali potrebbero concretizzare in tempi più ragionevoli?
Sulla questione pubblichiamo una nota di Daniele Iselle, funzionario comunale, che sentitamente ringraziamo
Il TAR Veneto ribadisce che la P.A. ha l’obbligo di attivarsi di fronte ad una richiesta del terzo controinteressato di inibitoria dell’efficacia di una SCIA, e di concludere il procedimento con un provvedimento espresso: non può dunque trincerarsi dietro all’errata identificazione, da parte del terzo, dei poteri da lei esercitabili.
In altre parole, il fatto che l’istanza di autotutela sia stata formulata ai sensi del comma 3 e non del comma 4 dell’art. 19 l. n. 241/1990 non è motivo dirimente per non rispondere alla richiesta del terzo: tale istanza deve infatti essere configurata come mera sollecitazione di poteri officiosi.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Catania ha affermato che, in una simile ipotesi, qualora il proprietario sia estraneo all’abuso il Comune non può procedere all’acquisizione gratuita dell’immobile, in quanto il destinatario delle sanzioni edilizie deve essere il responsabile dell’abuso stesso.
In ogni caso, ove sia disposta l’acquisizione gratuita, il titolo per l’immissione in possesso del bene e per la trascrizione nei registri immobiliari è costituito dall’accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione a demolire: a questi fini non vale il mero verbale di constatazione di inadempienza (es. quello redatto dai Vigili urbani), atteso il suo carattere endoprocedimentale, ma solo il formale accertamento che faccia proprio l’esito del verbale.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. chiarisce come si applica il principio del cd. ne bis in idem con riferiemnto ai processi amministrativi, ricordando che non è necessario il passaggio in giudicato della sentenza che ha già deciso il medesimo caso.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si sofferma sui presupposti giuridici che deve possedere la procura speciale per poter essere valida nel processo amministrativo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Pubblichiamo il link alla rivista on-line BibLus-net sulle novità introdotte dal d.l. semplificazioni in materia di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia.
Il TAR Veneto ricorda che, posta la natura di programmazione generale del PAT, è ben possibile per tale strumento escludere lo sviluppo edificatorio relativamente a particolari zone comunali, dato che tra i suoi contenuti vi è l’individuazione delle linee strategiche di sviluppo del territorio.
E ciò è possibile anche se in tal modo il PAT esercita sostanzialmente poteri conformativi della proprietà privata, generalmente riservati al Piano degli Interventi.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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