Sulla valutazione delle offerte
Il T.A.R. si sofferma su alcuni principi ormai assodati in tema di valutazione delle offerte tecniche.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si sofferma su alcuni principi ormai assodati in tema di valutazione delle offerte tecniche.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. afferma che il cambio d’uso senza opere da industriale a commerciale comporta la corresponsione degli oneri concessori, stante l’incremento del carico urbanistico.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Catania ha dichiarato inammissibile un ricorso, il quale:
- era redatto in violazione delle norme sul processo amm. telematico, non essendo in pdf nativo e risultante privo di firma digitale;
- impugnava un atto amministrativo depositato in giudizio come copia per immagine priva delle necessarie asseverazioni di conformità all’originale ex art. 22 d.lgs. 82/2005;
- era notificato alla P.A. resistente ad un indirizzo PEC non risultante dai registri del Ministero della Giustizia;
- mancava di procura speciale, peraltro priva di attestazione di conformità secondo quanto prescritto dalle regole CAD;
- conteneva motivi generici, senza l’indicazione di alcuna norma di legge violata;
- non aveva impugnato nei termini l’atto amministrativo presupposto.
Insomma, come non si fa un ricorso.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Catania ha affermato che, se il concorrente di un pubblico appalto intende servirsi dell’avvalimento, bisogna presentare il contratto stipulato tra concorrente ed impesa ausiliaria, ma anche una dichiarazione con cui l’impresa ausiliaria stessa si obbliga nei confronti della Stazione appaltante a mettere a disposizione, per tutta la durata del contratto, le risorse necessarie di cui è carente il concorrente (cfr. art. 89 d.lgs. 50/2016).
Se ci si dimentica questo secondo documento, come nel caso di specie, non è possibile chiedere il soccorso istruttorio e si incorre nell’esclusione.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Piemonte afferma che, in ipotesi di ricorso in cui, sostanzialmente, veniva contestato il mancato accertamento del diritto di prelazione nel caso di affitto di fondi rustici, la giurisdizione spetta al Giudice Ordinario, trattandosi di diritto potestativo che potrebbe prevalere sull’interesse legittimo dell’aggiudicatario di una procedura ad evidenza pubblica a vedersi assegnare il bene.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il T.A.R. si occupa del rapporto tra il principio del tempus regit actum e lo ius supervenies con precipuo riferimento alle gare d'appalto.
Tale sentenza da la stura per chiedersi, con riferimento ad un decreto legge non convertito, quale sia la normativa che regola la gara d'appalto.
Infatti, se la mancata conversione in legge di un decreto-legge dovrebbe comportare, in via generale, la sua decadenza ex tunc (almeno per le parti non confermate), ciò vale anche per le gare d'appalto?
Forse no.
Dalla sentenza sembrerebbe evincersi che la lex specialis vincoli tout court la Stazione Appaltante alle previsioni in essa contenute. Di conseguenza, se la gara è stata bandita sotto l'egida di un decreto legge e, medio tempore, muti la disciplina per mancata conversione in legge dello stesso, tale accadimento sembrerebbe irrilevante per la gare d'appalto in essere che, quindi, continuerebbero ad essere regolate unicamente dalla lex specialis.
Voi cosa ne pensate?
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Palermo ha ribadito che:
- La notifica dell’ordinanza di demolizione non è invalida, se ha comunque prodotto il risultato della sua conoscenza e determinato così il raggiungimento dello scopo legale;
- Qualora l’abuso edilizio risulti accertato, la relativa ordinanza di demolizione non necessita della preventiva comunicazione di avvio del procedimento, né di un’ampia motivazione;
- Il privato non può difendersi dicendo che intorno al suo abuso ve ne sono molti altri mai sanzionati…
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Nella variegata e oscillante giurisprudenza in materia, il TAR Catania ha distinto diverse ipotesi:
2.1. Se il condono è rilasciato, l’ordinanza è caducata;
2.2. Se il condono è denegato, dovrà essere emanata una nuova ordinanza di demolizione che sostituirà quella precedente.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Piemonte ricorda alcuni principii in materia di ricorsi avverso gli atti preparatori alle elezioni (art. 129 c.p.a.):
- la notifica è ammessa solamente a mezzo consegna diretta, pec o fax (mentre è sempre escluso l’invio via e-mail, anche quando si tratta di difesa in proprio);
- l’uso del cd. MiniUrp del TAR è ammesso solo per quei soggetti ricorrenti privi di firma digitale e/o pec e presuppone la consegna materiale degli atti e l’identificazione del soggetto depositante – ricorrente;
- né la notifica né il deposito sono ammessi mediante raccomandata postale, stante le esigenze di celerità che caratterizzano il ricorso ex art. 129 del Codice.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto sottolinea che, nella vigenza del regime transitorio di cui all’art. 34, co. 4 della l. R.V. n. 11/2004, l’approvazione del PAT comunale era demandata alla Regione, sentita la Provincia: quest’ultima poteva dunque intervenire anche mediante delibera acquisita in corso di procedimento, senza che fosse necessaria la convocazione della conferenza di servizi.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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