Il TAR Veneto ricorda che la giurisdizione relativa all’ordinanza-ingiunzione di riscossione coattiva degli oneri, in quanto appartenente alla materia urbanistico-edilizia, appartiene al Giudice Amministrativo in quanto giurisdizione esclusiva. Il Testo Unico per la riscossione coattiva, infatti, non prevede in sé deroghe alle norme generali di ripartizione della giurisdizione.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che la classificazione di una strada come comunale è possibile seppure la stessa non sia inserita nello stradario comunale e si trovi al di fuori del centro abitato: rilevano infatti per tale qualificazione anche elementi di fatto come il collegare due frazioni e l’essere oggetto di abituale manutenzione da parte del Comune.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Nel caso di specie, nel marzo 2003, una società proprietaria di un terreno in Zona E avanzava istanza per il cd. terzo condono, avente ad oggetto il cambio di destinazione d’uso del capannone lì ubicato, da annesso rustico a commerciale, indicando quale data di ultimazione dei lavori il 01.01.2003, con completamento funzionale delle opere entro il 31.03.2003.
Venendo a sapere che il Comune stava per approvare una variante al P.R.G. che avrebbe inserito il suo fondo in Zona D, la società ritirava l’istanza di condono, aspettava l’approvazione della variante nel 2006 e chiedeva il cambio di destinazione d’uso.
Il Comune denegava la richiesta, poiché la destinazione d’uso doveva ritenersi mutata non già nel 2006 bensì, secondo quanto dichiarato dalla società sotto penale responsabilità nell’istanza di condono, il 01.01.2003, in vigenza della Zona E.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha affermato che ai fini del decorso del termine di 30 giorni dal deposito della comunicazione per l’esercizio del potere inibitorio ex art. 19, co. 3 l. 241/1990 (come modificato dalla l. 15/2005 e dal d.l. 35/2005), è necessario che sussistano nella loro interezza i presupposti di efficacia della DIA, ossia che risulti debitamente comprovato, anche per mezzo di autocertificazioni, il possesso delle certificazioni e dei requisiti richiesti (cfr. co. 2 art. cit.).
Se così non è, il potere inibitorio del Comune può essere esercitato anche oltre lo spirare del termine.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha ricordato che la piena conoscenza del provvedimento, dalla quale far decorrere il termine decadenziale per l’impugnazione, non deve essere intesa quale “conoscenza piena ed integrale” del provvedimento stesso, bensì è sufficiente la percezione dell’esistenza di un provvedimento amministrativo e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività della sfera giuridica del potenziale ricorrente, in modo da rendere riconoscibile l’attualità dell’interesse ad agire contro di esso.
Una volta che il ricorrente abbia acquisito la conoscenza integrale dei contenuti dell’atto, potrà servirsi dei motivi aggiunti per arricchire le proprie doglianze.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha ricordato che sono immediatamente lesivi ed impugnabili tutti gli atti amministrativi che provochino l’arresto del procedimento a prescindere dalla forma assunta, anche se qualificati dalla P.A. come pareri.
Nel caso di specie, era impugnabile la valutazione negativa ex art. 60 d.P.R. 753/1980 con cui Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. respingeva la richiesta di autorizzazione avanzata dai ricorrenti per la riduzione della distanza di cui agli artt. 49 e 56 d.P.R. cit. (cd. vincolo ferroviario) in relazione a un manufatto oggetto di domanda di condono.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Nel caso di specie, il privato presentava una DIA per eseguire un cambio d’uso senza opere del proprio immobile da magazzino a studio artistico artigianale.
Il Comune diffidava l’istante al cambio d’uso, rilevando violazioni della normativa antinfortunistica.
Il privato provava a difendersi sostenendo che i requisiti anche strutturali, previsti dalla disciplina antinfortunistica ex l. 626/1994, come richiamata dalla circolare regionale n. 13 del 1997, non andrebbero osservati negli ambienti destinati ad ospitare attività di lavoro autonomo senza la presenza di dipendenti.
Il TAR Veneto ha disatteso questa ricostruzione, poiché la normativa non compie alcuna differenziazione tra ambienti destinati ai lavoratori autonomi, piuttosto che subordinati.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Pubblichiamo una bozza del nuovo Testo Unico dell'edilizia che dovrebbe sostituire il d.P.R. n 380/2001, nonché una tabella riassuntiva delle nuove definizioni che potrebbero entrare in vigore.
Ringraziamo l'arch. Fiorenza Dal Zotto, dipendente comunale, ed il Dott. Roberto Travaglini di Confindustria Vicenza per la segnalazione.
Il TAR Veneto ha ricordato che il preavviso di rigetto si applica anche nei procedimenti di sanatoria o di condono edilizi, ma la sua omissione non può condurre all’annullamento del provvedimento finale, ove si dimostri che il suo contenuto non avrebbe potuto essere diverso da quello concretamente adottato.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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L’art. 3, co. 1, lett. g l.r. Veneto 50/2012 definisce la grande struttura di vendita, la quale può presentarsi in due tipologie: il grande centro commerciale (n. 1) e il parco commerciale (n. 2).
Il TAR Veneto ha scrutinato una complessa vicenda, nella quale il Comune rilasciava un Permesso di Costruire per la realizzazione di un parco commerciale, il quale però aggiustava le prescrizioni del Piano di Recupero ivi vigente, ponendo utili principi sulla relazione tra il PUA e il PdC.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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