L'Associazione Veneta degli Avvocati Amministrativisti ha organizzato un webinar sulla piattaforma zoom il giorno giovedì 17 dicembre 2020 dalle ore 15.00 alle ore 18.00 relativo al seguente seminario deontologico: “L’evoluzione della professione forense nell’era della rivoluzione informatica”. Durante l'evento verranno premiati i partecipanti all’ottava edizione del premio Enrico Guicciardi.
Il TAR Veneto ha posto principi utili in materia, a partire dall’art. 192 T.U. ambiente.
In premessa, il TAR ha ricordato che, ai sensi del successivo art. 244, l’ordinanza di bonifica è di competenza della Provincia e non del Comune.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il Consiglio di Stato, riformando la sentenza del TAR Veneto pubblicata sul sito in data 18.06.2014, ha confermato la legittimità del diniego comunale che vietava l’ampliamento ed il cambio di destinazione d’uso con il cd. Piano Casa in zona D2 “artigianato di servizio e servizi alla viabilità” perché in contrasto con la normativa di zona.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il Consiglio di Stato conferma che la decadenza dei lavori per mancato inizio/conclusione degli stessi si verifica ex lege per decorrenza dei termini. Di conseguenza, il provvedimento comunale che accerta ciò è un atto dovuto e ha natura meramente dichiarativa.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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- gli abusi edilizi non possono essere artificiosamente scomposti, qualora sussista un nesso teleologico tra le opere tale da renderli un tutto unitario ed illegittimo;
- la sanatoria ex art. 36 T.U. edilizia richiede la cd. doppia conformità, perciò non è sufficiente la regolarità delle opere secondo il solo strumento urbanistico sopravvenuto;
- la cd. sanatoria postuma ai fini paesaggistici di competenza comunale ex art. 45-quater l.r. Veneto 11/2004 non può essere rilasciata per interventi che abbiano determinato l’aumento dei volumi e delle superfici;
- la sanzione amministrativa pecuniaria ex art. 31, comma 4-bis T.U. edilizia, introdotta dall’art. 17 l. 164/2014, può applicarsi in caso di mancato adempimento dell’ordinanza di demolizione perfezionatosi dopo l’entrata in vigore della norma, anche per abusi realizzati in precedenza.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il T.A.R. Campania ricorda che i termini processuali per depositare documenti, memorie e repliche, ovvero per richiedere l’udienza da remoto sono perentori.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che la giurisdizione relativa all’ordinanza-ingiunzione di riscossione coattiva degli oneri, in quanto appartenente alla materia urbanistico-edilizia, appartiene al Giudice Amministrativo in quanto giurisdizione esclusiva. Il Testo Unico per la riscossione coattiva, infatti, non prevede in sé deroghe alle norme generali di ripartizione della giurisdizione.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che la classificazione di una strada come comunale è possibile seppure la stessa non sia inserita nello stradario comunale e si trovi al di fuori del centro abitato: rilevano infatti per tale qualificazione anche elementi di fatto come il collegare due frazioni e l’essere oggetto di abituale manutenzione da parte del Comune.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Nel caso di specie, nel marzo 2003, una società proprietaria di un terreno in Zona E avanzava istanza per il cd. terzo condono, avente ad oggetto il cambio di destinazione d’uso del capannone lì ubicato, da annesso rustico a commerciale, indicando quale data di ultimazione dei lavori il 01.01.2003, con completamento funzionale delle opere entro il 31.03.2003.
Venendo a sapere che il Comune stava per approvare una variante al P.R.G. che avrebbe inserito il suo fondo in Zona D, la società ritirava l’istanza di condono, aspettava l’approvazione della variante nel 2006 e chiedeva il cambio di destinazione d’uso.
Il Comune denegava la richiesta, poiché la destinazione d’uso doveva ritenersi mutata non già nel 2006 bensì, secondo quanto dichiarato dalla società sotto penale responsabilità nell’istanza di condono, il 01.01.2003, in vigenza della Zona E.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Veneto ha affermato che ai fini del decorso del termine di 30 giorni dal deposito della comunicazione per l’esercizio del potere inibitorio ex art. 19, co. 3 l. 241/1990 (come modificato dalla l. 15/2005 e dal d.l. 35/2005), è necessario che sussistano nella loro interezza i presupposti di efficacia della DIA, ossia che risulti debitamente comprovato, anche per mezzo di autocertificazioni, il possesso delle certificazioni e dei requisiti richiesti (cfr. co. 2 art. cit.).
Se così non è, il potere inibitorio del Comune può essere esercitato anche oltre lo spirare del termine.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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