Competenza del TAR e ricorso appalti

18 Mar 2021
18 Marzo 2021

Il TAR Veneto ha ricordato che la competenza territoriale del TAR in materia di appalti si individua in base al luogo di produzione degli effetti diretti cui è preordinato l’atto finale della procedura (cioè il luogo ove si esplicherà l’attività dell’aggiudicatario) e non in base alla sede della Stazione appaltante.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Convenzione urbanistica e condanna ex art. 2932 c.c.

18 Mar 2021
18 Marzo 2021

Il T.A.R. si sofferma sulla natura giuridica della convenzione urbanistica e sul rimedio processuale previsto dall’art. 2932 c.c. in caso di mancata spontanea esecuzione agli obblighi di fare facenti capo alle parti contrattuali.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

AIA e miscelazione e gestione dei rifiuti

17 Mar 2021
17 Marzo 2021

Il T.A.R. in un’articolata sentenza si occupa di A.I.A. e egli Indirizzi delle Regione Veneto in materia di miscelazione e gestione dei rifiuti.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

Acquisizione gratuita e destinazione all’utilizzo pubblico

17 Mar 2021
17 Marzo 2021

Il TAR Veneto ha affermato che il privato non ha interesse ad impugnare il provvedimento con cui il Comune decide di non procedere alla demolizione dell’immobile ma di destinarlo ad utilizzo pubblico ex art. 31, co. 5 T.U. edilizia, poiché l’atto effettivamente lesivo per il privato è quello con cui il Comune dispone l’acquisizione dell’immobile abusivo al suo patrimonio.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Condono ai sensi della l.r. Veneto 21/2004

17 Mar 2021
17 Marzo 2021

Il TAR Veneto ha offerto principi utili in materia: in particolare, ai sensi dell’art. 3, co. 1 l.r. Veneto 21/2004, sono ammessi al condono solo gli ampliamenti di fabbricati esistenti o le nuove costruzioni che siano pertinenze di fabbricati residenziali prive di funzionalità autonoma, fino ad un massimo di 300 mc.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Accessi carrai

16 Mar 2021
16 Marzo 2021

Il TAR Veneto ha offerto una disamina dell’art. 46 d.P.R. 495/1992 (Regolamento di attuazione del codice della strada), come eventualmente integrato dai regolamenti comunali: qualora l’accesso dei veicoli alla proprietà laterale avvenga direttamente dalla strada, vi è l’obbligo di arretramento dei cancelli in modo da favorire la rapida immissione dei veicoli nella proprietà laterale, con due sole eccezioni.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Nullità per violazione o elusione del giudicato

16 Mar 2021
16 Marzo 2021

Il TAR Veneto ha ricordato la differenza tra violazione ed elusione del giudicato ex artt. 21-septies l. 241/1990 e 112 ss. c.p.a.

Nel caso di specie, il TAR ha dichiarato la nullità di una delibera di Consiglio comunale che reiterava la destinazione urbanistica dell’area del privato, già ritenuta contrastante con le previsioni del PAT con una precedente sentenza passata in giudicato, senza evidenziare nuove ragioni o nuovi elementi istruttori a sostegno della scelta operata.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Procedimenti relativi alle infrastrutture di comunicazione elettronica per impianti radioelettrici

16 Mar 2021
16 Marzo 2021

Il TAR Veneto ha esaminato la differenza tra gli artt. 87 e 87-bis d.lgs. 259/2003, cd. Codice delle comunicazioni elettroniche.

La prima norma prevede una fattispecie di silenzio-assenso per le istanze di autorizzazione e le denunce di attività dopo 90 giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda.

La seconda disciplina un procedimento semplificato, con una SCIA che può essere inibita entro 30 giorni dalla presentazione.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

La ristrutturazione edilizia e il pongovolume

15 Mar 2021
15 Marzo 2021

Vi ricordate il pongo, quel materiale plastico modellabile col quale giocavamo da bambini o facevamo i lavoretti a scuola?

Usavamo anche prodotti simili, come la plastilina o il DAS.

Mi è tornato in mente ragionando sulla evoluzione che il concetto di ristrutturazione ha subito nel corso del tempo.

Oggi, dopo il decreto semplificazioni (decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, in S.O. n. 24/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 178 del 16 luglio 2020, coordinato con la legge di conversione 11 settembre 2020, n. 120) sembra che si possa dire  che il volume esistente sia diventato un oggetto  che in sede di ristrutturazione edilizia si può rimodellare molto liberamente, così come se fosse il pongo.

Stabilire se un intervento edilizio su un volume esistente sia una ristrutturazione edilizia oppure una nuova costruzione comporta rilevanti differenze,  per esempio in tema di calcolo del contributo di costruzione, di percentuali IVA che si pagano ai fornitori o di possibilità di accedere al superbonus del 110.

In origine il concetto di ristrutturazione correva su binari molto stretti: bisogna rispettare il sedime,  la sagoma e il volume e non comprendeva la demolizione e la ricostruzione.

Quindi bastava poco perché un intervento su un edificio esistente non potesse essere qualificato come ristrutturazione e diventasse,  invece,  una nuova costruzione, con tutte le conseguenze del caso.

Poi il mondo è cambiato e adesso siamo arrivati molto lontani dal punto di partenza: siamo arrivati al pongovolume.

Facciamo un esempio, guardando il disegno qui sotto riportato: a sinistra c'è il lotto esistente, con un unico edificio, indicato con le linee tratteggiate, a destra c'è lo stesso lotto, diviso in due parti, ciascuna con un nuovo edificio da costruire

I due nuovi edifici a destra hanno un volume complessivo superiore a quell'edificio di partenza, in quanto l'indice del lotto lo consente.

Secondo un Comune, questo è un intervento di ristrutturazione edilizia con ampliamento.

Come fa il Comune a dire questo? Il Comune applica alla lettera quanto è scritto ora in una parte dell'articolo 3, comma 1, lettera d) del DPR 380: "Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi altresì gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversi sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’istallazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico. L’intervento può prevedere altresì, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana". 

Dunque il volume edilizio è diventato una sorta di  pongo che in sede di ristrutturazione si può modellare come meglio si vuole, senza più limiti di sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche?

Se è  così, va bene, l'importante è saperlo e tenerlo presente.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato 

Il R.E.T. non è immediatamente applicativo

15 Mar 2021
15 Marzo 2021

Il Consiglio di Stato conferma che le definizioni normative contenute nel Regolamento Edilizio Tipo (R.E.T.) che incidono sul dimensionamento dei Piani comunali non sono immediatamente applicative se l’ente locale non le ha ancora recepite nel termine previsto ex lege. La sentenza è particolarmente interessante perché, da un lato, ripercorre l’evoluzione normativa di tale strumento giuridico e, dall’altro lato, da atto dei contrapposti orientamenti giurisprudenziali circa l’immeditata applicabilità (o meno) del R.E.T.

Si ringrazia il prof. avv. Bruno Barel per la segnalazione.

Sul punto pubblichiamo anche un intervento tenuto dall'arch. Fiorenza Dal Zotto, dipendente comunale, in occasione del Convegno organizzato dalla Regione Veneto a conclusione del tavolo tecnico sul RET nel 2018.

InterventoDalZottoConvegno26marzo2018

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