AIA e rilievi ARPAV
Il T.A.R. si occupa della conferenza dei servizi propedeutica la rilascio dell’AIA e del ruolo assunto dall’ARPAV.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si occupa della conferenza dei servizi propedeutica la rilascio dell’AIA e del ruolo assunto dall’ARPAV.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ha offerto utili principi in materia, uniformandosi alla recente sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, n. 4/2021.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. Veneto conferma che il cd. Piano casa permette il cumulo tra l’indice di zona ed il bonus volumetrico.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Nel caso di specie, un Comune assegnava in concessione un impianto di distribuzione di carburanti su suolo comunale ad una società, la quale a sua volta dava in comodato l’area al gestore finale.
Il TAR Veneto ha ritenuto legittima la diffida alla messa in sicurezza dell’area (su cui erano stati rinvenuti materiali altamente infiammabili e potenzialmente inquinanti, non adeguatamente custoditi) indirizzata al concessionario/comodante, al quale competono gli obblighi di vigilanza e custodia a fondamento dell’ordine impartito, nonostante questi si sia difeso dicendo che la responsabilità per la presenza di materiali pericolosi incustoditi era imputabile al gestore/comodatario.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. Veneto, in materia di ristrutturazione edilizia e di permesso di costruire in deroga, ha ritenuto che un intervento di demolizione e ricostruzione con aumento volumetrico, ex art. 3 l.r. Veneto n. 14/2009 e ss.mm.ii. “esula dall’ambito della ristrutturazione edilizia, tenuto conto del fatto che è stata autorizzata l’integrale demolizione e ricostruzione con aumento volumetrico nella misura del 70% dell’esistente, in difformità rispetto alla “Pensione Mascotte” quanto ad area di sedime, sagoma, caratteristiche tipologiche ed architettoniche (su quanto osservato in proposito dai ricorrenti non è stata sviluppata alcuna specifica contestazione: si veda, sul punto, Tar Lombardia, Milano, II Sez. , 28 aprile 2020, nr. 841, in cui si osserva che “un intervento di demolizione e successiva ricostruzione può essere qualificato come di ristrutturazione edilizia solo laddove vi sia una certa continuità tra la nuova opera e quella precedente alla demolizione”)”.
Il Collegio ha poi stabilito che, che trattandosi di intervento di nuova costruzione, è illegittimo il permesso in deroga al vincolo di destinazione d'uso stabilito dal P.R.G., potendosi derogare alle destinazioni d'uso solo con riguardo agli interventi di ristrutturazione edilizia, ex art. 14 del d.P.R. n. 380/2001 (la controversia, giova ricordarlo, è relativa a provvedimenti del periodo 2017/2020, ovvero anteriori alle modifiche del decreto semplificazioni).
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Nella complessa vicenda del caso di specie, un Comune decideva di emanare un avviso pubblico per acquisire proposte di rilevante interesse pubblico, da porre ad oggetto di accordi urbanistici ai sensi dell’art. 6 l.r. Veneto 11/2004. La proposta di un cittadino, che intendeva costruire una casa di riposo privata, era ritenuta non accoglibile. Invece, il Comune approvava una variante al P.I. “assumendo definitivamente nella pianificazione comunale l’accordo pubblico/privato-integrazione” con altra società.
Il TAR Veneto ha ritenuto legittimo il complessivo operato dell’Ente Locale.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. Veneto ricorda che, pena l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse, sussiste l’onere di impugnare anche le varianti urbanistiche successive, nonostante abbiano un contenuto sostanzialmente confermativo dei precedenti Piani.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Milano si sofferma sull’esegesi dell’art. 21 octies della l. n. 241/1990, chiarendo la differente portata applicativa del primo e del secondo periodo della norma.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto evidenzia che la prospettiva assegnazione di un loculo cimiteriale in concessione non è che un interesse di mero fatto del privato, che pertanto non può concretamente assurgere a interesse legittimo da valutarsi nell’ambito di un procedimento di annullamento in autotutela della concessione illegittima (illegittima per avere erroneamente saltato i numeri progressivi dei loculi da assegnare, al fine di accontentare un privato, che voleva uno specifico loculo).
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il T.A.R. fissa alcuni principi giuridici che regolamentano l’attività dei commissari di gara.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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