Le Università di Padova e Verona hanno organizzato un convegno di studi in video conferenza su “Appalti pubblici: anticorruzione, semplificazione, innovazione”, venerdì 16 luglio 2021 (ore 9.00 – 13.00), con la partecipazione, tra gli altri, di Raffaele Cantone, già presidente dell'ANAC e ora procuratore della Repubblica di Perugia.
Il dott. Alberto Antico, che sentitamente ringraziamo, ha redatto un articolo, che volentieri pubblichiamo, sullo ius sepulcri, a partire da un recente parere del Consiglio di Stato, che ricostruisce l'istituto
Il TAR Catania ha affermato che, ai fini della qualifica di controinteressato rispetto al diritto all’accesso ai documenti, non basta che un soggetto sia, in qualche modo, nominato nel documento richiesto, bensì deve essere anche titolare di un diritto alla riservatezza dei dati racchiusi nello stesso documento.
In presenza di un controinteressato, anch’egli deve essere destinatario, ai sensi dell’art. 116, co. 1 c.p.a., della notifica del ricorso avverso il diniego o il silenzio sull’istanza di accesso agli atti.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Il TAR Catania ha ricordato che la nozione di controinteressato si compone di due elementi, entrambi necessari: il controinteressato è colui che è individuato testualmente nell’atto o che è facilmente individuabile in ragione delle indicazioni contenute nell’atto stesso (cd. elemento formale), il quale sia anche portatore di un interesse giuridicamente qualificato alla sua conservazione, di natura eguale e contraria a quella del ricorrente (cd. elemento sostanziale).
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Il TAR Catania ha offerto una pregevole ricostruzione della differenza tra la revoca del provvedimento amministrativo ex art. 21-quinquies l. 241/1990 e il suo annullamento d’ufficio ex art. 21-nonies l. cit.
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Il TAR ha ritenuto illegittimo l’ordine di demolizione gravato fondato sulla circostanza che le opere ritenute abusive sarebbero state eseguite successivamente alla scadenza del titolo (una D.I.A. presentata per la ristrutturazione e l'ampliamento di due fabbricati, in applicazione della L.R.14/09).
Tale provvedimento, tuttavia, non era stato preceduto da alcun atto con cui l’Amministrazione avesse dichiarato la perdita di efficacia del titolo per mancata ultimazione dei lavori nel termine di legge, siccome richiesto da un consolidato orientamento giurisprudenziale ai fini della legittima adozione dell’ordine di demolizione.
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Il TAR Catania ha offerto una pregevole ricostruzione dell’istituto in parola: in particolare, il giudice amministrativo non ha la possibilità di integrare in alcun modo la decisione del giudice civile di cui si chiede l’ottemperanza, essendo rigidamente vincolato al comando contenuto in sentenza e non potendo dar vita a quell’attività di precisazione e integrazione del giudicato che contraddistingue l’attività di esecuzione delle sentenze del giudice amministrativo, nell’ambito del cd. giudicato a formazione progressiva.
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Nel caso di specie, un privato presentava un progetto di Piano di Recupero in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ex art. 142, co. 1, lett. c d.lgs. 42/2004 ed a vincolo idraulico ex art. 96, co. 1, lett. f r.d. 523/1904, per la presenza di un fiume.
Il progetto era sottoposto per ben due volte all’esame della competente Soprintendenza, che però rimaneva sempre silente: prima in sede di verifica di assoggettabilità a VAS, poi nel corso del procedimento di rilascio del Permesso di Costruire per la realizzazione delle opere di urbanizzazione. Dopo questo secondo silenzio il Comune rilasciava l’autorizzazione paesaggistica.
Solo a seguito dell’istanza di PdC per la realizzazione dei due fabbricati di nuova costruzione e per la ristrutturazione dell’edificio esistente – come previsto dal Piano – la Soprintendenza esprimeva parere negativo, ritenendo incompatibili con i valori paesaggistici i lavori progettati.
Il TAR Veneto ha chiarito in che termini i precedenti silenzi della Soprintendenza vincolavano le successive valutazioni sui singoli interventi.
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Il T.A.R. si sofferma sulla differente tipologia dell’accesso agli atti cd. ambientale, ex d.lgs. n. 195/2005, da quello cd. ordinario, ex l. n. 241/1990. Nella medesima sentenza il Collegio chiarisce quando si è in presenza di un acceso agli atti inammissibile, perché operante un controllo generalizzato sull’attività della P.A.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. spiega il motivo per cui, pena l’inammissibilità del ricorso originario, vi è l’onere di impugnare anche gli strumenti urbanistici sopravvenuti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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