Disciplina del P.I. immediatamente lesiva: quali sono le conseguenze a livello processuale?

15 Feb 2022
15 Febbraio 2022

Nel caso di specie, il TAR Veneto ha affermato che la norma urbanistica che impone una particolare destinazione all’immobile del privato (con conseguenze a livello di interventi effettuabili sullo stesso), in quanto immediatamente lesiva, deve essere impugnata al momento di approvazione dello strumento urbanistico che la introduce.

Ne consegue che l’eventuale ricorso avverso il diniego di permesso di costruire fondato su tale norma – la quale venga impugnata per la prima volta in tale sede – è (per quel che riguarda la diposizione urbanistica) irricevibile poiché tardivo, e (per quel che riguarda il diniego in sé) inammissibile per carenza di interesse.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Ricognizione delle aree dei caselli autostradali, delle superstrade e delle stazioni ferroviarie

14 Feb 2022
14 Febbraio 2022

Pubblichiamo le osservazioni del Comune di Spinea sull'articolo 40 del PTRC del Veneto, ringraziando sentitamente l'arch. Fiorenza Dal Zotto per la cortesia.

In sostanza il Comune di Spinea propone che l'applicazione dell'articolo 40 del PTRC possa costituire l'occasione per intervenire significativamente sul procedimento di Vas in modo tale che questo procedimento venga avviato PRIMA e NON DOPO l'adozione dei provvedimenti di elaborazione di nuovi piani e programmi e/o la modifica degli stessi.

Spinea Osservazione Dal Zotto SuLineeGuidaArt40Ptrc4-2-2022

Rapporto tra vizi del diniego di sanatoria e vizi dell’ordinanza di demolizione adottata per relationem

14 Feb 2022
14 Febbraio 2022

Il TAR Veneto ricorda che un’ordinanza di demolizione che richiama totalmente per relationem il diniego di sanatoria, una volta che quest’ultimo viene dichiarato illegittimo, cade in via derivata (ma non in automatico, vale a dire che deve essere stata impugnata).

Post di Alessandra Piola – avvocato

Conseguenze processuali dell’acquisizione sanante

14 Feb 2022
14 Febbraio 2022

Il TAR Veneto evidenzia che la conseguenza dell’adozione di un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 è l’improcedibilità del ricorso presentato nei confronti della P.A. e volto alla restituzione dell’immobile, per sopravvenuta carenza di interesse. Le eventuali contestazioni, sia restitutorie sia risarcitorie, dovranno essere presentate in sede di eventuale impugnazione del provvedimento acquisitivo sanante.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Azione avverso il silenzio e diritti soggettivi

14 Feb 2022
14 Febbraio 2022

Il T.A.R. Veneto stabilisce che l’azione avverso il silenzio, ex artt. 31 e 117 c.p.a., può esperirsi solo in presenza di interessi legittimi e non di diritti soggettivi. Nella medesima sentenza il Collegio chiarisce quando il Giudice ha il potere di ordinare l’emanazione di un atto alla P.A., trattandosi di un’attività vincolata.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

Tutela dell’interesse dei privati in caso di PUA adottato

11 Feb 2022
11 Febbraio 2022

Il TAR Veneto evidenzia che la posizione dei privati a vedersi concedere la proroga di una disposizione urbanistica, in presenza di un PUA meramente adottato, non costituisce un affidamento qualificato, ma è comunque un interesse di fatto giuridicamente rilevante, legato alle spese e all’attività (anche amministrativa) che la predisposizione del PUA hanno comportato. Pertanto, nell’ipotesi di modifica della normativa, è necessario che l’Amministrazione valuti attentamente il contributo dei privati, per non cadere nel vizio di difetto di istruttoria.

Post di Alessandra Piola – avvocato

Prelievo di acque sotterranee

11 Feb 2022
11 Febbraio 2022

Il TAR Palermo ha affermato che la legge non distingue tra i soggetti privati che si impossessano di acque sotterranee; tuttavia, ai sensi dell’art. 95, co. 1 r.d. 1775/1933, viene distinto il prelievo per usi domestici, definito e delimitato dall’art. 93 r.d. cit., e il prelievo per usi diversi, il quale ultimo necessita dell’autorizzazione alla ricerca ed allo scavo e della concessione per l’utilizzo, secondo il piano di massima allegato alla domanda di autorizzazione.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Alcune questioni processuali

11 Feb 2022
11 Febbraio 2022

Il T.A.R. ricorda, da un lato, quando sussistono i presupposti per dichiarare la sopravvenuta carenza d’interesse al ricorso e, dall’altro lato, che la domanda risarcitoria presuppone comunque l’illegittimità dell’atto.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

Ricognizione delle aree dei caselli autostradali, delle superstrade e delle stazioni ferroviarie

10 Feb 2022
10 Febbraio 2022

L'art. 40 delle NTA del vigente PTRC del Veneto stabilisce al comma 4 che "La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente in materia urbanistica e i comuni territorialmente interessati, entro 18 mesi dall'entrata in vigore del presente piano, procede alla ricognizione delle aree di cui al comma 1, provvedendo alla loro classificazione con riferimento al grado di interesse pubblico ai fini della mobilità regionale e alla definizione delle strategie di intervento ai fini dell'applicazione del presente articolo; decorso tale termine non si applicano le disposizioni di cui al comma 3".

Poiché la DGR 62/2020, che ha approvato il PTRC 2020 è stata pubblicata sul BUR n. 107, del 17 luglio 2020, l'entrata in vigore del PTRC, ex art. 25, comma 8, della L.R. 11/2004 è avvenuta il 1° agosto 2020. Ne consegue che il termine di 18 mesi è scaduto il 1° febbraio 2022.

La Regione sta consultando i Comuni nel cui territorio ci sono caselli autostradali e/o stazioni ferroviarie, sottoponendo loro una bozza di linee guida che ti allego e che demandano alla Commissione VAS la valutazione della coerenza delle scelte contenute nei futuri piani urbanistici rispetto agli obiettivi generali e strategici elencati nelle stesse linee guida.

Art 40 PTRC 2020

Linee guida art. 40 PTRC

Cartografia aree art. 40 PTRC

Rimedi avverso l’atto di accertamento dell’inottemperanza all’ordinanza di demolizione

10 Feb 2022
10 Febbraio 2022

Il TAR Palermo ha affermato che tale atto non ha carattere provvedimentale, ma di mero accertamento in ordine al fatto dell’inottemperanza. Di conseguenza, il privato non può impugnarlo con un’azione di annullamento, bensì deve esperire l’azione di accertamento del mancato avveramento delle condizioni previste dalla legge per l’acquisizione dell’opera abusiva al patrimonio del Comune.

A seguire, il TAR ha dato continuità all’orientamento secondo cui, in presenza di un sequestro penale, il termine per l’ottemperanza non decorre fino a che tale misura cautelare non sia venuta meno ed il bene non sia ritornato nella disponibilità del privato.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

© Copyright - Italia ius | Diritto Amministrativo Italiano - mail: info@italiaius.it - Questo sito è gestito da Cosmo Giuridico Veneto s.a.s. di Marangon Ivonne, con sede in via Centro 80, fraz. Priabona 36030 Monte di Malo (VI) - P. IVA 03775960242 - PEC: cosmogiuridicoveneto@legalmail.it - la direzione scientifica è affidata all’avv. Dario Meneguzzo, con studio in Malo (VI), via Gorizia 18 - telefono: 0445 580558 - Provider: GoDaddy Operating Company, LLC