Il T.A.R. si sofferma sulla l.r. Veneto n. 21/2004 per chiarire quando si è in presenza di un ampliamento che impedisce la sanatoria edilizia.
Nella sentenza si chiarisce anche il concetto di volume tecnico.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. ricorda la normativa in materia di antenne radio, sottolineando che la giurisprudenza amministrativa ha scelto una linea di tutela di tali forme di telecomunicazioni.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il Consiglio di Stato ha affermato che, con riferimento ai documenti per i quali il diritto di richiedere copie, estratti, o certificati è riconosciuto da singole disposizioni del codice di procedura penale nelle diverse fasi del procedimento penale, l’accesso dev’essere esercitato secondo le modalità previste dal medesimo codice (cfr. artt. 114 ss. c.p.p.): l’eventuale diniego, perciò, non è impugnabile innanzi al Giudice amministrativo.
Alla luce dell’art. 116 c.p.p., ciò sembra valere anche per i procedimenti penali già definiti.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il Consiglio di Stato ha affermato che gli atti di indagine compiuti dal pubblico ministero o dalla polizia giudiziaria, o comunque su loro iniziativa, anche se redatti da una pubblica amministrazione, sono sottratti al diritto di accesso agli atti, per il combinato disposto del segreto d’indagine previsto dall’art. 329 c.p.p. e dell’esclusione dal diritto all’ostensione prevista dall’art. 24, co. 1, lett. a l. 241/1990.
Quindi l'accesso a questi atti è disciplinato dal codice di procedura penale.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Nel caso di specie, il TAR Veneto ha affermato che la norma urbanistica che impone una particolare destinazione all’immobile del privato (con conseguenze a livello di interventi effettuabili sullo stesso), in quanto immediatamente lesiva, deve essere impugnata al momento di approvazione dello strumento urbanistico che la introduce.
Ne consegue che l’eventuale ricorso avverso il diniego di permesso di costruire fondato su tale norma – la quale venga impugnata per la prima volta in tale sede – è (per quel che riguarda la diposizione urbanistica) irricevibile poiché tardivo, e (per quel che riguarda il diniego in sé) inammissibile per carenza di interesse.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Pubblichiamo le osservazioni del Comune di Spinea sull'articolo 40 del PTRC del Veneto, ringraziando sentitamente l'arch. Fiorenza Dal Zotto per la cortesia.
In sostanza il Comune di Spinea propone che l'applicazione dell'articolo 40 del PTRC possa costituire l'occasione per intervenire significativamente sul procedimento di Vas in modo tale che questo procedimento venga avviato PRIMA e NON DOPO l'adozione dei provvedimenti di elaborazione di nuovi piani e programmi e/o la modifica degli stessi.
Il TAR Veneto ricorda che un’ordinanza di demolizione che richiama totalmente per relationem il diniego di sanatoria, una volta che quest’ultimo viene dichiarato illegittimo, cade in via derivata (ma non in automatico, vale a dire che deve essere stata impugnata).
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto evidenzia che la conseguenza dell’adozione di un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 è l’improcedibilità del ricorso presentato nei confronti della P.A. e volto alla restituzione dell’immobile, per sopravvenuta carenza di interesse. Le eventuali contestazioni, sia restitutorie sia risarcitorie, dovranno essere presentate in sede di eventuale impugnazione del provvedimento acquisitivo sanante.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il T.A.R. Veneto stabilisce che l’azione avverso il silenzio, ex artt. 31 e 117 c.p.a., può esperirsi solo in presenza di interessi legittimi e non di diritti soggettivi. Nella medesima sentenza il Collegio chiarisce quando il Giudice ha il potere di ordinare l’emanazione di un atto alla P.A., trattandosi di un’attività vincolata.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto evidenzia che la posizione dei privati a vedersi concedere la proroga di una disposizione urbanistica, in presenza di un PUA meramente adottato, non costituisce un affidamento qualificato, ma è comunque un interesse di fatto giuridicamente rilevante, legato alle spese e all’attività (anche amministrativa) che la predisposizione del PUA hanno comportato. Pertanto, nell’ipotesi di modifica della normativa, è necessario che l’Amministrazione valuti attentamente il contributo dei privati, per non cadere nel vizio di difetto di istruttoria.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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