Il TAR Palermo ha affermato che, in caso di dubbio da parte della P.A. sul giudizio di affidabilità del soggetto, l’interesse pubblico alla sicurezza dei cittadini deve considerarsi prevalente rispetto al contrapposto interesse ludico-sportivo di cui è titolare colui che richiede la licenza di porto d’armi.
Ad esempio, è rilevante e sufficiente a emanare il provvedimento sfavorevole un’imputazione per minacce, anche se terminata con sentenza di non doversi procedere per remissione di querela.
Post di Alberto Antico – avvocato
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L’orientamento prevalente affermava che l’inefficacia del contratto concluso dal falsus procurator non si potesse rilevare d’ufficio, in quanto eccezione in senso stretto, che solamente il “falso rappresentato” poteva sollevare.
Tuttavia, la Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione con ordinanza interlocutoria 27 giugno 2014, n. 14688, ha rimesso gli atti alle Sezioni Unite, rilevando l’assenza di una giustificazione “logico giuridica” del supra citato orientamento.
Le Sezione Unite, pertanto, hanno in effetti cambiato l’orientamento precedente, considerando l’inefficacia del contratto concluso dal falsus procurator non eccezione in senso stretto, e che quindi, non ricade nelle preclusioni previste dagli artt. 167 e 345 c.p.c. , risultando, così, rilevabile d’ufficio.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
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Il TAR Veneto sottolinea che il termine previsto dalla legge statale sul III condono (31.03.2004) era previsto a pena di decadenza, pertanto una domanda presentata successivamente doveva necessariamente sottostare alla legge regionale (l. R.V. n. 21/2004). Non può valere, a contrario, il (solo) pagamento dell’oblazione in data antecedente al 31 marzo, quale presunta domanda implicita di condono.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Sardegna ha affermato che, se la prestazione in gara si presenta “coerente” con diversi contratti collettivi, è lasciata all’impresa concorrente la possibilità di individuare, tra questi, il contratto collettivo cui fare concretamente riferimento per la fissazione delle retribuzioni e la conseguente formulazione dell’offerta economica.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Palermo ha accolto un ricorso avverso il silenzio-inadempimento serbato dall’Amministrazione a fronte dell’istanza di VIA ai fini del rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale ex art. 27-bis del Codice dell’ambiente.
Tale norma indica quali siano le diverse fasi del procedimento, per il completamento di ciascuna delle quali è previsto un termine perentorio.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che, nel caso di provvedimento plurimotivato, è necessario contestare ogni singola submotivazione, altrimenti il ricorso è inammissibile.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Con il trasferimento dei beni dallo Stato agli enti territoriali cd. minori, si verifica la cd. sdemanializzazione in virtù della quale quei beni, in precedenza demaniali, vengono ora assoggettati alle regole di diritto privato.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
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Il Consiglio di Stato spiega che il vincolo generato da un elettrodotto si esplicita con due livelli di approfondimento: la Distanza di Prima Approssimazione (DPA) ed il calcolo esatto della fascia di rispetto.
Ai sensi del D.M. 29 maggio 2008, compete al gestore della rete (TERNA S.p.A.) provvedere al calcolo della fascia di rispetto; calcolo che, a sua volta, scaturisce da una apposita misurazione da effettuare mediante specifico strumento informatico e tenendo conto di molteplici fattori.
Non appare, pertanto, idoneo a confutare tale misurazione il calcolo effettuato dal perito di parte appellante che vi ha provveduto secondo una modalità diversa.
Post di Daniele Iselle
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Il TAR Veneto ricorda che, in caso di adozione di un provvedimento di II grado (annullamento in autotutela, revoca, decadenza), non è possibile prescindere dalla comunicazione di avvio del procedimento, poiché il nuovo provvedimento potrebbe incidere sulle posizioni giuridiche originatesi con l’atto di I grado. Vi è dunque necessità, da parte dell’Amministrazione, di acquisire tutte le informazioni possibili al fine di una migliore istruttoria e, quindi, di un migliore esercizio della discrezionalità amministrativa.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR premette che la qualificazione dell’intervento edilizio, ai fini del calcolo del contributo di costruzione deve essere effettuata in base alla normativa vigente al momento del rilascio del titolo.
Il Comune, ai fini della quantificazione della quota di contributo dovuto a titolo di oneri di urbanizzazione, deve considerare l’effettivo carico urbanistico derivante dall’intervento: ai fini dell'insorgenza dell'obbligo di corresponsione degli oneri concessori è rilevante il verificarsi di un maggior carico urbanistico quale effetto dell'intervento edilizio, se ne muti la realtà strutturale e la fruibilità urbanistica, con oneri conseguentemente riferiti all'oggettiva rivalutazione dell'immobile e funzionali a sopportare l'aggiuntivo carico socio-economico, che l'attività edilizia comporta, anche quando l'incremento dell'impatto sul territorio consegua solo a marginali lavori.
Dal contributo per gli oneri di urbanizzazione, peraltro, deve essere sottratto l'importo imputabile al carico urbanistico generato dall'edificio preesistente, anche se realizzato in un 'epoca nella quale gli oneri non si pagavano.
Al contrario, non così per il costo di costruzione che è correlato al maggior valore conseguito dall’edificio per effetto dell’intervento edilizio.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
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