E infatti, il privato non potrebbe esercitare l’azione surrogatoria ex art. 2900 c.c. relativamente all’esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. dell’obbligo di cedere le opere in quanto esso non agisce per la tutela di un proprio diritto di credito, ma solo per ottenere la completa urbanizzazione dell’area.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ricorda che l’impugnazione del titolo edilizio di un fabbricato, formalmente avente destinazione agricola ma ritenuto concretamente voltato alla residenza, deve essere impugnato nei termini di legge, e quindi in 60 giorni dalla conoscenza della sua lesività.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ha dichiarato l’improcedibilità del ricorso nell’ipotesi in cui le parti resistenti abbiano fatto presente al Collegio la sopravvenuta carenza d’interesse del ricorrente, e quest’ultimo abbia scelto di mandare direttamente in decisione la causa senza contestare nulla di quanto riferito dalle Pubbliche Amministrazioni: trattasi di argomento di prova ex art. 84, co. 4 c.p.a.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Nel caso di specie, il ricorrente sosteneva che il vincolo posto dal r.d. 30/1935 “Dichiarazione di interesse storico nazionale della zona di Monte Berico” sarebbe un vincolo culturale, poiché rientrante tra le disposizioni di rango legislativo fatte salve dall’art. 129 d.lgs. 42/2004.
Il TAR Veneto ha respinto questa tesi.
Il r.d. 30/1935 aveva un valore meramente devozionale e commemorativo degli eventi di cui è stato teatro, senza che da esso sia derivato l’assoggettamento dell’intera area ad una tutela assimilabile a quella dei beni culturali; peraltro, esso è stato espressamente abrogato dal d.P.R. 248/2010, in quanto disposizione avente rango regolamentare.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Nel caso di specie, il ricorrente sosteneva che il passaggio dal r.d. 30/1935 “Dichiarazione di interesse storico nazionale della zona di Monte Berico” al vincolo del 2021 sul Monte Berico e sulla Riviera Berica avrebbe comportato una diminuzione della tutela, che sarebbe stata culturale in vigenza del regio decreto e meramente paesaggistica dal 2021.
Il TAR Veneto ha offerto una pregevole disamina dei vincoli (mai culturali) succedutisi nelle aree in questione e sull’attuale regime di tutela (paesaggistica).
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ha affermato che spetta alla Soprintendenza e alla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Veneto adottare le prescrizioni d’uso del territorio ai sensi dell’art. 140, co. 2 d.lgs. 42/2004, aventi natura interpretativa del vincolo posto dal r.d. 30/1935 “Dichiarazione di interesse storico nazionale della zona di Monte Berico”.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto evidenzia che, nelle ipotesi di risarcimento del danno derivante dall’adozione di un’ordinanza sindacale ex art. 54 d.lgs. n. 267/2000 illegittima, vi è l’obbligo di notificare il relativo ricorso anche al Ministero competente, agendo il Sindaco quale ufficiale del Governo. Il Ministero potrebbe infatti essere chiamato a rispondere dei danni, e deve essergli concessa la possibilità di difendersi.
La notifica all’Amministrazione centrale, al contrario, non è necessaria nell’ipotesi di ricorso ex art. 29 c.p.a. per l’annullamento dell’ordinanza sindacale.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto ha offerto una pregevole ricostruzione delle norme in materia di distanze minime per le edificazioni dalle ferrovie, ai sensi del d.P.R. 753/1980.
Ove un immobile ricada in fascia di rispetto, l’eventuale rilascio di un condono presuppone il parere favorevole dell’Autorità preposta a tutela del vincolo.
Post di Alberto Antico – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Veneto si è focalizzato sul concetto di allevamento intensivo e sulle conseguenze di tale classificazione a livello urbanistico.
In primo luogo, la qualifica di allevamento intensivo (nel caso di specie, si trattava di galline ovaiole) ai fini delle distanze minime è oggetto di una valutazione tecnico-discrezionale, fondata sull’affollamento dei capi di pollame e sulla loro movimentazione, che il Giudice non ha ritenuto manifestamente illogica se basata sui dati forniti alla Banca Dati Nazionale dell’anagrafe avicola: lo scopo della normativa è evitare la diffusione dell’influenza aviaria tra i capi, la quale è favorita dalla vicinanza tra gli allevamenti, specie se di tipo intensivo.
Ciò posto, per il calcolo delle distanze minime di un nuovo allevamento la disciplina regionale (d.G.R.V. n. 3178/2004) così prevede:
dapprima, necessariamente, si verifica se le stesse siano rispettate (500 m);
se così non fosse, è possibile derogare, in via eccezionale, alle distanze medesime se si verifica che la densità territoriale simulata non inficia la compatibilità ambientale e sanitaria.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. ricorda che il Comune, prima di rilasciare un titolo edilizio, deve verificare i presupposti giuridici che sorreggono tale richiesta, senza compiere complesse indagini civilistiche e/o sostituirsi all’Autorità Giudiziaria.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.AccettoRead More
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
Commenti recenti