Il TAR Veneto ha offerto un’applicazione dell’art. 30, co. 3 e 4 c.p.a., volti a fissare il termine entro cui deve essere promossa l’azione risarcitoria rispettivamente del danno da provvedimento e del danno da ritardo.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha offerto una pregevole ricostruzione di tale domanda giudiziale, a partire dall’art. 34, co. 3 c.p.a.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che, qualora sia accertata l’inammissibilità e irricevibilità del ricorso, il ricorrente non può avanzare la domanda di accertamento dell’illegittimità degli atti impugnati a fini risarcitori ex art. 34, co. 3 c.p.a., norma che si riferisce all’ipotesi in cui il difetto di interesse emerge “nel corso del giudizio” (da intendersi, a questo punto, ritualmente instaurato).
Post di Alberto Antico – avvocato
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Continua il “braccio di forza” tra Consiglio di Stato e Cassazione civile sulla giurisdizione in materia di risarcimento del danno derivante da lesione dell’affidamento qualificato da parte del privato.
I Giudici Amministrativi, infatti, nonostante l’orientamento delle SS.UU. della Corte di Cassazione a favore del giudice ordinario, continuano a sostenere la loro giurisdizione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Con la l. 13 dicembre 2024, n. 191 (pubblicata in G.U., Serie Generale n. 294 del 16.12.2024), entrata in vigore il 17.12.2024, è stato convertito in legge, con modificazioni, il d.l. 17 ottobre 2024, n. 153, recante disposizioni urgenti per la tutela ambientale del Paese, la razionalizzazione dei procedimenti di valutazione e autorizzazione ambientale, la promozione dell’economia circolare, l’attuazione di interventi in materia di bonifiche di siti contaminati e dissesto idrogeologico.
Nel caso di specie, nel 2010 una ditta presentava una DIA al Comune per l’installazione di un impianto fotovoltaico.
L’Ente locale avviava l’istruttoria e la Regione domandava il deposito della fideiussione richiesta.
Alla fine, però, emergeva che la ditta avrebbe dovuto richiedere l’autorizzazione unica regionale ex art. 12 d.lgs. 387/2003.
Il TAR Veneto non ha riconosciuto alcun risarcimento al privato, affermando che, perché possa ricevere tutela, l’affidamento del privato deve essersi legittimamente formato, ossia non deve essere imputabile alla colpa del soggetto che la invoca. Nel caso in commento, il TAR non ha ravvisato tale presupposto, anche tenuto conto della circostanza che l’installazione dell’impianto è funzionale all’esercizio di un’attività d’impresa, per la quale è ordinariamente richiesta una diligenza professionale più elevata di quella chiesta al quisque de populo, essendo la disciplina piuttosto chiara nel definire le competenze e le procedure applicabili.
Su quest’ultimo punto, si potrebbe opinare.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha annullato un diniego di proroga di un PUA, per difetto di motivazione.
In linea generale, le scelte di pianificazione non richiedono una motivazione puntuale, che ponga in comparazione gli interessi pubblici perseguiti dall’Ente pianificatore con quelli confliggenti dei privati, trovando giustificazione nei criteri generali di impostazione dello strumento urbanistico.
Però, il suddetto principio incontra il limite della necessità di un adeguato apparato motivazionale, allorquando le pregresse destinazioni più favorevoli abbiano ingenerato un affidamento qualificato nella loro conservazione, ravvisabile, in particolare, nell’emanazione di PUA e nella stipula di convenzioni di lottizzazione o accordi di diritto privato tra Comune e proprietari.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che l’intervento di installazione di una recinzione ad un fondo (senza muretto) può realizzarsi previa presentazione di SCIA (anche in presenza, come nel caso di specie, di un cordolo in cemento completamente interrato), trattandosi di interventi intesi allo ius excludendi alios, che costituisce una facoltà tipica del diritto di proprietà ed è attribuita al titolare del diritto dominicale direttamente dalla legge (cfr. art. 841 c.c.) e di regola non è comprimibile da un atto amministrativo.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Daniele Iselle, che sentitamente ringraziamo per la segnalazione, ha lanciato una petizione su Change.org che auspica la modifica della recente riforma del Codice della strada che, nell’equiparare coloro che guidano dopo aver assunto sostanze stupefacenti a chi ha bisogno di medicinali per gestire le proprie condizioni, sfavorisce pesantemente le persone malate o diversamente abili.
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