Esiste la possibilità anche per i Comuni di acquisire la proprietà di un immobile, utilizzando uno strumento di natura privatistica, più veloce dell’espropriazione per pubblica utilità, come la partecipazione a una asta giudiziaria.
Post di Vasco Egidio Meneguzzo – avvocato
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Il T.A.R. Milano conferma che l’approvazione della variante di cui all’art. 208, c. 6 del D. Lgs. n. 152/2006 relativa alla creazione di un nuovo impianto di stoccaggio dei rifiuti determina l’automatica variante allo strumento urbanistico.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Salerno ragionevolmente spiega che, se viene accertato che un edificio è instabile dal punto di vista statico, il sindaco non deve necessariamente ordinarne la demolizione, se sono sufficienti rimedi meno drastici.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il T.A.R. Veneto, in un’interessante sentenza chiarisce che le domande risarcitorie relative a fatti posti in essere prima dell’entrata in vigore del Codice del Processo Amministrativo non sono soggette al termine decadenziale di cui all’art. 30 c.p.a..
Al contrario, a queste si applicano sia la regola dell’autonomia di tale azione rispetto a quella di annullamento sia la regola del concorso colposo del danneggiato, ambedue previste dal medesimo art. 30 c.p.a.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Veneto, dopo aver chiarito che la lex specialis, in caso di ambiguità del testo, deve essere interpretata in modo da garantirne la legittimità, si sofferma sulla differenza sussistente tra il giudizio di anomalia dell’offerta e il meccanismo di riparametrazione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. si occupa di chiarire i concetti di partenariato pubblico-privato, progetto di finanza e concessione di servizi.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. afferma che il parere paesaggistico-ambientale di cui all’art. 32 della L. n. 47/1985 è equiparato all’autorizzazione paesaggistica di cui all’art. 146 del D. Lgs. n. 42/2004.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Potenza ribadisce che le disposizioni di cui agli artt. 7 e ss. L. 7 agosto 1990 n. 241 non sono applicabili nel caso abusi edilizi, perchè i provvedimenti repressivi non sono discrezionali, ma vincolati.
Quindi nel caso degli abusi edilizi non servirebbe mandare l'avviso di avvio del procedimento: non si capisce bene però il nesso logico tra la vincolatività di un provvedimento e la non necessità di inviare l'avviso di avvio del procedimento.
A mio giudizio l'affermazione non risulta, infatti, soddisfacente dal punto di vista pratico: i provvedimenti vincolati sono tali quando siano stati accertati con sicurezza i presupposti per la loro emanazione. Una cosa è il dovere di emanare un provvedimento, quando il responsabile del procedimento sia sicuro dei fatti che ne stanno alla base, un'altra cosa è accertare i fatti presupposti. E chi lo ha detto che nel caso dei provvedimenti vincolati sia automatico rilevarne i presupposti e non ci sia necessità di confrontarsi con l'interessato per verificare se davvero le cose stiano come magari a prima vista potrebbe erroneamente sembrare al comune?
L'avviso di avvio del procedimento non servirebbe certo per dissertare sulla opportunità di emanare, per esempio, una ordinanza di demolizione, quando sia stato accertato un abuso edilizio, ma servirebbe, invece, per verificare se l'opera sia abusiva (in toto o per difformità), cosa che non sempre è evidente e scontata.
Tra l'altro, ricevuto l'avviso di avvio del procedimento, l'interessato potrebbe affrettarsi a presentare una domanda di sanatoria, se ce ne fossero i presupposti, oppure potrebbe chiedere la sanzione sostitutiva della demolizione, ai sensi dell'articolo 34 del D.P:R. 380/2001, senza l'emanazione dell'ordinanza di demolizione (ricordiamo, infatti, che una volta che venga emessa una ordinanza di demolizione, è molto difficile che l'interessato che intenda chiedere l'applicazione dell'articolo 34 si fidi ad aspettare la decisione del comune sul punto, senza impugnare in via precauzionale l'ordinanza di demolizione).
A me sembra che il buon senso pratico induca a dire che sarebbe più semplice per tutti inviare un avviso di avvio del procedimento, prima di emanare un'ordinanza di demolizione: in questo modo si eviterebbero (anche per il comune) i costi di contenziosi, spesso proposti solo per scrupolo defensionale e timore di inghippi burocratici, per esempio nel caso in cui l'interessato possa dimostrare che non sussistono i presupposti dell'abusività o nel caso in cui venga presentata una domanda di sanatoria (ciò poi indurrebbe il tribunale a dichiarare la improcedibilità del ricorso contro l'ordinanza di demolizione) o di applicazione della sanzione sostituiva.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il T.A.R. Veneto chiarisce che gli oneri da rischio specifico non possono essere sussunti nella categoria delle spese generali.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Segnaliamo sulla questione una sentenza del TAR Potenza.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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