Il T.A.R. ricorda che, se da un lato, le scelte urbanistiche sono dotate di ampia discrezionalità amministrativa e non richiedono puntuale motivazione, dall’altro lato, esse necessitano di un onere motivazionale più in inciso laddove vi è un c.d. affidamento qualificato del privato.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
La Cassazione ha chiarito che, ai sensi dell’art. 65 del T.U. edilizia, in zona sismica occorre sempre denunciare al competente ufficio la pratica edilizia anche se non si realizzano opere in cemento armato; l’unica eccezione concerne le opere di manutenzione ordinaria.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. Brescia aderisce alla giurisprudenza maggioritaria secondo cui la decadenza del titolo edilizio non si produce ex se, ma necessità di una pronuncia dichiarativa dell’ente.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Catania offre una ricognizione dei termini vigenti per i procedimenti di VIA e AIA, ai sensi del Codice dell’ambiente (d.lgs. 152/2006), chiarendo la loro natura perentoria.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il TAR Catania ha chiarito che il Codice dell’ambiente (d.lgs. 152/2006) prevede due distinte fattispecie di inquinamento da rifiuti: 1) “l’evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito”, regolato dagli artt. 242 ss.; 2) “l'abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo”, regolato dall’art. 192.
Il TAR ha proseguito, affermando che la bonifica dei suoli ex art. 192 cod. amb. spetta al responsabile dell'abbandono o del deposito dei rifiuti; ovvero, in via solidale, al proprietario o a chi abbia a qualunque titolo la disponibilità dell’area, purché siano in situazione di dolo o colpa rispetto all’illecito amministrativo.
Non è quindi configurabile una responsabilità oggettiva dell’attuale proprietario o detentore del fondo inquinato, né del curatore fallimentare.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. Napoli afferma che il condomino che vuole trasformare una veranda in un balcone deve munirsi del PdC per poter fare questo intervento edilizio, essendo qualificabile come “nuova costruzione” e non come opera pertinenziale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Il T.A.R. ricorda che la destinazione urbanistica “verde pubblico” comporta un vincolo conformativo e non sostanzialmente espropriativo se gli interventi sono realizzabili anche da parte dei privati.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Segnaliamo che sul giornale Il Dubbio di martedì 18 settembre 2018 è stato pubblicato un articolo dell'avv. Stefano Bigolaro, dal titolo: "Ecco perchè l'equo compenso impone anche alla P.A. il rispetto dei parametri".
L'articolo cita le disposizioni di legge che impongono alla P.A. di rispettare il principio dell'equo compenso nei rapporti con gli avvocati (ma anche con gli altri professionisti) e sostiene che questo risultato si ottiene applicando i parametri del decreto 55/2014
Segnaliamo che è stata pubblicata sul B.U.R. del Veneto la Deliberazione della Giunta regionale n. 1300 del 10 settembre 2018, contenente Disposizioni attuative per le procedure di autorizzazione dei miglioramenti fondiari, con asporto e utilizzazione del materiale di risulta industrialmente utilizzabile, inferiore a 5.000 metri cubi per ettaro. Art. 3, comma 2, della Legge regionale 16 marzo 2018, n. 13"Norme per la disciplina dell'attività di cava".
Il provvedimentocontiene le linee guida generali per la procedura di autorizzazione dei miglioramenti fondiari con asporto e utilizzazione del materiale di risulta industrialmente utilizzabile, inferiore a 5.000 metri cubi per ettaro, nonché le modalità operative per la presentazione delle relative domande definendo, altresì, le fasi dell’iter istruttorio di competenza degli Sportelli Unici Agricoli di AVEPA e della Direzione Agroambiente Caccia e Pesca.
Il TAR Catania enuclea una pluralità di motivi, per i quali un fallimento, nella persona del curatore fallimentare, non può diventare soggetto obbligato alla bonifica dei suoli inquinati dai rifiuti (anche di amianto):
Il curatore non ha obbligo alcuno di garantire la tutela sanitaria degli immobili affidatigli;
Il principio “chi inquina paga” vieta di porre l’obbligo di bonifica in capo al curatore e, con ciò, scaricarne i costi sui creditori incolpevoli;
Il fallimento attua lo spossessamento, non l’ablazione, delle proprietà della società fallita, la quale peraltro mantiene la propria soggettività giuridica;
Il fallimento non attua un fenomeno di successione o subentro nelle situazioni giuridiche soggettive ai sensi del d.lgs. 231/2001, perciò non può divenire legittimato passivo dell’ordinanza sindacale di bonifica;
Il munus pubblico del curatore fallimentare consiste nella gestione dei beni del fallito, ai fini della liquidazione del suo patrimonio e della soddisfazione dei creditori, non anche nella rimozione degli illeciti amministrativi commessi dal fallito stesso;
Il curatore fallimentare non può essere considerato ‘detentore dei rifiuti’, ai sensi della normativa europea.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Questo contenuto è accessibile solo agli abbonati. Se sei abbonato, procedi con il login. Se vuoi abbonarti, clicca su "Come registrarsi" sulla colonna azzurra a destra
Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.AccettoRead More
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
Commenti recenti