Il TAR Veneto precisa che i “rappresentanti legali” il cui decesso può incidere – come interruzione ex art. 299 e 300 c.p.c. – su un processo sono solamente coloro che stanno in giudizio in luogo di incapaci, e non invece i rappresentanti legali delle società, che agiscono di fatto come mandatari dell’ente e il cui avvicendarsi non incide sullo svolgimento del processo.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ribadisce che l’ipotesi di esenzione dal pagamento degli oneri di cui all’art. 17, co. 3, lett. a) T.U. Edilizia è applicabile solo se sussistono contemporaneamente i due requisiti indicati dalla norma, ossia quello soggettivo della qualità di imprenditore agricolo del soggetto richiedente e quello oggettivo dell’esistenza di un nesso di preordinazione funzionale tra le opere e la conduzione del fondo. Entrambi tali requisiti devono essere dimostrati dal privato.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto sottolinea che il Comune ha sempre l’onere di verificare la legittimazione di chi richiede la proroga di un permesso di costruire, accertando che abbia la disponibilità del bene (sia essa fondata sul diritto di proprietà o su altra fonte, qual è la comproprietà).
Nel caso di comproprietà, le varie istanze (inclusa quella di proroga) dovrebbero provenire congiuntamente da tutti i soggetti vantanti un diritto di proprietà sull’immobile, potendosi ritenere legittimato il singolo comproprietario solo ed esclusivamente nell’ipotesi in cui la situazione di fatto esistente sul bene consenta di supporre l’esistenza di una sorta di cd. pactum fiduciae intercorrente tra i vari comproprietari.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Con la deliberazione n. 136/2025, la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti del Veneto chiarisce i margini operativi in materia di personale per i costituendi ATS (Ambiti Territoriali Sociali).
Pubblichiamo in merito una nota del dott. Riccardo Renzi
Il TAR Milano ha affermato che, a fronte della non integrale esibizione da parte della P.A. di atti ritenuti rilevanti per il giudizio o con lo stesso connessi, è onere della parte attivarsi tramite l’esercizio del diritto di accesso e delle azioni poste a garanzia dello stesso (art. 116 c.p.a.), non potendo, in caso contrario, la parte chiedere al Giudice di sopperire alle proprie lacune probatorie, assumendo in tal caso l’istanza istruttoria un carattere del tutto esplorativo e soprattutto ponendosi in violazione dei principi discendenti dal codice del processo amministrativo in materia di onere della prova e di perimetrazione del thema decidendum, che sono nella esclusiva titolarità della parte che agisce in giudizio.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Segnaliamo sul punto un interessante contributo di Daniele Iselle, che sentitamente ringraziamo.
Il confronto tra la giurisprudenza in materia del Consiglio di Stato e della Corte di cassazione è disponibile al seguente link: https://diselle.altervista.org/barriere-fonoassorbenti-e-distanze-anche-in-questa-materia-orientamenti-diversi-tra-consiglio-di-stato-e-corte-di-cassazione/.
Pubblichiamo una nota dell'avv. Paola Immerini, che sentitamente ringraziamo, ove si analizza il provvedimento sanzionatorio adottato dal Garante della privacy nei confronti della Regione Lombardia, a proposito della conservazione per 90 giorni dei metadati relativi alle email (mittente, destinatario, oggetto, data e ora) dei propri dipendenti.
La Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti locali, nella seduta del 30.07.2025, ha approvato l'accordo, ai sensi dell'art. 9, co. 2, lett. c d.lgs. 281/1997, sulle modifiche alla modulistica edilizia concernenti la segnalazione certificata per l'agibilità.
Il testo dell'accordo è disponibile al seguente link: https://www.statoregioni.it/it/conferenza-unificata/sedute-2025/seduta-del-30-luglio-2025/atti-del-30-luglio-2025/repertorio-atto-n-92cu/.
Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che la valutazione dell’abuso edilizio presuppone una visione complessiva e non atomistica delle opere realizzate e non si può scomporne una parte per affermarne la sanabilità, in quanto il pregiudizio arrecato al regolare assetto del territorio deriva non dal singolo intervento a sé stante, bensì dall’insieme delle opere nel loro contestuale impatto edilizio e nelle reciproche interazioni, per cui l’opera edilizia abusiva deve essere identificata con l’intero complesso immobiliare.
In caso di accertato abuso edilizio, è esclusa la possibilità di una sanatoria parziale, sul presupposto che il concetto di costruzione deve essere inteso in senso unitario e non in relazione a singole parti autonomamente considerate.
L’indicazione, nel provvedimento di diniego, della presenza di abusi che escludono la conformità dell’opera, anche se in parte relativi a porzioni di fabbricato non comprese nella relativa istanza e persino a fronte della riconosciuta astratta sanabilità di – soltanto – alcuni abusi, costituisce comunque motivazione sufficiente della reiezione della richiesta di conformità, senza che sussista un obbligo per il Comune di motivare analiticamente in ordine ad ogni singolo abuso.
Anche la Corte di cassazione penale ha chiarito che, in tema di reati urbanistici, non è ammissibile il rilascio di una concessione in sanatoria parziale, dovendo l’atto abilitativo postumo contemplare tutti gli interventi eseguiti nella loro integrità.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che l’art. 37, co. 4 d.P.R. 380/2001 – nel testo antecedente alla cd. riforma Salva casa – fa riferimento a quei lavori edilizi che possono essere sanati ex post solo se assentibili tramite SCIA “leggera” ai sensi del precedente art. 22.
Post di Alberto Antico – avvocato
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