Author Archive for: SanVittore

Ipotesi di immissione nel possesso nell’esproprio ed occupazione abusiva

26 Giu 2019
26 Giugno 2019

Recentemente, il TAR Veneto ha ribadito quali siano i titoli che permettono, nell’ambito di un esproprio, di essere immessi nel possesso delle aree, e quali invece siano i casi in cui è configurabile un’occupazione abusiva.

Le uniche ipotesi di immissione nel possesso previste dal d.P.R. n. 327/2001 sono l’art. 22-bis (che richiede una particolare urgenza dei lavori, un intervento ex l. n. 443/2001, ovvero un numero di destinatari superiore a 50), e l’art. 49, ossia l’occupazione temporanea di aree non assoggettate all’espropriazione.

Non costituisce terza ipotesi di occupazione l’art. 21, co. 5 della l. R.V. n. 11/2004, che fa invece espresso riferimento all’art. 49 del T.U. Espropri.

Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza

La Corte di Giustizia UE sull’art. 80 comma 5 lettera c) del Codice dei contratti pubblici

25 Giu 2019
25 Giugno 2019

L'avvocato Marta Bassanese, che sentitamente ringraziamo, ci invia una nota sulla sentenza della Corte di Giustizia UE 19 giugno 2019, che volentieri pubblichiamo.

Il TAR Campania, con una ordinanza del 22 novembre 2017 ha sottoposto alla Corte di Giustizia UE la seguente questione pregiudiziale: «Se i principi comunitari di tutela del legittimo affidamento e di certezza del diritto, di cui al [Trattato FUE], ed i principi che ne derivano, come la parità di trattamento, la non discriminazione, la proporzionalità e la effettività, di cui alla direttiva [2014/24], nonché la disposizione di cui all’art. 57 comma 4 lettere c) e g) di detta Direttiva, ostino all’applicazione di una normativa nazionale, quale quella italiana derivante dall’art. 80 comma 5 lettera c) del [Codice dei contratti pubblici], secondo la quale la contestazione in giudizio di significative carenze evidenziate nell’esecuzione di un pregresso appalto, che hanno condotto alla risoluzione anticipata di un precedente contratto di appalto, preclude ogni valutazione alla stazione appaltante circa l’affidabilità del concorrente, sino alla definitiva statuizione del giudizio civile, e senza che la ditta abbia dimostrato la adozione delle misure di self cleaning volte a porre rimedio alle violazioni e ad evitare la loro reiterazione».

La Corte ha emanato la sentenza 19 giugno 2019, nella quale ha deciso quanto segue: "L’articolo 57, paragrafo 4, lettere c) e g), della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, deve essere interpretato nel senso che osta a una normativa nazionale in forza della quale la contestazione in giudizio della decisione di risolvere un contratto di appalto pubblico, assunta da un’amministrazione aggiudicatrice per via di significative carenze verificatesi nella sua esecuzione, impedisce all’amministrazione aggiudicatrice che indice una nuova gara d’appalto di effettuare una qualsiasi valutazione, nella fase della selezione degli offerenti, sull’affidabilità dell’operatore cui la suddetta risoluzione si riferisce".

commento corte giustizia _19_6_2019

corte giustizia

 

Legge 19 giugno 2019, n. 56 “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”

25 Giu 2019
25 Giugno 2019

Sulla G.U. n. 145 del 22 giugno 2019 è stata pubblicata la legge statale 19 giugno 2019, n. 56, recante: "Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo"

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2019/06/22/145/sg/pdf

Post di Daniele Iselle - funzionario comunale

Legge regionale veneta sulla ricettività turistica

25 Giu 2019
25 Giugno 2019

La legge regionale veneta n. 23 del 19 giugno 2019, recante: "Disposizioni in materia di ricettività turistica", disciplina le locazioni turistiche, vale a dire gli alloggi dati in locazione esclusivamente per finalità turistiche, senza prestazione di servizi.

legge regione Veneto 23 del 2019

Post di Daniele Iselle - funzionario comunale

L’abbattimento delle barriere architettoniche: seminario a Spinea 10 luglio 2019

25 Giu 2019
25 Giugno 2019

Il Comune di Spinea, rilevato che  alcune norme sull'abbattimento delle barriere architettoniche  non vengono applicate/verificate  correttamente, con possibili effetti su agibilità, dichiarazioni asseverate, contenzioso e altro, ha organizzato una giornata di studio su questo argomento.

Programma_Spinea_10 luglio 2019

Prescrizione di sanzioni amministrative e interessi per ritardato versamento degli oneri urbanistici

24 Giu 2019
24 Giugno 2019

Il TAR Palermo ha affermato che, qualora il privato ritardi nel versamento degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione, le sanzioni amministrative e gli interessi che ne derivano si prescrivono entrambi in cinque anni, rispettivamente ai sensi della l. 689/1981 e dell’art. 2948 c.c.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Principi utili sull’ordinanza di demolizione

24 Giu 2019
24 Giugno 2019

In materia, il TAR Palermo ha ribadito che:

- La motivazione dell’ordinanza di demolizione può limitarsi a descrivere le difformità tra titolo abilitativo e opere realizzate;

- Grava sul privato l’onere della prova in ordine all’epoca di realizzazione dell’abuso edilizio;

- Ai fini della prova del tempo in cui l’abuso è stato realizzato, non è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Nozione di volume tecnico

24 Giu 2019
24 Giugno 2019

Nel caso di specie, il privato domandava la sanatoria per doppia conformità, asserendo di aver realizzato un mero vano tecnico: in realtà, si trattava di un intero piano sottotetto.

Perciò il TAR Veneto, dopo aver spiegato quando può aversi un volume tecnico, ha negato che l’intervento realizzato fosse una manutenzione, restauro, o risanamento conservativo e lo ha riqualificato come intervento di ristrutturazione.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Metodi (più o meno efficaci) per rimediare ad un abuso edilizio

24 Giu 2019
24 Giugno 2019

Nel caso di specie il privato, dopo aver realizzato una volumetria abusiva consistente in un piano sottotetto, ne chiudeva la botola di accesso, per poter sostenere che lo spazio è inaccessibile e non è da computarsi nella superficie dello stabile.

Il TAR Veneto ha censurato questa tesi: innanzi tutto, se la volumetria è realizzata abusivamente, ogni altro lavoro su di essa non potrà che essere a sua volta abusivo.

Non bastasse, su tale volumetria il privato aveva chiesto e ottenuto la cd. fiscalizzazione dell’abuso ex art. 34, co. 2 d.P.R. 380/2001, ma non l’aveva ancora pagata: ciò ha impedito che essa sprigionasse il suo effetto di “correzione” dell’abuso.

Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza

Sui limiti dell’azione generale di accertamento

22 Giu 2019
22 Giugno 2019

Il T.A.R. ricorda quando si può proporre un’azione di accertamento davanti al G.A.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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