Il T.A.R. Brescia afferma che se la disciplina urbanistica impugnata con il ricorso è interamente sostituita da uno strumento urbanistico successivo, non impugnato con motivi aggiunti, vi è carenza d’interesse al ricorso, dato che l’accoglimento di quest’ultimo non potrebbe portare più alcuna utilità al ricorrente.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. ricorda alcuni principi che regolano il cd. affidamento in house providing (cd. affidamento diretto, confermano che le relative controversie sono attratte dalla Giurisdizione Amministrativa.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Piemonte, di recente, si è occupato dei rapporti tra avvalimento e soccorso istruttorio, e in particolare del caso in cui l’operatore economico che aveva dichiarato di volersi avvalere di un’impresa ausiliaria aveva presentato, quale documentazione di gara, un contratto di avvalimento sottoscritto solamente dall’altra.
Il Giudice ha dichiarato che non può essere escluso il soggetto che richiede l’avvalimento e che presenti un contratto così sottoscritto, qualora abbia contestualmente provato la propria volontà di usufruire dell’avvalimento e quella dell’impresa ausiliaria di associarsi. Inoltre, ha rimarcato il fatto che la giurisprudenza civile considera piena prova il contratto sottoscritto da una sola parte e prodotto in giudizio dall’altra, e tale principio può essere esteso anche all’ipotesi de qua.
Il principio di autoresponsabilità, infatti, non può espandersi fino a impedire qualsiasi tipo di emenda di qualunque tipo di errore, ed incontra dunque il limite del favor partecipationis.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Recentemente il TAR Piemonte ha sottolineato quale sia la linea di demarcazione nelle controversie in merito all’erogazione, da parte dello Stato, di finanziamenti pubblici.
Ha ricordato che lo spartiacque è l’ottenimento del finanziamento: pertanto, tutte le controversie che riguardano la fase di erogazione e l’adempimento delle condizioni stabilite dalla P.A., ovvero lo sviamento dei fondi, sono assegnate al giudice ordinario; mentre quelle aventi ad oggetto la presenza dei requisiti e l’eventuale annullamento d’ufficio o revoca (dopo l’erogazione del finanziamento) per motivi diversi dall’inadempimento del privato ricadono nella giurisdizione del giudice amministrativo.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il T.A.R. Veneto spiega perché le norme sulle commissioni giudicatrice contenute nell’art. 77 del d. lgs. n. 50/2016 si applicano anche ai settori speciali, acqua in questo caso, nonostante l’ultimo comma dell’articolo disponga che: “il presente articolo non si applica alle procedure di aggiudicazione di contratti di appalto o concessioni effettuate dagli enti aggiudicatori che non siano amministrazioni aggiudicatrici quando svolgono una delle attività previste dagli articoli da 115 a 121”.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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In una propria recente sentenza, il TAR Piemonte ha ricordato che, nel caso di ricorso in materia di contratti pubblici in cui una delle parti risieda all’estero, non si applicano i termini processuali aumentati, ma quelli “normali” (e speciali) di cui agli artt. 119 e 120 c.p.a., sia per la notifica sia per il deposito del ricorso.
Questo in quanto la ratio della disciplina speciale dei termini di impugnazione è improntata ad esigenze di celerità del giudizio, e quindi non può subire rallentamenti o ritardi, anche se derivanti dalla sede all’estero di una delle parti.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Recentemente il TAR Piemonte ha affermato che il termine per il deposito di un ricorso deve essere ricollegato alla data di perfezionamento della notifica solo per le parti necessarie del processo, e non anche per le parti non necessarie, quale può essere l’impresa ausiliaria estera (totalmente dipendente dall’impresa ausiliata), le quali potrebbero anche non essere chiamate in causa nella controversia.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il T.A.R. ricorda la natura giuridica del certificato di destinazione urbanistica
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Brescia fornisce un’interpretazione dell’art. 97, c. 2, lett. d) del d. lgs. n. 50/2016 secondo cui: “Quando il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso e il numero delle offerte ammesse è pari o superiore a 15, la congruità delle offerte è valutata sulle offerte che presentano un ribasso pari o superiore ad una soglia di anomalia determinata; al fine di non rendere predeterminabili dagli offerenti i parametri di riferimento per il calcolo della soglia di anomalia, il RUP o la commissione giudicatrice procedono come segue: … d) la soglia calcolata alla lettera c) viene decrementata di un valore percentuale pari al prodotto delle prime due cifre dopo la virgola della somma dei ribassi di cui alla lettera a) applicato allo scarto medio aritmetico di cui alla lettera b)”.
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Il TAR Piemonte, di recente, si è espresso in merito alla disciplina in materia di procedimenti ad evidenza pubblica, e in particolare sul termine triennale dell’illecito professionale.
Il Giudice Amministrativo ha dapprima sottolineato l’esistenza di due contrastanti orientamenti in merito: l’uno che ritiene che la P.A. non sia soggetta a limitazioni temporali nel suo potere discrezionale di valutare l’affidabilità degli operatori economici; l’altro, di ispirazione comunitaria, che imporrebbe di non considerare, ai fini della gara, l’illecito avvenuto più di tre anni prima della pubblicazione del bando.
Quindi, ha statuito che, anche a prendere come punto di riferimento l’orientamento comunitario, il termine da cui far partire il calcolo dei tre anni al fine dell’irrilevanza dell’illecito professionale in una procedura ad evidenza pubblica è quello dell’accertamento definitivo dell’illecito medesimo.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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