Sull’individuazione del responsabile in materia di inquinamento
Il T.A.R. Veneto delinea i criteri che le Amministrazioni devono utilizzare per individuare il responsabile di un inquinamento.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Veneto delinea i criteri che le Amministrazioni devono utilizzare per individuare il responsabile di un inquinamento.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si sofferma sull’obbligo di bonifica che, da un lato, scaturisce da una valutazione tecnica ei soggetti accertatori in base al principio del “più probabile che non” e, dall’altro lato, prescinde dall’accertamento doloso/colposo, trattandosi di una forma di responsabilità oggettiva.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una legge della Provincia autonoma di Bolzano, nella parte in cui disponeva che il termine di efficacia dei vincoli preordinati all’esproprio fosse di 10 anni, anziché di 5 anni.
Non essendo giustificata da apprezzabili esigenze particolari, la disposizione censurata superava il limite oltre il quale la compressione del diritto di proprietà, in mancanza di indennizzo, non può più considerarsi tollerabile in ragione delle finalità di interesse generale perseguite con l’apposizione di un vincolo urbanistico preordinato all’esproprio.
La durata quinquennale del periodo di franchigia ex art. 9 d.P.R. 327/2001 costituisce un ragionevole punto di equilibrio tra gli interessi pubblici e privati in gioco.
Post di Daniele Iselle
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 11 del 01/04/2025 Istituzione della Commissione regionale VAS. L.R. n. 12/2024, art. 6, comma 1.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 12 del 01/04/2025 Istituzione del Comitato tecnico regionale VIA. L.R. n. 12/2024, art. 10, comma 3.
Post di Daniele Iselle
Nel caso di specie, il Piano particolareggiato del centro storico di un Comune definiva come “ambientale” l’edificio del privato, con conseguente divieto di alterare la sua configurazione esterna.
Il TAR Veneto ha affermato che la realizzazione di una pensilina in struttura metallica ancorata alla parete e dotata di copertura in materiale trasparente, provvista di meccanismo che consente anche l’uso di una tenda solare motorizzata e rispetto a cui la tenda solare rappresenta, dunque, solo un elemento accessorio, alterava senz’altro l’aspetto esterno dell’edificio: perciò, legittimamente il Comune ne ordinava la demolizione.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 60 d.P.R. 753/1980 impone l’obbligo di motivazione solo nel caso in cui Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. ritenga di poter ammettere la deroga al rispetto della distanza minima di 30 metri, stabilita dalla legge allo scopo di salvaguardare evidenti e rilevantissime esigenze di sicurezza pubblica e di manutenzione delle infrastrutture necessarie per l’esercizio dell’attività ferroviaria. Di conseguenza, non occorre fornire una specifica motivazione in ordine agli interessi pubblici protetti e alla loro prevalenza rispetto all’interesse dei privati proprietari alla realizzazione dei beni all’interno di questa area sensibile.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ha affermato la legittimità di una SCIA alternativa al PdC per l’ampliamento di un fabbricato residenziale e la costruzione di una tettoia fotovoltaica in virtù degli artt. 2, co. 1 e 2 e 5, co. 1, lett. b l.r. Veneto 14/2009.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Veneto ha affermato che il punto non è se si possano installare in un contesto delle recinzioni, ma quali caratteristiche debbano avere le recinzioni per non stravolgere l’immagine dei luoghi e non impedire la visuale verso l’interno dei fondi. Le limitazioni che si possono ordinariamente prescrivere per ottenere questi risultati riguardano l’altezza (che deve essere contenuta), i materiali (che devono essere possibilmente naturali, e comunque facilmente amovibili), la struttura (preferibilmente a maglie larghe, o comunque tale da non impedire il passaggio dell’aria e della luce), i colori (per evitare contrasti cromatici), e il posizionamento (in arretramento dalla strada, o comunque secondo le linee di minore impatto visivo).
Tali parametri sono rispettati quando il progetto proposto cerca di offrire a questi problemi una soluzione equilibrata.
Post di Alberto Antico – avvocato
Nel caso di specie, il privato invocava il Piano casa per giustificare il superamento dei limiti di altezza massima previsti dal PRG in Zona D.
Il TAR Veneto ha disatteso l’eccezione, risalendo alle origini del detto limite.
A prescindere dal fatto che la costruzione in deroga dovrebbe essere supportata dalla sussistenza di un interesse pubblico, il TAR ha negato di poter applicare l’art. 14 d.P.R. 380/2001, o il precedente art. 2-bis: il d.m. 1444/1968 rimanda agli strumenti urbanistici la fissazione dei limiti massimi di altezza in Zona D, cosicché essi devono essere ritenuti inderogabili.
Post di Alberto Antico – avvocato
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