Author Archive for: SanVittore

Il costo di costruzione per interventi su immobili destinati ad attività turistiche

07 Apr 2025
7 Aprile 2025

Il TAR Veneto ha affermato che, ai sensi dell’art. 83, ult. co. l.r. Veneto 61/1985, nel caso di interventi di ristrutturazione edilizia su edifici esistenti o di costruzioni o impianti destinati ad attività turistiche, il costo di costruzione, calcolato sulla base di una stima analitica, dei lavori rispettivamente, ai sensi dell’art. 6, ult. co. o dell’art. 10, co. 2 l. 10/1977, non può superare quello stabilito annualmente con decreto del Ministero dei Lavori Pubblici, ai sensi dell’art. 6, co. 1 l. cit.

Tale disposizione, al fine di favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente e non penalizzare gli interventi di ristrutturazione edilizia, pone un tetto all’importo del costo di costruzione parametrato al solo costo dei lavori, che spesso per tale tipologia di interventi edilizi è di rilevante entità, e nel perseguire tale finalità, come risulta dal suo stesso tenore letterale, trova applicazione per tutti gli interventi di ristrutturazione edilizia, indipendentemente dal tipo di destinazione degli edifici oggetto dell’intervento, e deve ritenersi tutt’ora vigente, in quanto non è abrogata in modo espresso, né può ritenersi abrogata in modo implicito, dato che non si pone in una relazione di incompatibilità rispetto alla normativa regionale e statale di principio successivamente intervenuta.

Anzi, riguardo a quest’ultima, l’art. 16, co. 10 d.P.R. 380/2001, stabilisce che al fine di incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente, per gli interventi di ristrutturazione edilizia i Comuni hanno comunque la facoltà di deliberare che i costi di costruzione ad essi relativi non superino i valori determinati per le nuove costruzioni ai sensi del comma 6 art. cit., rendendo incontrovertibile la compatibilità della normativa regionale con quella statale ad essa sopravvenuta.

Il costo di costruzione relativo agli interventi relativi alla ristrutturazione, indipendentemente dalla destinazione degli edifici, si deve calcolare in misura percentuale sul costo di costruzione risultante da computo metrico estimativo, ma nella maggior parte dei casi il contributo deve essere calcolato in base all’importo relativo agli interventi di nuova costruzione, in quanto l’importo del computo metrico in genere è di entità superiore.

La norma è indifferente all’eventuale maggior carico urbanistico generato dall’intervento edilizio, perché esso è compensato dal pagamento degli oneri tabellari di urbanizzazione, primaria e secondaria.

Post di Alberto Antico – avvocato

L’ammonimento del Questore per sospetto stalking

05 Apr 2025
5 Aprile 2025

Il TAR Veneto ha affermato che l’ammonimento è una misura di prevenzione con finalità dissuasive, finalizzata a scoraggiare ogni forma di persecuzione nel contesto di relazioni affettive e/o sentimentali. In ragione del fatto che il procedimento amministrativo di cui all’art. 8 d.l. 11/2009 si muove su un diverso piano (cautelare e preventivo) da quello del procedimento penale per il reato di cui all’art. 612-bis c.p., il provvedimento conclusivo (decreto di ammonimento) presuppone non l’acquisizione di prove tali da poter resistere in un giudizio penale avente ad oggetto un’imputazione per il reato di stalking, bensì la sussistenza di elementi dai quali sia possibile desumere un comportamento persecutorio o gravemente minaccioso che, nel contesto delle relazioni affettive e sentimentali, possa degenerare e preludere a condotte costituenti reato.

Post di Alberto Antico – avvocato

Nuova pronuncia della P.A. a seguito del cd. remand cautelare

05 Apr 2025
5 Aprile 2025

Il TAR Catania ha affermato che qualora la P.A., nell’adozione di un nuovo provvedimento a seguito di ordinanza cautelare propulsiva (cd. remand cautelare), manifesti in maniera espressa e inequivoca che tale determinazione sia il frutto di una nuova e autonoma volontà di provvedere sulla vicenda sub iudice (e non mera esecuzione a quanto statuito nell’ordinanza cautelare) sarà possibile qualificare quest’ultima come nuovo provvedimento amministrativo, sostitutivo del precedente, con conseguente cessazione della materia del contendere ovvero improcedibilità del ricorso originario per sopravvenuto difetto di interesse, a seconda se il nuovo atto abbia contenuto satisfattivo o no della pretesa dedotta in giudizio dal ricorrente.

Post di Alberto Antico – avvocato

L’Adunanza Plenaria interpreta estensivamente le ipotesi di rimessione della causa al primo giudice

05 Apr 2025
5 Aprile 2025

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha affermato che l’art. 105, co. 1 c.p.a., nella parte in cui prevede che il giudice d’appello rimetta la causa al giudice di primo grado se dichiara la nullità della sentenza, si applica anche quando la sentenza appellata abbia dichiarato inammissibile il ricorso di primo grado, errando palesemente nell’escludere la legittimazione o l’interesse del ricorrente.

Post di Alberto Antico – avvocato

La domanda risarcitoria a fronte di atti illegittimi per vizi di forma

05 Apr 2025
5 Aprile 2025

Il TAR Veneto ha affermato che la giurisprudenza consolidata non riconosce il diritto al risarcimento del danno a seguito dell’annullamento dell'atto amministrativo per meri vizi di forma (violazione del contraddittorio procedimentale, difetto di istruttoria, carenza di motivazione), in quanto manca l’accertamento della spettanza del bene della vita.

Ci si chiede se però non debba essere fatto salvo il danno da ritardo.

Post di Alberto Antico – avvocato

Giurisdizione in materia di canoni concessori

05 Apr 2025
5 Aprile 2025

Il TAR Veneto ha affermato che spetta al G.O. la controversia sulla quantificazione del canone preteso dalla P.A. per la concessione di un bene demaniale che, in ragione del precedente provvedimento di determinazione delle tariffe, si sostanzia in un atto vincolato e riguarda, in definitiva, un diritto soggettivo di contenuto meramente patrimoniale.

Post di Alberto Antico – avvocato

Termine impugnazione delle tariffe per le concessioni demaniali

05 Apr 2025
5 Aprile 2025

Il TAR Veneto ha affermato che il termine per impugnare gli atti di determinazione delle tariffe delle concessioni demaniali decorre dal giorno in cui scade il termine per la pubblicazione, trattandosi di atti per i quali non è richiesta la notifica individuale: ciò nel presupposto dell’immediata lesività di tali provvedimenti e della loro conseguente autonoma impugnazione rispetto ai successivi atti di accertamento e riscossione dei corrispettivi.

Post di Alberto Antico – avvocato

Fanghi prodotti nell’ambito dell’attività di depurazione dei reflui

04 Apr 2025
4 Aprile 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che ai sensi dell’art. 127 del Codice dell’ambiente, i fanghi prodotti nell’ambito dell’attività di depurazione dei reflui possono essere sottoposti alla disciplina dei rifiuti solo una volta completato il processo di trattamento, ovvero se il produttore abbia necessità di disfarsene, cosicché il recupero dei fanghi presso impianti di depurazione più grandi e avanzati deve ritenersi consentito. Pertanto, la qualifica di rifiuto può essere attribuita ai fanghi solo al termine del complessivo processo de quo, intendendosi per rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi, non traendone alcuna utilità.

Post di Alberto Antico – avvocato

Silenzio-inadempimento della P.A. sull’istanza di autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti

04 Apr 2025
4 Aprile 2025

Il TAR Palermo ha affermato l’inammissibilità del ricorso avverso il silenzio-inadempimento serbato dalla P.A. su un’istanza di autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti ex art. 208 d.lgs. 152/2006 (Codice dell’ambiente), laddove l’azione giurisdizionale non sia stata preceduta dall’attivazione dello speciale potere sostitutivo statale di cui all’art. 5 d.lgs. 112/1998 (come previsto dal comma 10 dell’art. 208 cit.).

Le Regioni possono essere titolari di un potere sostitutivo proprio, inerente alle proprie competenze e in ordine all’espletamento delle singole fasi del procedimento istruttorio, ma il potere sostitutivo inerente alla conclusione del procedimento è solamente quello statale di cui all’art. 5 d.lgs. 112/1998.

Post di Alberto Antico – avvocato

La cd. vicinitas commerciale

04 Apr 2025
4 Aprile 2025

Il Consiglio di Stato ha affermato che nei casi di impugnazione di un titolo autorizzatorio edilizio, riaffermata la distinzione e l’autonomia tra la legittimazione e l’interesse al ricorso quali condizioni dell’azione, è necessario che il giudice accerti, anche d’ufficio, la sussistenza di entrambi e non può affermarsi che il criterio della vicinitas, quale elemento di individuazione della legittimazione, valga da solo ed in automatico a dimostrare la sussistenza dell’interesse al ricorso, che va inteso come specifico pregiudizio derivante dall’atto impugnato.

Il concetto di vicinitas commerciale è definito, in generale, come la posizione dei soggetti i quali agendo come imprenditori nel medesimo settore, attingono al medesimo bacino di utenza e risentono, pertanto, di un effettivo danno al loro volume d’affari, in caso di apertura di una nuova impresa commerciale illegittimamente autorizzata.

La P.A. può limitare o escludere l’insediamento di nuovi esercizi commerciali solo in relazione alla necessità di garantire la tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, e dei beni culturali come previsto dall’art. 31 d.l. 201/2011, come convertito dalla l. 214/2011. Infatti, ammettere il ricorso alla tutela giurisdizionale per interessi di tipo diverso comporterebbe una limitazione della libera concorrenza, a salvaguardia di posizioni commerciali già acquisite e in contrasto con il principio eurounitario di libera concorrenza cui debbono ispirarsi le attività commerciali.

In caso di impugnazione degli atti relativi all’apertura di una nuova attività commerciale, occorre dimostrare il pregiudizio derivante dalla realizzazione dell’intervento assentito che deve essere significativo e provato in modo rigoroso, senza che esso si possa presumere dalla mera vicinitas commerciale, dato il rilievo attribuito dall’UE e dal legislatore nazionale alla libertà di concorrenza.

Post di Alberto Antico – avvocato

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