Il TAR Sardegna ha affermato che la realizzazione di un campo da padel non rientra fra gli interventi di edilizia libera e necessita del permesso di costruire, implicando una modificazione permanente del territorio legata all’utilizzo di calcestruzzo per l’installazione delle quattro pareti di confine, a differenza di quanto accade, ad esempio, per i campi da calcio o da tennis, che comportano soltanto operazioni di livellamento del terreno incapaci di mutare le sue caratteristiche, senza l’impiego di materiali artificiali di costruzione.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha ricordato l’illegittimità del permesso di costruire che sia stato rilasciato in vigenza di una norma di piano che imponeva la previa strumentazione attuativa.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto evidenzia che l’art. 35 della l. R.V. n. 11/2010 – e la conseguente variante urbanistica in sede di piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari – non consente di aggirare l’obbligo urbanistico di previo PUA.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Sardegna ha affermato che, al fine di determinare l’appartenenza di una strada al demanio comunale, costituiscono indici di riferimento, oltre l’uso pubblico, cioè l’uso da parte di un numero indeterminato di persone (il quale isolatamente considerato potrebbe indicare solo una servitù di passaggio), l’ubicazione della strada all’interno dei luoghi abitati, l’inclusione nella toponomastica del Comune, la posizione della numerazione civica, il comportamento della P.A. nel settore dell’edilizia e dell’urbanistica. Per converso non può ritenersi elemento da solo sufficiente, l’inclusione o no nell’elenco delle strade comunali, stante la natura dichiarativa e non costitutiva dell’elenco anzidetto.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Sardegna ha descritto i tre concorrenti elementi necessari a ritenere provato l’asservimento di una strada all’uso pubblico: a) l’esercizio del passaggio e del transito jure servitutis publicae da parte di una moltitudine indistinta di persone, qualificate dall’appartenenza ad un ambito territoriale; b) la concreta idoneità della strada a soddisfare, anche per il collegamento con la via pubblica, le esigenze di carattere generale e pubblico; c) un titolo valido a sorreggere l’affermazione del diritto di uso pubblico, che può essere costituito da un provvedimento amministrativo, da una convenzione fra proprietario e P.A., da un testamento, dall’acquisto per usucapione ventennale, oppure dalla protrazione dell’uso da tempo immemorabile da parte della collettività, contrassegnato dalla convinzione di esercitare il diritto d’uso della strada.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che il potere di autotutela esecutiva possessoria sui beni di proprietà pubblica, che era indubbiamente attribuito al Sindaco dall’art. 378 l. 2248/1865, All. F, deve ritenersi trasferito ai dirigenti (ovvero per gli enti privi di dirigenti agli organi che ne svolgono i compiti) dal TUEL, in virtù del principio generale di distinzione delle funzioni d’indirizzo politico da quelle di gestione.
Lo stesso vale anche con riguardo all’art. 15 d.lgs.lgt. 1446/1918, che attribuiva le funzioni di vigilanza e polizia sulle strade vicinali al Sindaco, a cui spettava ordinare la rimozione degli impedimenti all’uso delle strade e all’esecuzione delle opere definitivamente approvate e la riduzione nel pristino stato delle cose abusivamente alterate.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Sardegna ha affermato che il Sindaco è titolare di poteri di autotutela possessoria in forza dell’art. 378 l. 2248/1865, all. F e dell’art. 15 d.l.lgt. 1446/1918.
Tale potere non può ritenersi trasferito al dirigente comunale, atteso che l’art. 107, co. 5 TUEL fa espressamente salve le competenze del Sindaco specificamente previste dai precedenti artt. 50, co. 3 e 54, cioè proprio le competenze espressamente attribuitegli dalla legge nelle materie di ordine e di sicurezza pubblica, in quanto in tali fattispecie la tutela del bene comunale assicura in concreto un diritto, che è di rilievo costituzionale, quale quella alla libera circolazione sul territorio di tutti i cittadini, ancorché non residenti nel Comune.
Il potere è volto alla conservazione dello stato di fatto dei beni demaniali comunali e delle strade comunali soggette ad uso pubblico a prescindere dall’effettiva esistenza di un diritto reale di servitù pubblica di passaggio o dall’esistenza di una pubblica via vicinale.
Il Sindaco può ordinare la rimozione dei materiali ostativi al libero transito con le modalità esistenti anteriormente e, quindi, di ripristinare lo stato dei luoghi, quando sussista una situazione di fatto di oggettivo pregiudizio del pubblico passaggio.
L’indebita chiusura di una strada d’uso pubblico determina l’insorgenza di un pregiudizio in re ipsa per la collettività, pertanto non è di certo tenuta la P.A. all’enucleazione specifica dei soggetti pregiudicati e delle modalità in cui tale pregiudizio verrebbe a manifestarsi, in nome del diritto costituzionale alla libera circolazione sul territorio.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che l’esercizio dei poteri di autotutela possessoria del Comune sulle strade vicinali presuppone la prova che si tratti di una strada pubblica o di una strada privata ad uso pubblico. L’uso pubblico presuppone tre concorrenti elementi, costituiti: a) dall’esercizio del passaggio e del transito iure servitutis publicae da parte di una moltitudine indistinta di persone, qualificate dall'appartenenza ad un ambito territoriale; b) dalla concreta idoneità della strada a soddisfare, anche per il collegamento con la via pubblica, le esigenze di carattere generale e pubblico; c) da un titolo valido a sorreggere l’affermazione del diritto di uso pubblico, il quale può identificarsi nella protrazione dell’uso da tempo immemorabile (comportamento della collettività contrassegnato dalla convinzione di esercitare il diritto d’uso della strada). Della sussistenza di tali elementi il Comune (interessato a far valere l’uso pubblico della via) deve dare idonea dimostrazione, salvo che la strada non sia inserita nell’elenco delle strade comunali, dato questo che rappresenta una presunzione (semplice) di appartenenza della stessa all’Ente, ovvero del suo uso pubblico.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il T.A.R. Veneto, convalidando gli approdi del Consigli di Stato, si sofferma sul legittimo potere comunale di disporre la limitazione al traffico veicolare attraverso l’istituzione di ZTL.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Catania ha affermato che, quando vengono in considerazione sepolcri gentilizi, lo jus sepulchri è attribuito, in base alla volontà del testatore, in stretto riferimento alla cerchia dei familiari destinatari di esso, acquistandosi dal singolo iure proprio sin dalla nascita, per il solo fatto di trovarsi col fondatore nel rapporto previsto dall’atto di fondazione o dalle regole consuetudinarie, iure sanguinis e non iure successionis, e determinando una particolare forma di comunione fra contitolari, caratterizzata da intrasmissibilità del diritto, per atto tra vivi o mortis causa, imprescrittibilità e irrinunciabilità.
La voltura della concessione cimiteriale è una formalità non necessaria ai fini del riconoscimento della titolarità del diritto in parola.
Post di Alberto Antico – avvocato
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