Il TAR Palermo ha affermato che in base all’art. 120 c.p.a. e agli artt. 36 e 90 d.lgs. 36/2023, il termine decadenziale di 30 giorni per l’impugnazione degli atti di gara decorre dal giorno in cui l’interessato acquisisce, o è messo in grado di acquisire, la piena conoscenza degli atti che lo ledono. Difatti, la combinazione tra la comunicazione digitale dell’aggiudicazione e la messa a disposizione in piattaforma dell’offerta dell’aggiudicatario è finalizzata, da un lato, a garantire la conoscenza e la trasparenza della procedura, dall’altro lato, ad avere un sicuro ancoraggio del termine per proporre impugnazione.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che la sentenza del TSAP stesso che accerti la natura demaniale o non demaniale di un corso d’acqua, ovvero la sua inclusione o no nel novero delle acque pubbliche, produce effetti di giudicato, purché nel giudizio sia stata introdotta domanda di accertamento in tal senso.
Nel caso di specie, era stato impugnato un atto di certificazione, rilasciato dal Genio Civile, con il quale si attestava la demanialità di un corso d’acqua, per cui la domanda di annullamento di tale atto ha coinciso con una domanda giudiziale di accertamento della natura non demaniale del corso d’acqua.
In caso di trasferimento di competenze da una P.A. ad un’altra, l’obbligo di dare esecuzione al giudicato formatosi nei confronti della precedente P.A. si trasferisce all’ente subentrante.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Basilicata ha affermato che è legittimato ad impugnare l’esito di una gara pubblica solamente l’operatore economico che vi abbia partecipato, in ragione della vantata posizione differenziata con il potere pubblico derivante proprio dalla partecipazione. Diversamente, l’operatore del settore rimasto estraneo non può vantare la medesima legittimazione a ricorrere in quanto portatore di un interesse di mero fatto, come tale non qualificato e non differenziato, alla caducazione dell’intera selezione nell’ottica di un’eventuale partecipazione futura in sede di riedizione della gara corrispondente ad una volontà del tutto ipotetica e priva di oggettivi riscontri e, quindi, in contrasto con le esigenze di celerità e certezza dei rapporti di diritto pubblico particolarmente avvertite in un settore così rilevante come quello dell’affidamento dei contratti pubblici.
La giurisprudenza ha però individuato tre ipotesi di deroga a questi principi: a) la contestazione in radice dell’indizione della gara; b) al contrario, la contestazione che una gara sia mancata, avendo la P.A. disposto l’affidamento in via diretta del contratto; c) l’impugnazione diretta di clausole del bando sull’assunto della loro portata immediatamente escludente.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Salerno ha affermato che spetta al G.O. la controversia relativa ad un ordine di sgombero di un locale di proprietà comunale facente parte del patrimonio disponibile dell’Ente territoriale, trattandosi di un rapporto di matrice negoziale, da cui derivano in capo ai contraenti posizioni giuridiche paritetiche qualificabili in termini di diritto soggettivo, nel cui ambito la P.A. agisce iure privatorum non soltanto nella fase genetica e funzionale del rapporto, ma anche nella fase patologica, traducentesi nell’assenza dei poteri di autotutela esecutiva ex art. 823 c.c.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Basilicata ha affermato che l’art. 1, co. 53 l. 190/2012, che richiede l’iscrizione nell’“elenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa” per le imprese – tra le altre – che svolgono attività di “ristorazione, gestione delle mense e catering”, comporta una causa di esclusione speciale, applicabile anche in mancanza di menzione nella lex specialis di gara (all’uopo suscettibile di eterointegrazione) e non contrastante con il principio di tassatività delle cause di esclusione.
Non si oppone a tale conclusione l’intenzione dell’impresa di ricorrere, relativamente all’attività di preparazione dei pasti, all’istituto del sub-affidamento di cui all’art. 119, co. 3, lett. d d.lgs. 36/2023, in quanto detta tipologia contrattuale afferisce a prestazioni rese in favore dell’operatore economico aggiudicatario del contratto di appalto (quindi non direttamente nei confronti della Stazione appaltante) e di prestazioni di carattere accessorio e secondario, oggettivamente diverse da quelle da rendersi da parte dell’appaltatore sulla base del contratto di appalto. Nel caso di specie, dalla disamina della lex specialis risultava che quella in evidenza era una prestazione non marginale nell’economia della commessa e, inoltre, da rendersi direttamente in favore della Stazione appaltante (rectius, dei soggetti beneficiari del servizio).
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che la rinuncia al ricorso deve essere depositata almeno dieci giorni prima dell’udienza, e comporta l’estinzione del giudizio solo se accettata da tutte le parti; in caso contrario, può essere utilizzata come elemento di prova della sopravvenuta carenza di interesse al ricorso stesso (con conseguente pronuncia di improcedibilità).
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto evidenzia che una proroga del termine di demolizione, la quale non determini la riapertura del procedimento e/o dell’istruttoria, è atto meramente confermativo, e pertanto non soggetto ad obbligo di impugnazione.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ricorda i principii in materia di rinuncia al ricorso, e di sopravvenuta improcedibilità dello stesso.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto ha denegato un rinvio (chiesto con istanza congiunta) dell’udienza smaltimento in quanto – al netto della natura di smaltimento del giudizio – la causa era risalente e non erano state provate in giudizio le presunte trattative a fondamento dell’istanza medesima.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Veneto sottolinea che la normativa regionale non specifica un grado minimo di disabilità per poter usufruire della normativa in materia di eliminazione delle barriere architettoniche, rendendolo possibile in via generale per “le persone con disabilità”.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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