Fonti rinnovabili: minaccia Vs opportunità
I dottori urbanisti Daniele Rallo e Luca Rampado, che sentitamente ringraziamo, ci inviano l'articolo sulle fonti rinnovabili, che volentieri pubblichiamo.
I dottori urbanisti Daniele Rallo e Luca Rampado, che sentitamente ringraziamo, ci inviano l'articolo sulle fonti rinnovabili, che volentieri pubblichiamo.
Il dottor Riccardo Renzi, che sentitamente ringraziamo, ci invia la nota, che volentieri pubblichiamo, su La natura essenziale del Piano Economico-Finanziario (PEF) nelle concessioni pubbliche e i limiti al soccorso istruttorio, in commento a T.A.R. Calabria, II 17 giugno 2025, n. 1060.
Riccardo_Renzi_Italia_Ius_La natura essenziale del Piano Economico
Il TAR Veneto ha sottolineato che la valutazione della Soprintendenza relativa ad un bene paesaggistico di notevole interesse pubblico non può prescindere dalle caratteristiche intrinseche delle aree medesime, se il provvedimento non localizza precisamente le varie tipologie di aree tutelate.
Il ricorso aveva per oggetto una piccola area boscata inserita in un contesto urbanizzato (inclusa dal Piano di Assetto del Territorio tra gli ambiti di urbanizzazione consolidata ai sensi della l.r. 14/2019). Il TAR, rilevato che il territorio compreso nel vincolo ha un’estensione molto vasta (includendo ben cinque comuni), han concordato sul fatto che non ogni area boscata possa essere qualificata automaticamente come paesaggio naturale.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto evidenzia che in sede di rigetto preceduto da osservazioni, la P.A. non potrebbe limitarsi a ricalcare i motivi ostativi trasmessi ex art. 10-bis l. n. 241/1990, ma deve contestare le osservazioni trasmesse.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 8 della l. n. 36/2001 vieta sì l’introduzione di divieti generalizzati all’installazione di stazioni radio base, oltre che l’imposizione di siti specifici per la loro collocazione, ma consente però di individuare siti specifici preclusi all’installazione.
Post di Alessandra Piola – avvocato
Il TAR Sardegna ha applicato l’art. 26, co. 1, seconda parte c.p.a. (“il giudice, anche d'ufficio, può altresì condannare la parte soccombente al pagamento, in favore della controparte, di una somma equitativamente determinata, comunque non superiore al doppio delle spese liquidate, in presenza di motivi manifestamente infondati”) ad un ricorrente, dopo aver accertato un anomalo proliferare di iniziative giudiziarie che, partendo dalla titolarità (o dalla mera disponibilità) di immobili insistenti in un Comune, di volta in volta si traduce in una sistematica e strumentale duplicazione di gravami - spesso contraddistinti da manifesti profili di inammissibilità - volti a sollecitare un eccentrico controllo generalizzato circa la regolarità edilizia dei manufatti presenti nelle aree circostanti le proprietà del ricorrente.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Palermo ha affermato che in base all’art. 120 c.p.a. e agli artt. 36 e 90 d.lgs. 36/2023, il termine decadenziale di 30 giorni per l’impugnazione degli atti di gara decorre dal giorno in cui l’interessato acquisisce, o è messo in grado di acquisire, la piena conoscenza degli atti che lo ledono. Difatti, la combinazione tra la comunicazione digitale dell’aggiudicazione e la messa a disposizione in piattaforma dell’offerta dell’aggiudicatario è finalizzata, da un lato, a garantire la conoscenza e la trasparenza della procedura, dall’altro lato, ad avere un sicuro ancoraggio del termine per proporre impugnazione.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che la sentenza del TSAP stesso che accerti la natura demaniale o non demaniale di un corso d’acqua, ovvero la sua inclusione o no nel novero delle acque pubbliche, produce effetti di giudicato, purché nel giudizio sia stata introdotta domanda di accertamento in tal senso.
Nel caso di specie, era stato impugnato un atto di certificazione, rilasciato dal Genio Civile, con il quale si attestava la demanialità di un corso d’acqua, per cui la domanda di annullamento di tale atto ha coinciso con una domanda giudiziale di accertamento della natura non demaniale del corso d’acqua.
In caso di trasferimento di competenze da una P.A. ad un’altra, l’obbligo di dare esecuzione al giudicato formatosi nei confronti della precedente P.A. si trasferisce all’ente subentrante.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Basilicata ha affermato che è legittimato ad impugnare l’esito di una gara pubblica solamente l’operatore economico che vi abbia partecipato, in ragione della vantata posizione differenziata con il potere pubblico derivante proprio dalla partecipazione. Diversamente, l’operatore del settore rimasto estraneo non può vantare la medesima legittimazione a ricorrere in quanto portatore di un interesse di mero fatto, come tale non qualificato e non differenziato, alla caducazione dell’intera selezione nell’ottica di un’eventuale partecipazione futura in sede di riedizione della gara corrispondente ad una volontà del tutto ipotetica e priva di oggettivi riscontri e, quindi, in contrasto con le esigenze di celerità e certezza dei rapporti di diritto pubblico particolarmente avvertite in un settore così rilevante come quello dell’affidamento dei contratti pubblici.
La giurisprudenza ha però individuato tre ipotesi di deroga a questi principi: a) la contestazione in radice dell’indizione della gara; b) al contrario, la contestazione che una gara sia mancata, avendo la P.A. disposto l’affidamento in via diretta del contratto; c) l’impugnazione diretta di clausole del bando sull’assunto della loro portata immediatamente escludente.
Post di Alberto Antico – avvocato
Il TAR Salerno ha affermato che spetta al G.O. la controversia relativa ad un ordine di sgombero di un locale di proprietà comunale facente parte del patrimonio disponibile dell’Ente territoriale, trattandosi di un rapporto di matrice negoziale, da cui derivano in capo ai contraenti posizioni giuridiche paritetiche qualificabili in termini di diritto soggettivo, nel cui ambito la P.A. agisce iure privatorum non soltanto nella fase genetica e funzionale del rapporto, ma anche nella fase patologica, traducentesi nell’assenza dei poteri di autotutela esecutiva ex art. 823 c.c.
Post di Alberto Antico – avvocato
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