Il Consiglio di Stato ha chiarito che l’iscrizione all’Albo dei Gestori Ambientali è un requisito di esecuzione del contratto e non un requisito di partecipazione alla gara, salvo che sia la stessa lex specialis ad imporlo a pena di esclusione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Una sentenza del TAR Veneto affronta una interessante questione sugli effetti dell'annullamento giurisdizionale di un provvedimento amministrativo: il problema è se cadano tutti gli atti del procedimento che avano portato alla emanazione del provvedimento illegittimo oppure se la P.A. possa riprendere il procedimento da una certo punto, senza ripartire da zero.
Nel caso in esame era stata annullata dal giudice amministrativo una autorizzazione di cava, con una sentenza passata in giudicato, per varie ragioni, tra cui la illegittima composizione della commissione via.
La Regione Veneto aveva emanato una nuova autorizzazione di cava, facendo salva la inchiesta pubblica effettuata in precedenza, ma il TAR ha ritenuto illegittimo questo iter, rilevando che la illegittima composizione della commissione VIA comportava la illegittima anche della inchiesta pubblica che essa aveva effettuato e che la convalida di un atto amministrativo annullato, dopo il passaggio in giudicato della sentenza, comporta la nullità della convalida per violazione del giudicato.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. fa il punto sulle sanzioni amministrative collegate alla commissione di abusi paesaggistici. Nel caso in esame, seppur la questione concerneva l’applicazione e l’interpretazione dell’art. 15 del R.D. 1947/1939, è possibile estendere i principi sanciti anche al vigente art. 167 del D. Lgs. 42/2004.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Lecce chiarisce quando c’è una difformità totale/variazione essenziale, sanzionate ex art. 31 del D.P.R. n. 380/2001, e quando ricorre una difformità parziale, da reprimere ai sensi dell’art. 34 del D.P.R. n. 380/2001.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Ricordiamo che, dal 20 settembre 2017, il D.M. 27 giugno 2017 ha previsto l'obbligo di versare il contributo unificato per i ricorsi promossi dinanzi al giudice amministrativo, i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica ed i ricorsi straordinari al Presidente della Regione siciliana, tramite modalità telematiche.
Una sentenza del TAR Veneto che trasformare il tetto di un manufatto in un’ampia terrazza pavimentata calpestabile, con infissa sul bordo una ringhiera di ferro zincato, non è una manutenzione straordinaria, perchè comporta un aumento di superficie e, quindi, non può realizzato l'intervento, se il PRG per quel manufatto consente al massimo la manutenzione straordinaria.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Pubblichiamo l'avviso del convegno di Spinea del giorno 8 settembre 2017 sulla nuova legge regionale veneta n. 14/2017 sul risparmio del consumo del suolo
Segnaliamo il sito della Regione Veneto riguardante le risposte alle domande più frequenti in merito alla l.r. veneta n. 14/2017 sul risparmio del consumo del suolo
Una sentenza della Corte di Giustizia UE afferma quanto segue:
1) Le disposizioni della direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, lette alla luce degli articoli 191 e 193 TFUE devono essere interpretate nel senso che, sempre che la controversia di cui al procedimento principale rientri nel campo di applicazione della direttiva 2004/35, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare, esse non ostano a una normativa nazionale che identifica, oltre agli utilizzatori dei fondi su cui è stato generato l’inquinamento illecito, un’altra categoria di persone solidamente responsabili di un tale danno ambientale, ossia i proprietari di detti fondi, senza che occorra accertare l’esistenza di un nesso di causalità tra la condotta dei proprietari e il danno constatato, a condizione che tale normativa sia conforme ai principi generali di diritto dell’Unione, nonché ad ogni disposizione pertinente dei Trattati UE e FUE e degli atti di diritto derivato dell’Unione.
2) L’articolo 16 della direttiva 2004/35 e l’articolo 193 TFUE devono essere interpretati nel senso che, sempre che la controversia di cui al procedimento principale rientri nel campo di applicazione della direttiva 2004/35, essi non ostano a una normativa nazionale, come quella controversa nel procedimento principale, ai sensi della quale non solo i proprietari di fondi sui quali è stato generato un inquinamento illecito rispondono in solido, con gli utilizzatori di tali fondi, di tale danno ambientale, ma nei loro confronti può anche essere inflitta un’ammenda dall’autorità nazionale competente, purché una normativa siffatta sia idonea a contribuire alla realizzazione dell’obiettivo di protezione rafforzata e le modalità di determinazione dell’ammenda non eccedano la misura necessaria per raggiungere tale obiettivo, circostanza che spetta al giudice nazionale verificare.
Post di Daniele Iselle - funzionario comunale
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Il T.A.R. Veneto conferma che il Comune può legittimamente limitare l’apertura delle sale da gioco. Nel caso di specie il Comune di Venezia aveva proibito l’apertura di queste attività entro il raggio di 500 metri dai luoghi sensibili.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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