Vi è l’onere di indicare in maniera chiara gli atti impugnati
Il T.A.R. ricorda che il ricorrente deve indicare in maniera chiara e precisa gli atti impugnati.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che il ricorrente deve indicare in maniera chiara e precisa gli atti impugnati.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Veneto che, di regola, ha in più occasioni confermato la legittimità delle ordinanze sindacali e dei regolamenti comunali che limitano l’orario e/o l’apertura delle sale gioco, giunge ora ad affermare che i contingentamenti imposti dall’Amministrazione comunale non possono, di fatto, precludere l’apertura di queste attività commerciali che sono considerate lecite dall’ordinamento. Nel caso di specie il Comune di Selvazzano Dentro aveva ammesso l’apertura delle sale VLT solo nel 0,6% del territorio municipale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Segnaliamo una sentenza del TAR Potenza, che chiarisce che l'ordinanza di demolizione dell'opera abusiva emessa anche nei confronti del proprietario non colpevole dell'abuso è legittima.
Tuttavia, se egli non è in grado di demolire perchè il bene è posseduto da un terzo e il proprietario dimostra che ha fatto tutto quello che poteva per demolire, non si verifica l'effetto di acquisizione gratuita del bene al comune in caso di inottemperanza.
In tal caso è illegittima solo la clausola contenuta nell'ordinanza di demolizione che commina la acquisizione gratuita in caso di inottemperanza (con la conseguenza che al proprietario incolpevole per precauzione conviene impugnarla).
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il Comunicato del Presidente dell'Autorità del giorno 08/11/2017 contiene indicazioni alle stazioni appaltanti e agli operatori economici sulla definizione dell’ambito soggettivo dell’art. 80 del d.lgs. 50/2016 e sullo svolgimento delle verifiche sulle dichiarazioni sostitutive rese dai concorrenti ai sensi del d.p.r. 445/2000 mediante utilizzo del modello di DGUE
Questo comunicato sostituisce il Comunicato del Presidente del 26/10/2016.
Comunicato Presidente ANAC 8 novembre 2017
Post di Daniele Iselle - funzionario comunale
Il T.A.R. conferma che le controversie in materia di contributi previdenziali spettano al GO.
Nel caso in esame si trattava delle agevolazioni di cui ai commi 1196 (“versamento di una somma pari ai due terzi di quanto dovuto tempo per tempo alle diverse gestioni assicurative relative ai lavoratori dipendenti”) e 1197 (“estinzione dei reati previsti in materia di contributi e premi, nonché di obbligazioni per sanzioni amministrative e per ogni altro onere accessorio connesso alla denuncia”) dell’art. 1 della legge n. 296/2006.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. Brescia afferma che, per verificare la sussistenza della doppia conformità di cui all’art. 36 del D.P.R. n. 380/2001, occorre valutare anche lo strumento urbanistico soltanto adottato ma non approvato, perché questa disposizione contiene un rinvio implicito all’art. 12, c. 3 T.U.E.L., secondo cui: “In caso di contrasto dell'intervento oggetto della domanda di permesso di costruire con le previsioni di strumenti urbanistici adottati, è sospesa ogni determinazione in ordine alla domanda”.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda come devono essere coordinati l’accesso civico generalizzato e la possibilità di opporre il segreto su determinati atti e/o documenti amministrativi.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Una sentenza del TAR Potenza si occupa di una gara relativa alla concessione in uso per 6 anni di un immobile di proprietà pubblica e, in particolare, della questione se i plichi contenenti le offerte tecniche debbano essere aperti in seduta pubblica (in materia di appalti le Linee Guida dell'ANAC prescrivono anche questo).
Tuttavia il TAR afferma che le Linee Guida ANAC, poiché non possono essere qualificate come norme di rango legislativo e/o fonti primarie del diritto, non costituiscono più norme espressive e/o attuative degli imperativi ed inderogabili principi di trasparenza, parità di trattamento ed imparzialità dell’azione amministrativa in materia di appalti, che devono essere applicate a tutti i procedimenti di evidenza pubblica e perciò anche a quello di cui è causa, relativo all’affidamento in concessione di un bene immobile di proprietà pubblica.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Ai sensi dell’art. 39 R.D. 18 giugno 1931 n. 773 (T.u.l.p.s.), il Prefetto ha facoltà di vietare la detenzione delle armi, munizioni e materie esplodenti, alle persone ritenute capaci di abusarne; parimenti, ai sensi degli articoli 11 e 43 del medesimo T.u.l.p.s., la licenza di porto d’armi può essere ricusata o ritirata dal Questore nei confronti di coloro che non danno affidamento di non abusare delle armi.
Il TAR Molise precisa che anche episodi di modesto o di nessun rilievo criminale possono giustificare l'adozione di provvedimenti restrittivi o interdittivi dell'uso delle armi, allorché siano tali da ingenerare nell’autorità di pubblica sicurezza il ragionevole dubbio che il detentore delle stesse possa abusarne, perché non del tutto capace di un pieno dominio di sé o autocontrollo mentale.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
Il T.A.R. Milano ricorda che, il mancato inizio dei lavori, determina ex se la decadenza del titolo. Nella stessa pronuncia il Collegio enuclea alcune ipotesi che non configurano un inizio “serio” dei lavori e che giustificano la doverosa pronuncia di decadenza da parte dell’Amministrazione comunale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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