Il T.A.R. Veneto conferma che gli atti ad evidenza pubblica vanno impugnati nel termine perentorio di trenta giorni decorrente dalla loro piena conoscenza, a prescindere dall’accesso agli atti, se si ha già contezza degli elementi essenziali degli stessi.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. ricorda che il soccorso istruttorio non deve essere utilizzato per sopperire elementi essenziali e sostanziali mancanti ab origine, anche se la procedura è interamente telematizzata.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Veneto ricorda che gli allacciamenti sono una questione che non rileva ai fini del rilascio del titolo edilizio, a differenza delle opere di urbanizzazione.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il TAR Veneto ribadisce che un tunnel mobile di protezione richiede il permesso di costruire, essendo qualificabile come un ampliamento di una attività produttiva.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il TAR Veneto si occupa di un caso nel quale un soggetto era stato assolto in sede penale dal reato di abuso edilizio.
IL TAR afferma che tale assoluzione non implica la legittimità amministrativa dell'opera e chiarisce l’efficacia extrapenale del giudicato penale ex art. 654 c.p.p.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il T.A.R. ricorda che, di regola, il rifiuto di annullamento in autotutela di un atto che si ritiene illegittimo, non è impugnabile, in quanto vi era l’onere di impugnare, ab origine, il primo provvedimento asseritamente lesivo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. ricorda come si coordinano le norme sulle concessioni con quelle sui contratti agrari.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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L’Ad. Pl. del Consiglio di Stato, sciogliendo il contrasto insorto tra i Giudici amministrativi e da noi evidenziato nel post del 21 giugno 2017, ha deciso che le proposte di vincolo paesaggistico formulate prima dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 42/2004 decadranno entro 180 dalla pubblicazione della presente sentenza, avvenuta il 22.12.2017, se l’iter della loro approvazione non verrà confermato nei termini dalle Amministrazioni competenti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Secondo il T.A.R. Milano sì, se questi manufatti sono funzionali a soddisfare esigenze stabili nel tempo e sono idonei ad alterare lo stato dei luoghi, indipendente dal materiale di cui sono composti.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il T.A.R. Brescia, in un’interessante sentenza, si pone il problema delle conseguenze connesse all'applicazione restrittiva dell’art. 167 del D. Lgs. n. 42/2004 che, come noto, non permette di sanare alcun abuso paesaggistico che crei volumi e/o superfici utili. Per applicare con ragionevolezza e senso pratico la norma, infatti, il Collegio ricorda che, in pregresso, si è fatto riferimento al concetto di vantaggio ambientale, ovvero si è verificato se, in concreto, l’abuso configge o meno con il bene comune "ambiente".
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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