Lo ha affermato il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in considerazione del fatto che la materia della tutela antimafia è connotata di per sé da profili di urgenza.
Post del dott. Alberto Antico - dottore in giurisprudenza
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, prendendo atto che esiste un contrasto giurisprudenziale sul tema, nonché un quadro normativo assai complesso, afferma quanto segue:
Se nel registro PP.AA. del Ministero della Giustizia è contenuto l’indirizzo PEC della p.a. in questione, ma la notifica è effettuata ad altro indirizzo, tale notifica è nulla;
Se nel registro PP.AA. non compare alcun indirizzo PEC, ma la notifica è effettuata all’indirizzo della p.a. risultante dal registro IPA, si ha un errore scusabile ex 37 c.p.a. e deve essere ordinato il rinnovo della notificazione;
Le notifiche alle Amministrazioni sprovviste di indirizzo PEC nel registro PP.AA. devono essere eseguite mediante deposito nella Cancelleria o Segreteria del Giudice (cfr. art. 16, co. 6, 13 e 17-bisl. 179/2012);
La p.a. che colpevolmente non abbia comunicato il proprio indirizzo PEC al Ministero della Giustizia, violando così il principio di buon andamento e procurando un vulnus al proprio diritto di difesa, deve essere segnalata agli organi tutori e agli organi preposti al PCT e al PAT.
Post del dott. Alberto Antico - dottore in giurisprudenza
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Una sentenza del TAR Veneto precisa che, quando il termine per il pagamento della seconda rata degli oneri sia stabilito nel permesso di costruire in 60 giorni dalla ultimazione dei lavori e il titolo scada per decorso del triennio, senza essere prorogato, la seconda rata deve essere pagata nel termine di 60 giorni dalla scadenza del titolo, anche se i lavori non sono stati completati.
In tal caso il Comune può escutere la fideiussione.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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In un giudizio avente ad oggetto un’ordinanza di bonifica dei luoghi ex art. 192, co. 3 d.lgs. n. 152/2006 notificata ad un condominio, il TAR Torino ha ribadito che sussiste comunque la necessità, per la P.A. che adotta il provvedimento, di valutare la sussistenza di dolo o colpa in capo al coobbligato solidale, quale è il proprietario dell’area.
Non è quindi configurabile alcuna responsabilità oggettiva del proprietario del fondo su cui si trovano i rifiuti da bonificare, e questo anche in applicazione degli ultimi orientamenti giurisprudenziali in materia (Cons. Stato, sent. n. 3672/2017), che hanno esteso l’obbligo di bonifica anche ai detentori dell’area ma non, in ogni caso, al proprietario incolpevole del terreno su cui si trovino i rifiuti.
Post di Alessandra Piola - dottore in giurisprudenza
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La comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 L. n. 241/1990 non è un atto autonomamente impugnabile.
Post di Erica Cunico – dottoressa in giurisprudenza
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Il TAR Veneto chiarisce la questione della vicinitas.
Il Tribunale precisa che essa può ritenersi sufficiente a radicare la legittimazione del confinante solo quando la modifica del preesistente assetto edilizio debba ritenersi ictu oculi, ovvero sulla scorta di sicure basi statistiche tratte dall'esperienza, pregiudizievole per la qualità (urbanistica, paesaggistica, ambientale) dell'area in cui insiste la proprietà del ricorrente, ovvero sia suscettibile di comportarne un deprezzamento commerciale.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Lo afferma una sentenza del TAR Veneto, il quale precisa anche che è stato correttamente richiesto un contributo straordinario nella misura del 50 per cento dell'aumento di valore dell'area.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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La giurisprudenza considera legittima la sanatoria parziale delle opere abusive solo in casi molto limitati.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Il caso: un Comune e alcuni altri soggetti privati vengono condannati in solido dal Tribunale civile al pagamento di una cospicua somma di denaro nei confronti di un altro privato, che li aveva citati insieme in giudizio per chiedere un risarcimento danni.
Il Comune, facendosi parte diligente, provvede al pagamento dell’intero debito all’attore che ha vinto la causa, ma nessuno degli altri condebitori in solido rimborsa al Comune la propria quota del debito.
I possibili rischi derivanti all’Ente pubblico dal pagamento di un debito solidale: azione giudiziale, insolvenza dei condebitori e prescrizione del diritto di regresso.
Post di Vasco Egidio Meneguzzo – avvocato
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Configura il reato di concussione, ex art. 317 c.p., la condotta del Sindaco di un Comune che costringe, con minacce, l'amministratore di una casa di riposo ad assumere personale dipendente
Post di Diego Giraldo – avvocato
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