Nella sentenza in argomento, il Tar Veneto, richiamando una sua precedente pronuncia, rileva che le vertenze in materia di protezione internazionale di cittadini extracomunitari, involgendo diritti fondamentali della persona, sono devolute alla Giurisdizione ordinaria.
Tale regola subisce un’eccezione nel caso di controversie relative ai provvedimenti di revoca delle misure di accoglienza, devolute al Giudice amministrativo nei casi tipizzati dall’art. 23 del D.Lgs. n. 142/2015.
Considerato che l’annullamento del provvedimento del Questore di revoca del permesso di soggiorno per richiesta di asilo non rientra in alcuna delle ipotesi enumerate dal citato art. 23, che l’atto impugnato ha natura meramente dichiarativa e che l’attività esercitata dalla P.A. ha carattere vincolato, sussiste la giurisdizione del Giudice ordinario.
Post di Erica Cunico – dottoressa in giurisprudenza
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Segnaliamo che nella G.U. n. 92 del 20/04/2018 è stato pubblicato il testo del decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34 recante: Testo unico in materia di foreste e filiere forestali.
Il provvedimento entrerà in vigore il prossimo 05/05/2018.
Nella sentenza in argomento, il Tar Veneto chiarisce il concetto di atti meramente confermativi (cd. conferma impropria) e atti confermativi (cd. conferma propria), ribadendo che l’atto meramente confermativo non riapre i termini per impugnare.
Quest’ultimo non rappresenta, infatti, un’autonoma determinazione della P.A., sia pure identica nel contenuto alla precedente, ma solo la manifestazione della decisione dell’Amministrazione di non ritornare sulle scelte già effettuate.
Post di Erica Cunico – dottoressa in giurisprudenza
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Il quadro indiziario dell’infiltrazione mafiosa posto a base dell’interdittiva prefettizia deve dar conto di quei fatti aventi le caratteristiche di gravità, precisione e concordanza, dai quali, sulla base della regola causale del “più probabile che non”, il giudice amministrativo, chiamato a verificare l’effettivo pericolo di infiltrazione mafiosa, possa pervenire in via presuntiva alla conclusione ragionevole della effettiva sussistenza di tale rischio.
Anche le attività soggette al rilascio di autorizzazioni, licenze o a s.c.i.a. soggiacciono alle informative antimafia e che è pertanto superata la rigida bipartizione e la tradizionale alternatività tra comunicazioni antimafia, applicabili alle autorizzazioni, e informazioni antimafia, applicabili ad appalti, concessioni, contributi ed elargizioni
Post di Danielle Iselle – funzionario comunale
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Il permesso di costruire non può essere sottoposto a condizione, sia essa sospensiva o risolutiva, stante la natura di accertamento costitutivo a carattere non negoziale del provvedimento, con la conseguenza che tale titolo, una volta riscontratane la conformità alla vigente disciplina urbanistica, deve essere rilasciata dal Comune senza condizioni che non siano espressamente previste da una norma di legge.
Post di Danielle Iselle – funzionario comunale
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In una propria recente sentenza, il TAR Roma ha temperato l’onere spettante al proprietario di un manufatto abusivo della prova della sua costruzione in epoca antecedente all’obbligo di licenza edilizia. Sostiene infatti che, se il privato porta a sostegno della propria tesi elementi non implausibili e, dall’altra, il Comune fornisca elementi incerti, si possa considerare adempiuto l’onere della prova.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Nella controversia relativa al rigetto dell’istanza di ammissione a sostenere gli esami per il conseguimento di una nuova patente di guida (precedentemente revocata), motivato in base al mancato decorso del termine di tre anni “dalla data di accertamento del reato” fissato dall’art. 219, comma 3-ter, del D.Lgs. n. 285/1992, il Tar Veneto ha ritenuto giurisdizionalmente competente il Giudice ordinario.
I Giudici amministrativi sostengono che la valutazione dei requisiti di cui all’art. 219, comma 3-ter, del D. Lgs. n. 285/1992 non comporti alcun esercizio di discrezionalità amministrativa e qualificano la posizione giuridico – soggettiva del destinatario del provvedimento in termini di diritto soggettivo.
Di conseguenza, viene dichiarata l’inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione del Giudice amministrativo.
Post di Erica Cunico – dottoressa in giurisprudenza
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In un caso di mancata indicazione separata degli oneri di sicurezza aziendale, il TAR Torino si inserisce nel filone meno restrittivo del contrasto giurisprudenziale in materia.
Pertanto, ritiene sia ammissibile il soccorso istruttorio qualora ci si trovi nell’ipotesi di un inadempimento meramente formale che consista nell’omissione dell’indicazione documentale dei costi per gli oneri di sicurezza, in virtù del principio del favor partecipationis nonché del fatto che l’operatore economico dovrà comunque dimostrare di aver tenuto conto dei costi di cui sopra nella propria offerta economica originaria, ed infine dell’ampiezza dell’istituto del soccorso istruttorio.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il TAR Catania ribadisce come il Comune che voglia recuperare giudizialmente gli oneri di urbanizzazione, debba adire il Giudice amministrativo qualora convenga il privato istante, mentre il Giudice ordinario qualora escuta il fideiussore del privato stesso.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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