Il Centro studi bellunesi ha organizzato un convegno sul regolamento edilizio tipo, sulla legge regionale in materia di consumo di suolo e sul glossario dell'edilizia libera per il giorno 18 maggio 2018 dalle ore 09.30 alle ore 13.30 presso il Centro Studi cultura F. Parri a Longarone (BL) , Piazza Gonzaga 1.
Parteciperanno gli avv.ti Alessandro Veronese e Stefano Bigolaro del Foro di Padova e l'avv. Antonio Ferretto del Foro di Vicenza con il coordinamento dell'avv. Enrico Gaz del Foro di Venezia.
In una propria recente ordinanza cautelare, il TAR Veneto, in linea con la giurisprudenza prevalente, ha ribadito l’assenza di titolarità in capo al Fallimento, e al di lui Curatore, relativamente agli obblighi di bonifica dello stato dei luoghi determinati dall’abbandono dei rifiuti. Infatti, il Fallimento è solo un terzo che subentra nell’amministrazione del patrimonio dei beni del fallito, con solo lo scopo di conservare la massa fallimentare ai fini della soddisfazione del ceto creditorio.
Tale ordinanza, seppure argomentata sulla base di copiosa giurisprudenza, si pone contrasto con una altrettanto recente sentenza del Consiglio di Stato.
Con tale pronuncia il giudice di appello, facendo leva sul concetto di “detentore” dei rifiuti, e sull’evoluzione dello stesso alla luce della normativa comunitaria, è arrivato ad affermare la titolarità, in capo al Fallimento, dell’obbligo di bonifica dei rifiuti abbandonati dal fallito nel corso della sua attività di impresa.
Post di Alessandra Piola – dottoressa in Giurisprudenza
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Il TAR Veneto precisa che la separazione tra l’esercizio delle funzioni in materia edilizia e quelle in materia paesaggistica non può essere attuata con una modalità che preveda che il titolare delle funzioni edilizie e urbanistiche si limiti a comunicare l’esito del parere espresso dall’esperto in materia paesaggistica, perchè questa comunicazione vale come provvedimento in materia paesaggistica.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Una sentenza del TAR Parma si occupa della realizzazione con vizi e difetti delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, previste a scomputo degli oneri in una convenzione urbanistica.
La giurisdizione spetta al TAR, venendo in rilievo la sua giurisdizione esclusiva in materia edilizia e urbanistica.
Le opere sono soggette alla garanzia ed agli obblighi disciplinati dagli artt. 1667-1668 e 1669 del Codice Civile, anche prima del collaudo.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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Gli urbanisti dott. Daniele Rallo e dott. Luca Rampado ci inviano un articolo, che volentieri pubblichiamo, sul Nuovo Regolamento Edilizio Tipo.
La legge regionale veneta n.15 dell’aprile 2018 ha come titolo “legge di semplificazione e di manutenzione ordinamentale 2018” e, tra le altre novità, introduce delle modifiche alla legge urbanistica (LR11/2004).
In modo particolare viene introdotto un nuovo articolo (48 ter) riguardante il Regolamento Edilizio Tipo (RET), che viene esaminato nell'articolo.
Il Consiglio di Stato, nella recente Ad. Pl. n. 4/2018, ha statuito che il c.d. rito super accelerato in materia di appalti - relativo all’impugnazione delle ammissioni altrui entro trenta giorni dalla conoscenza - debba applicarsi anche al ricorso incidentale. In tal caso, contrariamente al c.d. classico ricorso/appello incidentale, il concorrente non avrebbe un ulteriore termine di trenta giorni dalla notifica del ricorso principale avverso la propria illegittima ammissione per proporre ricorso incidentale avverso l’illegittima ammissione del concorrente che ha proposto il ricorso principale, ma dovrebbe far valere il ricorso incidentale avverso l’illegittima ammissione del ricorrete principale rispettando comunque la rigida scansione temporale prevista dall’art. 120 c. 2 bis c.p.a..
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Segnaliamo la pronunzia della Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, che riconosce la responsabilità precontrattuale della P.A. anche prima della aggiudicazione definitiva di un appalto.
Post di Daniele Iselle - funzionario comunale
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Lo ha affermato il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, di fronte alla richiesta della p.a. di stimare un fondo in zona agricola come del tutto privo di edificabilità.
Con l’occasione, il Consiglio ricorda che non si può far riferimento alla originaria potenzialità edificatoria di un fondo, ma a quella che esso possiede al momento dell’acquisizione da parte dell’Amministrazione.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Lo ha affermato il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, il quale ricorda che la rivalutazione opera solo in caso di obbligazioni di denaro la cui somma non sia nominativamente indicata. In particolare, l’art. 42-bis T.U. espropri (d.P.R. 327/2001) specifica le causali del danno riconoscibile, in modo onnicomprensivo e parzialmente forfettario, perciò la rivalutazione del danno da occupazione illegittima si avrà solo ove non si pervenga all’acquisizione sanante.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
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Una sentenza del TAR Veneto precisa che nel caso di un vincolo indiretto il divieto di edificare imposto non riguarda solamente quelle costruzioni che, in quanto erette sopra il livello del terreno e dotate di una certa consistenza, abbiano in sé la capacità di alterare o interessare la "libera visibilità" del bene tutelato, ma anche, per esempio, una piscina.
Post di Dario Meneguzzo - avvocato
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