Sui servizi analoghi
Il T.A.R. si sofferma sul concetto di “servizi analoghi”, ben diverso da quello di “servizi identici”.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. si sofferma sul concetto di “servizi analoghi”, ben diverso da quello di “servizi identici”.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che nel rito super-accelerato l’eventuale ricorso incidentale deve essere promosso entro trenta giorni decorrenti non tanto dalla avvenuta notificazione del ricorso principale, quanto dalla pubblicazione dell’illegittima ammissione altrui, come statuito dall’Ad. Pl. n. 4/2018.
Ovviamente ciò vale solo se con il ricorso incidentale si fanno valere le doglianze attinenti all’illegittima ammissione del ricorrente e non i vizi propri della fase successiva all’ammissione.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che in caso di cumulo di azioni giudiziarie promosse avverso l’illegittima esclusione/ammissione (rito super-accelerato di cui all’art. 120, c. 2 bis c.p.a.) e avverso l’aggiudicazione (rito accelerato di cui all’art. 120, comma 6, c.p.a.), si applica il secondo.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Comunicato stampa del Governo, relativo al Consiglio dei Ministri n. 37 del 10 gennaio 2019.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della giustizia Alfonso Bonafede, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che, in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155, introduce il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Il Codice ha l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due principali finalità: consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese e salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze.
Tra le principali novità:
Il testo tiene conto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari.
In una sentenza del 2018 il Consiglio di Stato esclude che il piano casa della Campania deroghi alla distanza dai confini prevista dalla pianificazione comunale.
L’art. 4 della legge regionale della Campania n. 19/2009 consente gli interventi di ampliamento, nei limiti ivi stabiliti, “in deroga agli strumenti urbanistici vigenti…”: secondo il Consiglio di Stato la disposizione regionale va interpretata in senso conforme agli insegnamenti della Corte Costituzionale, escludendo così che essa deroghi anche alle distanze dai confini.
Ricordiamo che la Regione Veneto ha emanato una disposizione di interpretazione autentica del piano casa, prevedendo espressamente la deroga alla distanza dai confini e che il TAR del Veneto ha sollevato sul punto una questione di legittimità costituzionale davanti alla Corte Costituzionale.
Post di Daniele Iselle - funzionario comunale
L’art. 21 nonies comma 1 della L. 241/90 disciplina l'annullamento del provvedimento amministrativo illegittimo.
Nel 2015 l'articolo è stato novellato, prevedendo un termine di 18 mesi per l'esercizio del potere di autotutela.
Il Consiglio di Stato chiarisce che, in ossequio al principio generale di ordinaria irretroattività di cui all’art. 11 delle disposizioni preliminari al codice civile, la novella può trovare applicazione soltanto in relazione all’esercizio dei poteri di autotutela relativi a provvedimenti emanati dopo la sua entrata in vigore, ossia al 28 agosto 2015.
Post di Daniele Iselle - funzionario comunale
Il T.A.R. ricorda la giurisdizione ordinaria in materia di pagamento dei canoni per la concessione demaniale.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che, di regola, i trenta giorni per impugnare l’illegittima ammissione altrui decorrono dalla pubblicazione della stessa sul sito della P.A., salvo che il concorrente abbia percepito aliunde la piena lesività del provvedimento de quo anche in assenza di tale adempimento da parte dell’ente.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Segnaliamo una sentenza del TAR Salerno in materia di illecita occupazione di un bene immobile da parte della P.A.
Il TAR ricorda previamente che, alla luce dei principi di diritto enunciati dalla Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, che, quale che sia la sua forma di manifestazione (vie di fatto, occupazione usurpativa, occupazione acquisitiva), la condotta illecita dell’amministrazione incidente sul diritto di proprietà del privato non può comportare l’acquisizione del fondo e configura un illecito permanente ex art. 2043 cod. civ., che viene a cessare solo in conseguenza: a) della restituzione del fondo; b) di un accordo transattivo; c) della rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo; d) di una compiuta usucapione, ma solo nei ristretti limiti perspicuamente individuati dal Consiglio di Stato allo scopo di evitare che, sotto mentite spoglie, si reintroduca una forma surrettizia di espropriazione indiretta in violazione dell’art. 1 del protocollo addizionale della CEDU ; e) di un provvedimento di acquisizione emanato ex art. 42 bis del d.p.r. n. 327/2001.
Il T.A.R. afferma che gli impianti di telefonia non possono essere assimilati alle costruzioni edili.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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