Atto plurimotivato
Il T.A.R. ricorda che per ottenere l’annullamento giurisdizionale di un cd. atto plurimotivato, è necessario censurare tutti i punti del provvedimento.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il T.A.R. ricorda che per ottenere l’annullamento giurisdizionale di un cd. atto plurimotivato, è necessario censurare tutti i punti del provvedimento.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR per le Marche nel 2010 e il TAR Sicilia hanno precisato che l’importo dovuto a titolo di contributo per il costo di costruzione grava su coloro che, oltre ad aver avanzato la richiesta per ottenere la concessione edilizia, l’hanno anche ottenuta.
Solamente nel caso in cui la proprietà sia trasferita prima di ottenere la concessione da parte del richiedente, l’obbligazione al versamento del contributo si trasferisce al nuovo proprietario: nel caso, invece, di trasferimento della proprietà dopo aver ottenuto il titolo, ma prima del pagamento degli oneri, questi ultimi saranno dovuti dall’alienante.
Pertanto, la suddetta obbligazione è personale e non rientra nel “numerus clausus” degli oneri “reali” e delle obbligazioni “propter rem”.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
Il TAR Veneto ha affermato che le opere abusive realizzate in aree sottoposte a vincolo paesaggistico risultano condonabili ex d.l. 269/2003 al ricorrere di due concorrenti condizioni: 1) l’anteriorità dell’abuso rispetto al provvedimento impositivo del vincolo; 2) la conformità delle opere realizzate alla disciplina urbanistico-edilizia vigente.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Veneto ha affermato che spettano al G.O. le controversie aventi ad oggetto l’adempimento di obblighi e diritti nascenti dal rapporto locativo, o comunque il verificarsi o meno di condizioni contrattuali incidenti sul rapporto tra concedente e assegnatario in senso modificativo o risolutivo dello stesso.
Nel caso di specie, il TAR ha declinato la propria giurisdizione nei confronti dell’impugnativa dell’ordinanza comunale che disponeva la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio, per la sopravvenuta perdita del requisito della impossidenza di altri alloggi idonei alle proprie esigenze abitative.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
La Corte di Cassazione civile torna sulla nullità del contratto con un geometra per gli interventi in zona sismica.
Due geometri avevano ottenuto un decreto ingiuntivo per la progettazione di ristrutturazione in zona sismica e in primo grado il giudice aveva accolto il loro ricorso per decreto ingiuntivo, condannando la resistente a pagare le loro prestazioni.
La Corte d'appello ha riconosciuto fondata la eccezione dell' appellante sulla NULLITA' del contratto professionale, in quanto ad un geometra è vietato rendere prestazioni professionali in zona sismica.
La Corte di Cassazione ha respinto l'appello dei due geometri, riaffermando il principio che il geometra in zona sismica non può progettare, cosicchè il contratto tra committente e geometri è affetto da nullità genetica e non spetta loro alcun compenso.
Altra giurisprudenza ha affermato che la P.A. è tenuta ad annullare in autotutela il titolo. Non si tratta di abuso edilizio, ma di una prestazione inesistente , per cui non è sanabile, neanche nel caso del condono speciale entro un anno dal rogito di vendita dalla P.A. al privato per dismissioni patrimonio pubblico.
Post del Dott. Ing. Mauro Federici
Il TAR Veneto ha affermato che il CDU ex art. 30, co. 2 ss. d.P.R. 380/2001 è atto non provvedimentale, privo di autonoma efficacia lesiva e quindi non immediatamente impugnabile: infatti, si configura come una certificazione redatta da un pubblico ufficiale avente carattere meramente dichiarativo e ricognitivo.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il TAR Lombardia afferma che la fattispecie di “mobbing” può dirsi integrata quando sussitono i seguenti elementi: a. plurimi e ripetuti comportamenti persecutori nei confronti del dipendente; b. danno alla salute e alla personalità; c. nesso tra comportamento del datore e danno all’integrità fisica e psichica del dipendente; d. prova dell’intento persecutorio. Il Collegio afferma che non è sufficiente che il dipendente di lavoro dimostri di essere vittima di “mobbing”, allegando semplicemente alcuni atti illegittimi, ma deve dimostrare il disegno persecutorio del datore di lavoro.
Post di Brenda Djuric – Dott.ssa in Giurisprudenza
Il TAR Veneto – con lapidaria motivazione – ha affermato che al proprietario dell’immobile vicino, in quanto titolare di una posizione giuridica qualificata e differenziata, quando faccia valere l’interesse ad accertare il rispetto delle previsioni urbanistiche, spetta il diritto di accesso agli atti abilitativi ed alle pratiche edilizie.
Post di Alberto Antico – dottore in giurisprudenza
Il T.A.R. ricorda che il diritto di accesso ai documenti amministrativo non deve sostanziarsi in un’attività di elaborazione dei dati da parte della P.A.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
Il TAR Veneto ricorda che nell’opposizione a decreto ingiuntivo, l’opponente assume la posizione sostanziale di convenuto (pur in tale sede agendo in giudizio), e pertanto deve dimostrare i fatti impeditivi, modificativi o estintivi ex art. 2697 c.c.; al contrario, l’opposto è sostanzialmente parte attrice, e pertanto basta che dimostri i fatti costitutivi del suo diritto dedotto in giudizio.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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