Il TAR Palermo ha affermato che, fermo restando il rispetto dei termini per la proposizione del ricorso, la sanzione della perenzione non impedisce alle parti che non hanno coltivato il processo di promuoverne un secondo sulla medesima situazione sostanziale.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Catania ha affermato che i termini fissati dall’art. 73, co. 1 c.p.a., per il deposito di memorie difensive e documenti, hanno carattere perentorio, perciò la loro violazione conduce alla inutilizzabilità processuale delle memorie e dei documenti presentati tardivamente, da considerarsi tamquam non essent. Il deposito tardivo può essere autorizzato in via del tutto eccezionale qualora la produzione nel termine di legge sia risultata estremamente difficile (art. 54, co. 1 c.p.a.).
Post di Alberto Antico – avvocato
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Nel caso di specie, il Comune spiccava un’ordinanza di sospensione lavori, in quanto eseguiti in difformità dal titolo edilizio. Il privato effettuava delle contestazioni, chiedendo l’annullamento in autotutela della sospensione lavori. Il Comune non rispondeva, ma irrogava l’ordinanza di demolizione.
Il TAR Palermo ha spiegato perché l’agire del Comune può dirsi complessivamente legittimo.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Palermo ha ricordato che l’ordinanza di demolizione è legittima anche se non è preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento e anche se fa riferimento all’ormai abrogato art. 7 l. 47/1985, invece che all’attuale art. 31 d.P.R. 380/2001.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Palermo ha affermato che il nuovo acquirente di un immobile abusivo o del sedime su cui è stato realizzato succede in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo al precedente proprietario e relativi al bene ceduto, ivi compresa l’abusiva trasformazione, perciò subirà gli effetti sia del diniego di sanatoria sia dell’ingiunzione a demolire, anche ove l’abuso sia stato commesso prima del passaggio di proprietà.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Palermo ha ricordato che la motivazione dell’ordinanza di demolizione può dirsi sufficiente quando riporta: a) la descrizione dell’abuso; b) il riferimento agli atti di accertamento; c) la ragione giuridica per la quale la P.A. ritiene che la normativa di settore sia stata violata.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Veneto ha affermato che l’ordinanza di demolizione, essendo un atto dal contenuto vincolato, non necessita alcuna specifica motivazione in ordine all’interesse pubblico sottostante, neanche qualora sia adottata a distanza di tempo dall’esecuzione degli abusi.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il T.A.R. Milano ricorda che il Comune, nel disporre l’acquisizione del bene abusivo e della relativa area di sedime, può acquisire una superficie fino a 10 volte maggiore.
Post di Matteo Acquasaliente - avvocato
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Il TAR Lazio ricorda che l’installazione di impianti di comunicazione elettronica è ammesso anche nelle aree rientranti nel vincolo cimiteriale; seppur infatti il vincolo comporti l’inedificabilità assoluta nella relativa fascia di rispetto, esso non potrebbe da solo giustificare il diniego di installarvi infrastrutture di telefonia mobile, a meno che sull’area non gravi vincolo paesistico culturale o non sussistano particolari situazioni che le precludano per esigenze di salubrità/sicurezza.
Tutto ciò poiché, in linea di massima, non vi osterebbero né esigenze d’ordine igienico sanitario, né di rispetto per i defunti: eventualmente, la possibile incompatibilità dovrebbe essere risolta in sede di conferenza di servizi.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il TAR Toscana ha affermato che le disposizioni civilistiche (art. 873 c.c.) nonché quelle regolamentari dei Comuni non pongono alcuna limitazione al posizionamento degli impianti di comunicazione elettronica, trattandosi di opere di urbanizzazione primaria: secondo il Giudice, esse dunque non sottostanno né a limiti di zonizzazione, né di edificazione.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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