Il TAR Veneto sottolinea che la liquidazione degli interessi di una somma dovuta come risarcimento del danno da fatto illecito è dovuta anche se la sentenza non li ha espressamente previsti, e la relativa domanda non costituisce ultrapetizione.
Essi sono infatti connaturati alla funzione reintegrativa del risarcimento, poiché sono rivolti a compensare il pregiudizio derivante al creditore dal ritardato conseguimento dell’equivalente pecuniario del danno subito.
Post di Alessandra Piola – avvocato
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Il Consiglio di Stato ha affermato che il TAR ha ampi poteri discrezionali in ordine al riconoscimento, sul piano equitativo, dei giusti motivi per far luogo alla compensazione delle spese giudiziali, ovvero per escluderla, con il solo limite, in pratica, che non può condannare alle spese la parte risultata vittoriosa in giudizio o disporre statuizioni abnormi.
In ordine alle spese processuali, la decisione del TAR è appellabile in sede di legittimità, sotto il profilo della violazione di legge, soltanto qualora le spese siano state poste, totalmente o parzialmente, a carico della parte totalmente vittoriosa.
Si segnala però che vi sono anche sentenze che pongono presupposti più rigidi alla decisione di compensare le spese di lite.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Nel caso di specie, i ricorrenti proponevano un’azione di annullamento di una SCIA in variante riduttiva, in relazione alle minori opere realizzate rispetto all’originario progetto autorizzato con il PdC.
Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile la domanda, poiché la SCIA non è direttamente impugnabile.
Post di Daniele Iselle
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Nel caso di specie, i ricorrenti impugnavano una variante ad un Piano di recupero approvata con delibera della Giunta comunale.
Il Comune e la scuola eccepivano la tardività del ricorso, considerando l’atto pienamente conosciuto con la pubblicazione nell’Albo pretorio.
Il Consiglio di Stato ha accolto l’eccezione.
In tutti i casi in cui non sia necessaria la notificazione individuale del provvedimento e sia al contempo prescritta da una norma di legge o di regolamento la pubblicazione dell’atto in un apposito albo, il termine per proporre l’impugnazione decorre dal giorno in cui sia scaduto il periodo della pubblicazione; pertanto, il normale termine decadenziale per ricorrere contro gli atti amministrativi soggetti a pubblicazione necessaria, decorre per i soggetti non espressamente nominati, dalla pubblicazione medesima, non essendo indispensabile la notificazione individuale o la piena conoscenza.
Post di Daniele Iselle
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Nel caso di specie, i ricorrenti impugnavano una variante ad un Piano di recupero ed un permesso di costruire per la realizzazione di una tensostruttura di m. 40x27 da utilizzare quale palestra di una scuola privata ed impianto polivalente.
Il Comune e la scuola eccepivano la tardività del ricorso, poiché i ricorrenti avevano avuto contezza dell’intervento, seppur non nei dettagli, anche prima del formale accesso agli atti.
Il Consiglio di Stato ha accolto l’eccezione.
La piena conoscenza dell’atto, individuata dall’art. 41, co. 2 c.p.a. quale momento da cui decorre il termine per impugnare, richiede non la conoscenza piena e integrale dell’atto stesso, ma la mera percezione della sua esistenza e degli aspetti che ne comportano la lesività, in modo da rendere riconoscibile per il ricorrente l’attualità dell’interesse ad agire.
La richiesta di accesso agli atti non è idonea ex se a far differire i termini di proposizione del ricorso.
Post di Daniele Iselle
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Nel caso di specie, i ricorrenti impugnavano una variante ad un Piano di recupero ed un permesso di costruire per la realizzazione di una tensostruttura di m. 40x27 da utilizzare quale palestra di una scuola privata ed impianto polivalente.
Il Comune e la scuola eccepivano la tardività del ricorso, dimostrando la piena conoscenza dell’intervento assentito a mezzo della corrispondenza telematica con uno dei ricorrenti, difensore anche del condominio parimenti ricorrente, da articoli di giornale sull’argomento, dai verbali dell’assemblea condominiale, dagli atti dell’azione civile proposta dal condominio stesso e dalla vicinanza dei ricorrenti ai luoghi di causa.
Il Consiglio di Stato ha accolto l’eccezione.
L’inizio dei lavori segna il dies a quo della tempestiva proposizione del ricorso laddove si contesti l’an della edificazione (cioè laddove si sostenga che nessun manufatto poteva essere edificato sull’area), mentre ove si contesti il quomodo (distanze, consistenza ecc.), il dies a quo va fatto coincidere con il completamento dei lavori ovvero con il grado di sviluppo degli stessi, ove renda palese l’esatta dimensione, consistenza, finalità, dell’erigendo manufatto, ferma restando la possibilità-onere, da parte di chi solleva l’eccezione di tardività, di provare anche in via presuntiva, la concreta anteriore conoscenza del provvedimento lesivo in capo al ricorrente.
Post di Daniele Iselle
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Il TAR Palermo ha affermato che la revisione della patente di guida prevista dall’art. 128 del Codice della strada non ha natura sanzionatoria, ma cautelare, sicché gli Uffici competenti possono disporre che siano sottoposti a visita medica presso la commissione medica locale, o ad esame di idoneità i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi – non necessariamente certezze – sulla persistenza dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell’idoneità tecnica.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Palermo ha offerto utili principi in materia: in particolare, ai sensi dell’art. 8, co. 2 d.l. 11/2009 il Questore, nell’ambito dei suoi poteri discrezionali, può valutare se e quando emanare il provvedimento, nonché può decidere se procedere senza indugio, oppure se le circostanze consentano di avvisare il possibile destinatario dell’atto con l’inoltro della comunicazione di avvio del procedimento.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha affermato che i provvedimenti in materia di armi quando rimandano al concetto di “buona condotta” necessitano di una motivazione congrua che dia conto degli elementi di fatto da cui desumere il giudizio prognostico negativo e consentano di comprendere perché tali elementi rendano il soggetto privo della buona condotta che è indispensabile possedere allo specifico fine di ottenere le autorizzazioni in materia di armi.
Post di Alberto Antico – avvocato
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Il TAR Sardegna ha affermato che l’annullamento d’ufficio dell’aggiudicazione di un pubblico appalto deve rispettare i requisiti previsti dalla l. 241/1990: 1) previo invio della comunicazione di avvio del procedimento; 2) esistenza di ragioni di interesse pubblico; 3) annullamento entro un termine ragionevole; 4) considerazione comparata degli interessi dei destinatari e dei controinteressati, con prevalenza dell’interesse pubblico attuale.
Post di Alberto Antico – avvocato
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