Obbligazioni nascenti da una convenzione urbanistica e regime della prescrizione

10 Lug 2025
10 Luglio 2025

Il TAR Milano ha affermato che gli obblighi nascenti dalle convenzioni urbanistiche hanno natura di obbligazioni propter rem (o ambulatorie), connesse alla realizzazione delle opere di urbanizzazione e destinate a trasferirsi in capo agli eventuali acquirenti unitamente al bene immobile di riferimento. L’omessa trascrizione delle convenzioni non consente alla parte di sottrarsi agli obblighi derivanti dalle convenzioni stesse.

I diritti nascenti da una convenzione urbanistica sono soggetti all’ordinario termine decennale di prescrizione ex art. 2946 c.c., decorrente di regola dalla scadenza della convenzione medesima.

In materia di obblighi derivanti da convenzioni urbanistiche, posto che non è ammessa la rinuncia preventiva alla prescrizione, l’eventuale rinuncia in pendenza della prescrizione può valere come riconoscimento del diritto altrui e quindi come evento interruttivo della prescrizione stessa ai sensi dell’art. 2944 c.c.

Il riconoscimento del debito può configurare una rinuncia tacita alla prescrizione, se costituisce manifestazione di volontà di non avvalersi della prescrizione medesima. La rinuncia non è un atto formale, potendo essere anche tacita e consistere in qualsivoglia comportamento del debitore che manifesti in modo inequivoco la propria volontà di non avvalersi della prescrizione. L’eccezione di rinuncia alla prescrizione non è poi reputata quale eccezione in senso proprio e pertanto può essere presa in esame anche d’ufficio, purché i fatti su cui si fonda siano stati acquisiti nel processo.

Post di Alberto Antico – avvocato

Pertinenza urbanistica

10 Lug 2025
10 Luglio 2025

Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana ha affermato che il concetto di pertinenza urbanistica, diverso e più ristretto rispetto alla corrispondente nozione civilistica, è riferibile soltanto ad opere di modesta entità e accessorie rispetto a quella principale, quali i piccoli manufatti per il contenimento di impianti tecnologici e simili, e non anche a opere che, dal punto di vista delle dimensioni e della funzione, si connotino per una propria autonomia rispetto a quella considerata principale e non siano coessenziali alla stessa.

Post di Alberto Antico – avvocato

Compatibilità paesaggistica e silenzio-assenso

09 Lug 2025
9 Luglio 2025

Il T.A.R. Catania afferma che sull’istanza di compatibilità paesaggistica, ex art. 167 del d.gs. n. 42/2004, a differenza dell’istanza di autorizzazione paesaggistica, ex art. 146 del d.lgs. n. 42/2004, non si forma alcun silenzio-assenso, ex art. 17 bis della l. n. 241/1990, atteso che la norma sulla cd. sanatoria paesaggistica non contempla l’invio di uno schema di provvedimento, presupposto per la formazione del silenzio-assenso

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

SCIA e garanzie partecipative del privato

09 Lug 2025
9 Luglio 2025

Il TAR Basilicata ha affermato che la natura giuridica della SCIA, che non è una vera e propria istanza di parte per l’avvio di un procedimento amministrativo poi conclusosi in forma tacita, bensì una dichiarazione di volontà privata di intraprendere una determinata attività ammessa direttamente dalla legge, induce a escludere che l’Autorità procedente, dinanzi ad una SCIA inefficace (per mancanza dei presupposti), debba comunicare al segnalante l’avvio del procedimento di dichiarazione di inefficacia, o anche il preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990.

Post di Alberto Antico – avvocato

SCIA in sanatoria e preavviso di rigetto

09 Lug 2025
9 Luglio 2025

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha annullato un diniego di SCIA in sanatoria ex art. 37, co. 4 d.P.R. 380/2001 (nel testo antecedente alla cd. riforma Salva casa) – il quale provvedimento non è riconducibile ai provvedimenti inibitori previsti per la SCIA dall’art. 19 l. 241/1990 – per non essere stato preceduto dal preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990.

Post di Alberto Antico – avvocato

La SCIA edilizia in sanatoria

09 Lug 2025
9 Luglio 2025

Il TAR Basilicata ha affermato che la SCIA si pone quale eccezione al generale principio del tempus regit actum che regge l’attività procedimentale della P.A., in ragione di due elementi: l’assenza di un procedimento amministrativo, essendo la SCIA atto del privato segnalante, e la possibilità di iniziare immediatamente l’attività dalla data di presentazione della SCIA stessa.

In tal senso, il potere di verifica e di controllo va esercitato dalla P.A. con riferimento ai requisiti e presupposti di legge per l’avvio dell’attività esistenti al momento della presentazione della SCIA e della realizzazione delle opere in essa considerata.

Il TAR ha applicato questi principi alla SCIA in sanatoria ex art. 37 d.P.R. 380/2001, nel testo antecedente alla cd. riforma Salva casa.

Post di Alberto Antico – avvocato

La SCIA in sanatoria ex art. 37 T.U. edilizia, nel testo antecedente alla cd. riforma Salva casa

09 Lug 2025
9 Luglio 2025

Il TAR Basilicata ha affermato che l’art. 37 d.P.R. 380/2001, nel testo antecedente alla cd. riforma Salva casa (d.l. 69/2024, come convertito dalla l. 105/2024), non assegna al silenzio serbato dal Comune alcun valore provvedimentale: di qui la necessaria qualificazione di esso quale silenzio-inadempimento.

Si segnala che in realtà la questione è oggetto di dibattito giurisprudenziale.

Post di Alberto Antico – avvocato

Improcedibilità dell’appello per sopravvenuta carenza d’interesse e compensazione delle spese:

09 Lug 2025
9 Luglio 2025

Il dotto Riccardo Renzi ha redatto una nota  sulla improcedibilità dell’appello per sopravvenuta carenza d’interesse e la compensazione delle spese: il perimetro applicativo dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. nel processo amministrativo, in commento al Consiglio di Stato, Sez. V, n. 5598 del 2025.

Riccardo_Renzi_Italia_Jus_Improcedibilità

Alle costruzioni che si fanno a confine con le piazze e le vie pubbliche non si applica il d.m. 1444/1968

08 Lug 2025
8 Luglio 2025

Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 879, co. 2 c.c. contempla un esonero dal rispetto delle distanze legali per le costruzioni a confine con piazze e vie pubbliche, da riferirsi anche alle costruzioni a confine delle strade di proprietà privata gravate da servitù pubbliche di passaggio.

Post di Alberto Antico – avvocato

Abusivismo edilizio in vincolo idraulico e in vincolo paesaggistico

08 Lug 2025
8 Luglio 2025

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che, ai fini della determinazione della fascia di rispetto di 10 metri dall’alveo demaniale ex art. 96, lett. f r.d. 523/1904, il criterio per determinare i limiti dell’alveo appartenente al demanio è quello della “piena ordinaria”, intesa come il livello idrico superato nel 75% delle osservazioni effettuate in un lungo periodo, ovvero, in mancanza di misurazioni, come il livello idrico stimato mediante modelli idrologico-idraulici con frequenza analoga, pari a un tempo di ritorno di 1,333 anni.

Ai fini dell’accertamento della compatibilità paesaggistica, ex art. 167, co. 4 d.lgs. 42/2004, qualunque incremento di volume, anche se tecnico o interrato, o di superficie utile, preclude la possibilità di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica postuma.

L’autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo presupposto rispetto al permesso di costruire: la sua mancanza esclude la possibilità di rilascio della sanatoria edilizia, ai sensi dell’art. 36 d.P.R. 380/2001.

L’ordine di demolizione di interventi edilizi abusivi su beni culturali o paesaggistici, ancorché realizzati anteriormente alla modifica dell’art. 167 d.lgs. 42/2004 ad opera dell’art. 27, co. 1 d.lgs. 157/2006, è legittimamente applicabile, trattandosi di misura di natura ripristinatoria riconducibile all’amministrazione attiva e non di sanzione amministrativa in senso stretto, con conseguente inapplicabilità del principio di irretroattività previsto per le sanzioni dalla l. 689/1981.

In materia di repressione degli abusi edilizi, non è configurabile un affidamento incolpevole idoneo a preservare l’opera abusiva, neppure per effetto del tempo trascorso dalla sua realizzazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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